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Home » Streaming » Netflix » Don’t Move, la recensione: quando hai solo 20 minuti per sopravvivere

Don’t Move, la recensione: quando hai solo 20 minuti per sopravvivere

La recensione di Don't Move, un thriller ansiogeno ma piuttosto prevedibile che si salva per la convincente interpretazione della sua protagonista.
Carlotta DeianaDi Carlotta Deiana25 Ottobre 2024
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Una scena di Don't Move (fonte: Netflix)
Una scena di Don't Move (fonte: Netflix)
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Il film: Don’t Move, 2024. Regia: Adam Schindler e Brian Netto. Cast: Finn Wittrock e Kelsey Asbille. Genere: Thriller. Durata: minuti. Dove l’abbiamo visto: su Netflix in anteprima stampa.

Trama: Una donna diventa la preda per un crudele serial killer: ha solo venti minuti prima che il suo corpo resti completamente paralizzato, e lui è sulle sue tracce…

A chi è consigliato? A chi ama i thriller adrenalinici, dalle atmosfere inquietanti ed angosciose.


Se siete amanti dei thriller ansiogeni e delle protagoniste femminili forti Netflix, questo 25 ottobre, ha quello che fa per voi. In catalogo arriva Don’t Move, un film che vi terrà incollati alla poltrona e che è perfetto per passare una serata tra tensione e colpi di scena. Il film diretto da Adam Schindler e Brian Netto non ha nulla di particolarmente originale, anzi durante la visione si ha la netta impressione di aver già visto e rivisto certe situazioni, ma comunque scorre bene e coinvolge, catturando lo spettatore dall’inizio alla fine.

Una corsa contro il tempo per sopravvivere

Una scena di Don't Move (fonte: Netflix)
Una scena di Don’t Move (fonte: Netflix)

Al centro di questa storia c’è una donna che viene presa di mira da un serial killer durante una scampagnata in solitaria: Iris (Kelsey Asbille) è schiacciata dal dolore per la morte del figlio, e sta pensando di togliersi la vita proprio nel luogo, un parco naturale dove spesso campeggiava, in cui suo figlio è tragicamente scomparso. L’improvvisa comparsa di Richard (Finn Wittrock), un’uomo affascinante ed estremamente gentile, la porta a rimandare il terribile gesto e a fare ritorno alla macchina parcheggiata ai margini del parco. Quel che Iris non si aspetta è che Richard (ma questo non è nemmeno il suo vero nome) è in realtà un crudele assassino seriale che l’ha scelta come sua prossima vittima: dopo averle fatto perdere i sensi, le inietta una soluzione paralizzante che le toglie progressivamente la capacità di muoversi e parlare. La donna ha solo venti minuti prima che il farmaco faccia effetto e riuscitasi temporaneamente a liberare di Richard deve fare di tutto per sfuggirgli prima di essere completamente indifesa.

Un thriller con pregi e difetti…

Una scena di Don't Move (fonte: Netflix)
Una scena di Don’t Move (fonte: Netflix)

Il film, che segue la nostra protagonista nei suoi disperati tentativi di salvarsi e non abbandona mai la sua prospettiva, è diviso in diverse “fasi”: la corsa contro il tempo prima che il medicinale faccia del tutto effetto (con la progressiva perdita di mobilità di Iris), il periodo in cui la donna si ritrova completamente paralizzata ed infine quello in cui riacquista lentamente tutte le sue facoltà fisiche. Se inizialmente era lei stessa a volersi togliere la vita, la terribile esperienza vissuta in balia di Richard, riporterà in Iris la volontà di sopravvivere e la farà lottare con tutte le sue forze per sfuggirgli.

Iris è una donna normalissima – non ha infatti capacità particolari che le permettono di prendere di sorpresa il suo aguzzino – ma riesce comunque ha metterlo in difficoltà con la sua astuzia ed il suo spirito di iniziativa. Kelsey Asbille è perfetta nel ruolo di Iris, personaggio che viene approfondito e caratterizzato al punto giusto e con cui lo spettatore empatizza molto facilmente. Asbille è convincente ed intensa, anche se per gran parte della pellicola è costretta ad una quasi totale immobilità riesce a trasmettere bene con la sua espressività l’orrore vissuto dal suo personaggio.

Una scena di Don't Move (fonte: Netflix)
Una scena di Don’t Move (fonte: Netflix)

Colpisce meno il killer di Finn Wittrock, non per mancanza d’impegno da parte dell’interprete, ma a causa di una sceneggiatura che fatica a renderlo veramente inquietante e spaventoso. Come assassino seriale Richard è crudele e assetato di sangue al punto giusto, ma non sempre prende decisioni particolarmente intelligente e si ritrova in situazioni di svantaggio nei confronti di Iris (che lo ricordiamo per gran parte del tempo è completamente immobile) dopo aver fatto scelte avventate e non particolarmente lungimiranti. Per questo lo spettatore finisce per chiedersi come sia possibile che Richard non sia ancora stato preso (e la risposta è forse fortuna) e soprattutto rende il finale un po’ prevedibile. Per quanto la situazione sembra a tratti farsi davvero disperata, la sensazione che Iris riesca a salvarsi a causa dell’incompetenza del suo aguzzino è sempre presente nella mente di chi guarda, e questo finisce per smorzare un po’ la tensione e a per rendere l’atmosfera meno angosciante.

…che vale la pena di vedere

Una scena di Don't Move (fonte: Netflix)
Una scena di Don’t Move (fonte: Netflix)

Detto questo Don’t Move è comunque un prodotto di genere piuttosto interessante, che siamo sicuri attirerà l’attenzione tanto degli amanti del thriller che dei fruitori occasionali. L’interpretazione sentita di Asbille vale la visione e tiene lo spettatore incollato allo schermo, la regia di Adam Schindler e Brian Netto non ha particolari guizzi ma è solida, trasmette la sensazione di isolamento, di terrore e di frustrazione vissuta da Iris alternando lunghi primi piani a riprese della natura silenziosa e quasi incontaminata che la circonda.

La recensione in breve

6.5 Ansiogeno

Don't Move è un thriller convincente anche se prevedibile. Ottima l'interpretazione della protagonista, Kelsey Asbille, il cui personaggio è ben sviluppato. Meno caratterizzato invece il serial killer, che finisce per essere meno inquietante di quello che vorrebbe.

Pro
  1. Ottima l'interpretazione della protagonista Kelsey Asbille
  2. Buone le atmosfere, ansiogene e opprimenti
Contro
  1. Il serial killer non è spaventoso quando vorrebbe
  2. Il film a tratti è piuttosto prevedibile
  • Voto CinemaSerieTV.it 6.5
  • Voto utenti (0 voti) 0
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