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Home » Film » Recensioni film » Five Nights at Freddy’s 2, la recensione: le colpe dei padri

Five Nights at Freddy’s 2, la recensione: le colpe dei padri

La recensione di Five Nights at Freddy’s 2, il sequel dell’adattamento del fortunato franchise videoludico.
Max BorgDi Max Borg4 Dicembre 2025
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Una scena di Five Nights at Freddy's 2.
Una scena di Five Nights at Freddy's 2. Fonte: Blumhouse.
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Il film : Five Nights at Freddy’s 2, 2025. Diretto da: Emma Tammi. Cast: Josh Hutcherson, Matthew Lillard, Piper Rubio. Genere: Horror Durata: 1 ora e 44 minuti. Dove l’abbiamo visto: al cinema.

Trama: Nel 1982 un tragico evento nella prima sede di Freddy Fazbear’s Pizza porta alla chiusura del locale, ma non mette fine ai suoi misteri. Vent’anni dopo, Vanessa Afton è ancora perseguitata dagli incubi legati al padre, mentre Abby è convinta che gli animatronici “amici” dell’infanzia siano tornati. Per scoprire la verità, Mike e Vanessa devono indagare proprio nel luogo dove tutto è cominciato.

A chi è consigliato? Perfetto per chi ha amato il primo film e vuole ritrovare i personaggi, per i fan dell’horror leggero e senza gore, e ovviamente per chi è appassionato della saga videoludica.


Nel mondo dei film tratti dai videogiochi, terreno spesso spinoso per gli studios, si è a suo modo distinto nel 2023 quello basato su Five Nights at Freddy’s, titolo horror che in realtà ha un fandom molto giovane (ragion per cui il lungometraggio, scritto in parte dallo stesso creatore Scott Cawthon, uscì negli Stati Uniti con il visto PG-13, che consente un bacino d’utenza più ampio). Un grande successo di pubblico, che ha spinto la Universal e la Blumhouse a dare subito il via libera a un seguito, con la squadra sostanzialmente intatta davanti e dietro la macchina da presa (questa volta Cawthon è l’unico sceneggiatore, con il secondo gioco come materiale di partenza). È di questo seguito che si parla nella nostra recensione di Five Nights at Freddy’s 2.

Ritorno alle origini

Una scena di Five Nights at Freddy's 2.
Una scena di Five Nights at Freddy’s 2. Fonte: Blumhouse.

1982: una festa di compleanno nella sede originale di Freddy Fazbear’s Pizza finisce tragicamente con la morte di una bambina, che porta alla chiusura di quel ristorante, ma non delle varie filiali in giro per l’America. Vent’anni dopo, la poliziotta Vanessa Afton è ancora tormentata dagli incubi per quello che è accaduto nel primo film, con un sogno ricorrente dove lei subisce nuovamente i soprusi psicologici da parte del padre, il defunto serial killer William Afton. Lei cerca di voltare pagina con l’aiuto di Mike Schmidt, ma non è facile neanche per lui poiché la sorella minore Abby sente la mancanza dei suoi “amici”, i pupazzi animatronici che facevano parte della filiale di Freddy Fazbear’s Pizza dove Mike era il custode notturno. Un giorno, un misterioso messaggio porta la ragazzina a pensare che Freddy e soci siano tornati, ma c’è qualcosa di losco dietro il tutto, e per capire esattamente cosa bisognerà andare a indagare nel luogo dove tutto ebbe inizio…

Presenze di genere

Una scena di Five Nights at Freddy's 2.
Una scena di Five Nights at Freddy’s 2. Fonte: Blumhouse.

Ha generato un certo chiacchiericcio nella cerchia degli appassionati di horror la notizia che in questo film ci sarebbe stata una rimpatriata parziale di Scream, per l’esattezza tra Matthew Lillard e Skeet Ulrich. In realtà i due non si incontrano, per forza di cose (dato che il personaggio di Lillard è morto e appare solo in sogno alla figlia), ma è comunque una trovata simpatica nel contesto di un film che ammicca apertamente al genere, dato che anche altri membri del cast hanno legami con altre proprietà di successo (due indagatori del paranormale sono interpretati da McKenna Grace e Teo Briones, apparsi in franchise come The Conjuring, La bambola assassina e Final Destination). Nell’arco di due anni è anche notevolmente migliorata l’intesa sullo schermo fra Josh Hutcherson (Mike) e la più giovane Piper Rubio (Abby), con un ruolo più importante per quest’ultima in questa sede.

L’horror come gioco

Una scena di Five Nights at Freddy's 2.
Una scena di Five Nights at Freddy’s 2. Fonte: Blumhouse.

Avendo presumibilmente conquistato la fiducia del pubblico con il primo film, Cawthon, la regista Emma Tammi e gli altri collaboratori si sentono palesemente più a loro agio con il secondo capitolo, che pur restando un esercizio molto elementare a livello di spaventi – e con una quantità nulla di gore anche quando ci sono scene che giustificherebbero un minimo di liquido rosso – è un divertimento simpatico ed efficace. Una riflessione sul genere, a suo modo, e sul cinema come apparato ludico in senso più vasto, dall’esortazione iniziale a restare seduti fino alla fine (sì, c’è una scena a metà dei titoli di coda perché ovviamente si sta già pensando al terzo episodio) alle molteplici gag sui luoghi comuni del brivido (“Perché siamo passati di qua?”, dice un personaggio commentando una location allegramente sinistra). Il tutto mescolato con qualche rielaborazione ponderata dei momenti forti del gioco, con una sequenza che si rifà al gameplay senza scivolare nella trappola dell’omaggio sterile e autocompiaciuto. Per ora può andare, ma prima o poi sarà necessario crescere, come la giovane coprotagonista.

La recensione in breve

6.5 Giocoso

Freddy e i suoi amici tornano in un sequel che, pur preservando alcuni difetti del primo capitolo, ha una sua apprezzabile identità come prodotto horror con lo scopo di intrattenere.

Pro
  1. Matthew Lillard rimane un villain inquietante anche come semplice presenza spettrale
  2. La scena ripresa letteralmente dal videogioco è eseguita con stile
  3. I momenti di humour nero sono gestiti bene
Contro
  1. L'assenza di sangue continua a farsi notare
  2. Gli spaventi sono abbastanza elementari
  • Voto CinemaSerieTV 6.5
  • Voto utenti (0 voti) 0
Max Borg
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Finlandese di nascita, italiano e svizzero d'adozione, si innamora del cinema e della televisione nel periodo adolescenziale, e durante gli studi universitari trasforma gradualmente questo amore in lavoro. Scrive per varie testate in Italia e all'estero, soprattutto quando si tratta di supereroi, cinema nordico e svizzero, streaming e festival.

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