Il film: Gli addestratori, 2024. Regia: Andrea Jublin. Cast: Lillo, Geppi Cucciari, Giovanni Vernia, Francesca Agostini, Massimo De Lorenzo, Bianca Nappi, Paolo Mazzarelli, Anita Caprioli, Francesco Pannofino.
Genere: commedia. Durata: 90 minuti. Dove l’abbiamo visto: su Prime Video, in lingua originale.
Trama: Un addestratore di cani si ritrova a dover lavorare con degli allievi un po’ fuori dal comune.
A chi è consigliato? Ai cinofili, e ai fan di Lillo.
Complice il successo di LOL – Chi ride è fuori, giunto alla quarta edizione, molti comici italiani sono entrati nelle grazie di Prime Video, e tra questi c’è Pasquale Petrolo alias Lillo, che oltre a continuare a partecipare al format di successo (come concorrente nella prima annata e arma segreta dei conduttori in quelle successive) è stato protagonista di una serie fortemente autoironica e ora è al centro di un film che, pur recando il marchio produttivo di Lucky Red, è stato concepito per la fruizione diretta in streaming, senza nemmeno un passaggio simbolico di pochi giorni in sala. Questo è il film di cui parliamo nella nostra recensione de Gli addestratori.
Vita da cani

Pasquale Marolla, di professione addestratore di cani, ha perso una scommessa con l’ex-moglie Marta, anche lei nel settore, ed è costretto a cederle il suo adorato Cecchino. Per riaverlo indietro deve guadagnare soldi, e Pasquale decide, con l’aiuto di alcuni amici, di aprire un centro di addestramento, servendosi degli spazi di una proprietà di famiglia. Il suo sogno è di ritrovarsi con un amico a quattro zampe in grado di gareggiare nei concorsi di agilità e risollevare le sue sorti economiche, ma un equivoco nello studio della sorella, che fa la pediatra, porta un gruppo di mamme a pensare che quello di Pasquale sia un centro per bambini, ed ecco che lui si ritrova a dover gestire dei piccoli umani, incarico tutt’altro che facile rispetto a ciò a cui è abituato.
È Lillo!

Il tutto ruota, naturalmente, intorno al carisma umoristico di Lillo, accreditato nei titoli di testa con il nome completo e circondato da simpatiche spalle bipedi e quadrupedi, mentre il ruolo da antagonista, quello dell’ex-moglie, è stato affidato a Geppi Cucciari. Il cast di contorno è per lo più privo di grandi nomi, con qualche eccezione come la partecipazione speciale di Francesco Pannofino, perfettamente in parte ma, come Lillo, coinvolto in un progetto che non esalta al massimo le sue considerevoli doti comiche, riducendolo a presenza simpatica ma poco incisiva in un film che, volente o nolente, incarna il peggiore stereotipo della pellicola da piattaforma nella sua accezione deleteria.
Indifferenza a quattro zampe

Persino vincendo facile con il fattore tenerezza (i cani sono effettivamente adorabili), il film vacilla sin dall’inizio, strappando occasionali sorrisi ma mai vere risate a causa di una regia che non sa gestire i tempi comici e nemmeno spingere su quel tasto di energia un po’ folle che uno assocerebbe a un progetto che ha al suo centro un interprete come Lillo, un turbinio di movimenti e trovate fulminee che qui è statico, intrappolato in un meccanismo algoritmico che punta sul suo nome e la duplice presenza di bambini e animali per arrivare a un pubblico il più ampio possibile che non sia particolarmente selettivo con le visioni in streaming. Un’evidenza ancora più lampante dal momento che il film ha esordito su Prime Video nello stesse mese di LOL 4, dove è possibile vedere il protagonista nelle sue vesti più consuete, con una vis comica che qua è appena accennata, di tanto in tanto.
La recensione in breve
Nonostante la presenza di Lillo e la tenerezza dei cani protagonisti, il film non ha l'energia comica suggerita dalla premessa.
I cani sono adorabili
- Lillo ce la mette tutta
I tempi comici latitano
- Geppi Cucciari ha una parte molto ingrata
- Voto CinemaSerieTV
