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Home » Film » Recensioni film » Holiday, la recensione del film di Edoardo Gabbriellini

Holiday, la recensione del film di Edoardo Gabbriellini

La recensione di Holiday, film di Edoardo Gabbriellini presentato alla Festa del cinema di Roma, con Alice Arcuri e Margherita Corradi.
Emanuele RaucoDi Emanuele Rauco23 Ottobre 2023Aggiornato:23 Ottobre 2023
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Una scena di Holiday
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Il film: Holiday, 2023. Regia: Edoardo Gabbriellini. Cast: Margherita Corradi, Giorgia Frank, Alessandro Tedeschi, Alice Arcuri. Genere: Drammatico, Thriller. Durata: 102 minuti. Dove l’abbiamo visto: Alla Festa del Cinema di Roma.

Trama: Veronica, dopo un lungo processo e due anni di prigione per l’omicidio della madre e del suo amante, viene riconosciuta innocente. Ha solo vent’anni e tutta la vita davanti, ma è difficile guardare al futuro quando gli occhi di tutti sono ancora rivolti a quel tragico evento. Attraverso i ricordi suoi e della migliore amica Giada, riavvolgeremo il nastro di una storia che più avanza, più si fa ambigua.


Oltre a essere attore, Edoardo Gabbriellini è una strana figura di regista, autore di un cinema fuori dalle righe della produzione italiana, inclassificabile e sfuggente forse anche a se stesso e infatti lontano dal cinema di finzione dal 2012, anno di uscita di Padroni di casa, commedia che vira al nero in modo imprevisto.

Alla Festa del cinema di Roma, e poi nelle sale, è stato presentato il suo nuovo film, Holiday, e in questa recensione vi racconteremo perché è un film altrettanto sfuggente e intrigante, lontano da logiche consuete, e quindi anche questo a rischio sottovalutazione.

La trama: Oltre i limiti del true crime

Una scena di Holiday
La protagonista del film è Veronica (interpretata da Margherita Corradi), una ragazza che a soli 18 anni è stata in carcere, accusata di aver ucciso la mamma e il suo amante, e che esce di prigione dopo che un lunghissimo processo l’ha riconosciuta innocente. Ritornare però nei luoghi della tragedia, a contatti con amici, conoscenti e un mondo che ora la conosce come “assassina” non sarà facile, specie perché di quella vicenda i lati oscuri sono moltissimi.

Scritto dallo stesso Gabbriellini con Carlo Salsa e Michele Pellegrini (e prodotto da Luca Guadagnino), Holiday è un dramma nero, che pare partire dalle scie del true crime, un genere che tra documentari, libri e podcast è uno dei più redditizi nel mescolare realtà e modelli di racconto, per poi scavare dentro i personaggi e gli ambienti in cui vivono.

La provincia inquieta

Una scena di Holiday
Il film quindi usa uno schema consolidato, giocato sull’ambiguità dei caratteri e la tensione strisciante dei contesti, per raccontare un dramma di costume partendo dal giallo; Gabbriellini come regista è però acuto abbastanza da non usare il genere come pretesto, anzi, nell’incedere sinistro del racconto, si ha l’impressione che sia il dramma socio-culturale a divenire lo sfondo su cui costruire il mistero e la suspense, ribaltando consuetudini e convenzioni, mostrando immagini inquiete e non comuni, lavorando sullo stile e sugli attori con un forte senso di verità che poi, la forma del film rovescia.

Per il tipo di scelte che fa, tanto nella scrittura, quanto nella regia, è facile imputare a Holiday scivoloni di varia natura, incertezze e imprecisioni, ma quello di Gabbriellini è un film che sceglie un passo, una costruzione e uno sguardo capaci di cogliere il presente (filmico, mediatico, umano) partendo dall’eredità di Chabrol. Sfuggendo a tutti, ancora una volta, e per fortuna.

La recensione in breve

7.0 Sfuggente

Holiday è un dramma familiare e sociale che si tinge sempre più di giallo, che cambia le carte in tavola con acume e senso del contemporaneo.

  • Voto CinemaSerieTV 7.0
  • Voto utenti (0 voti) 0
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