Il film: Il club dei delitti del giovedì (2025)
Regia: Chris Columbus
Genere: Giallo, Commedia, Drammatico
Cast: Helen Mirren, Ben Kingsley, Celia Imrie, Pierce Brosnan, David Tennant, Naomi Ackie, Daniel Mays, Jonathan Pryce, Richard E. Grant
Durata: 118 minuti
Dove l’abbiamo visto: su Netflix (versione originale in inglese, con sottotitoli in italiano)
Trama: Nella tranquilla e lussuosa residenza per anziani di Coopers Chase, quattro pensionati con un passato straordinario si riuniscono ogni giovedì per investigare vecchi casi irrisolti. Ma quando un vero omicidio scuote la comunità, il loro gioco si trasforma in una corsa contro il tempo per scoprire la verità.
A chi è consigliato? Il club dei delitti del giovedì è perfetto per gli amanti del cosy crime, per chi cerca un giallo leggero con un tocco di humour britannico e un cast eccezionale. Ideale anche per chi ha apprezzato il romanzo originale. Meno adatto a chi preferisce thriller adrenalinici o trame particolarmente complesse.
Il club dei delitti del giovedì è l’adattamento dell’omonimo romanzo di Richard Osman, bestseller da milioni di copie, e porta sullo schermo una versione gentile e ironica del crime all’inglese. Ambientato in un lussuoso villaggio per anziani, il film mette in scena un gruppo di pensionati che, tra una tazza di tè e un dolce esageratamente decorato, si improvvisano investigatori. Netflix e Chris Columbus scelgono un tono rassicurante, a tratti nostalgico, costruendo un racconto che omaggia Agatha Christie ma con la leggerezza di una commedia da domenica pomeriggio.
Un cast iconico al servizio del mistero

Il punto di forza assoluto del film è il cast, un vero e proprio ensemble da red carpet. Helen Mirren, glaciale e brillante nel ruolo della ex agente dei servizi segreti Elizabeth, guida la narrazione con autorità. Ben Kingsley è misurato ed elegante, Celia Imrie dona vivacità e delicatezza alla sua Joyce, mentre Pierce Brosnan — nei panni di un ex sindacalista combattivo — è forse l’anello debole. Nonostante il suo carisma, Brosnan fatica a convincere come figura popolare e combattiva: sembra sempre più un 007 in vacanza che un ex attivista. Accanto a loro, nomi come David Tennant, Naomi Ackie, Richard E. Grant e Jonathan Pryce completano una squadra di alto livello, capace di compensare le fragilità della regia.
Una regia che non rischia (ma intrattiene)

Chris Columbus è un regista abituato ai toni familiari, e anche qui mantiene una direzione sicura ma scolastica. Il film si muove senza particolari sorprese, con una messa in scena che privilegia il comfort visivo al dinamismo. L’ambientazione di Coopers Chase — una residenza per anziani tanto lussuosa da sembrare un hotel a cinque stelle — diventa quasi un personaggio a sé, con i suoi saloni eleganti, i giardini impeccabili e i piccoli segreti nascosti dietro le porte in legno pregiato. La fotografia, curata ma poco incisiva, accompagna il tono garbato del racconto, ma non osa mai davvero.
Un mistero che si fa da parte per lasciare spazio ai personaggi

L’intreccio poliziesco — tra omicidi, interessi immobiliari e vecchi crimini irrisolti — è funzionale ma secondario. Il vero cuore della narrazione sta nei protagonisti e nel loro modo di affrontare l’età avanzata non come una condanna, ma come una fase di piena lucidità e voglia di agire. Il film riesce a evitare i toni paternalistici che spesso affliggono le storie con protagonisti anziani. I personaggi non sono mai caricature né strumenti narrativi, ma individui pieni di risorse, ironia e ostinazione. In questo, l’adattamento riesce a rispettare l’anima del romanzo, pur semplificandone alcune dinamiche.
Troppo educato per sorprendere davvero

Nonostante il buon ritmo iniziale e qualche momento di autentica brillantezza nei dialoghi, il film soffre di una seconda parte meno ispirata. Il finale precipita nel grottesco, perdendo la sottile eleganza della prima metà. L’indagine si fa più confusionaria e le svolte narrative, seppur coerenti, risultano meno coinvolgenti. Si ha la sensazione che la sceneggiatura abbia preferito restare in superficie, senza mai affondare davvero il colpo né sul versante drammatico né su quello comico. In questo senso, “Il club dei delitti del giovedì” è un prodotto gradevole ma mai davvero memorabile.
Molti spettatori e critici concordano: più che un film, questa prima trasposizione sembra il pilot di una serie destinata a durare. Netflix, del resto, potrebbe avere già in mente un progetto a lungo termine. I personaggi si prestano a nuove indagini, il format è replicabile, e l’approccio soft si adatta bene a un pubblico vasto e trasversale. Se così fosse, questo primo capitolo rappresenta una solida base, con ampi margini di miglioramento. Resta da vedere se le prossime “riunioni del giovedì” riusciranno a uscire dal comfort per esplorare territori più audaci.
La recensione in breve
“Il club dei delitti del giovedì” è un giallo elegante e garbato, che affida il suo fascino a un cast d’eccezione e a un tono rassicurante. La regia di Chris Columbus non brilla per originalità, ma accompagna con mestiere una storia che intrattiene senza stupire. L’indagine è quasi un pretesto per raccontare una terza età lontana dagli stereotipi, dove l’intelligenza e la voglia di vivere non vanno mai in pensione. Un film piacevole, con buone premesse per una possibile saga seriale.
Pro
- Cast brillante e affiatato
- Tono rispettoso verso la terza età, senza cliché
- Dialoghi curati e ironici
- Ambientazione affascinante e funzionale alla storia
Contro
- Regia piatta e televisiva
- Trama gialla poco avvincente
- Finale troppo frettoloso e caricaturale
- Pierce Brosnan poco credibile nel suo ruolo
- Voto CinemaSerieTV
