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Home » Film » Recensioni film » La California, la recensione del film italiano di Cinzia Bomoll

La California, la recensione del film italiano di Cinzia Bomoll

La recensione di La California, film diretto da Cinzia Bomoll, presentato alla Festa del Cinema di Roma 2022, con Silvia e Giulia Provvedi.
Claudio GarganoDi Claudio Gargano24 Novembre 2022
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La California
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Il film: La California, 2022. Regia: Cinzia Bomoll. Cast: Silvia Provvedi, Giulia Provvedi, Lodo Guenzi, Eleonora Giovanardi, Adrea Roncato. Genere: Noir, dramma, surreale. Durata: 100 minuti. Dove l’abbiamo visto: Alla Festa del Cinema di Roma 2022.

Trama: Due gemelle immerse nella provincia emiliana vivono amori, delusioni e speranze di fuga, fino all’arrivo di qualcosa che cambierà per sempre le loro esistenze.


Una vasca sperduta nella campagna emiliana più desolata, con dentro il cadavere di una ragazza dal caschetto bruno: con questa immagine forte, quasi lynchana, attacca il nuovo film di Cinzia Bomoll, presentato alla Festa del Cinema di Roma 2022 e uscito oggi nelle sale, ambientato nell’Emilia degli anni ’70-’90, per la precisione in un paese della provincia di Modena che porta il nome dello stato americano in cui si trova Hollywood. Opera che si trova all’incrocio tra il racconto di formazione, il dramma, il noir, il ritratto di provincia e la commedia surreale, il terzo lungometraggio della Bomoll si avvale della collaborazione alla sceneggiatura della compianta e indimenticabile Piera Degli Esposti, che ha prestato anche la voce narrante alla vicenda e che viene rappresentata nel film, affettuosamente, come una donna in nero, presenza fantasmatica che racconta e commenta gli eventi. Di questa Emilia quasi fiabesca, ma anche spietata, e di due gemelle parleremo in questa recensione de La California.

La trama: la provincia e le sue trappole

La California

Le gemelle Ester e Alice si barcamenano nel piccolo paese modenese in cui vivono, tra flirt con i ragazzi e il sogno, un giorno, di fuggire e andare nella vera California. Il padre, Yuri detto il punk, è un anarchico allevatore di maiali, mentre la madre, comunista osservante, non ha mai superato la depressione post-partum e, ogni tanto, prova a far fuori Ester, almeno fintanto che è bambina. C’è anche il nonno, ex-partigiano, che elargisce la saggezza di chi ha vissuto esperienze irripetibili, nonché una galleria di personaggi che affollano il paese e la vite delle due ragazze, tra cui Liviana, la parrucchiera con velleità di cantante, il Malagoli, l’industrialotto antipatico e sprezzante, l’ingenuo capostazione e tanti altri. Arrivano infine in paese un esule cileno con l’affascinante giovane figlio, Pablo, che porterà scompiglio nella vita di Ester e Alice.

Tra tocco surreale e crudo realismo

La California

Con la California sembra di tornare alle atmosfere di Radiofreccia, grazie a una riuscita galleria di personaggi della provincia emiliana che colpiscono per bizzarrie, tocchi surreali e tenerezza, senza per fortuna mai scadere nel bozzettistico. È palpabile infatti l’affetto e l’empatia che lo sguardo dell’autrice riversa sui personaggi, in particolare sulle due gemelle, interpretate dalle bravissime Silvia e Giulia Provvedi, sedicenni disincantate e apparentemente avvezze alla vita, ma in realtà fragili e legate morbosamente tra loro in un rapporto strettissimo di affetto e, al tempo stesso, di conflitto, causato soprattutto dagli atteggiamenti contraddittori della madre. Il tono del racconto oscilla felicemente tra l’onirico, il surreale-fiabesco e il realismo più crudo, a partire dai tentativi stranianti e, ammettiamolo, esilaranti di mamma Palmira che cerca di eliminare Ester perché “Sai che io sono per l’uguaglianza del popolo ma queste due con l’eguaglianza hanno esagerato”.

Un cast ricco e centrato

Lodo Guenzi in La California

Il cast funziona benissimo: oltre le due sorelle Provvedi, abbiamo il cantautore Lodo Guenzi, convincente nel ruolo del padre Punk, affettuoso ma frustrato dalla sua posizione sociale, Eleonora Giovanardi perfetta come l’eternamente depressa e svampita mamma Palmira, Andrea Roncato che incarna il nonno partigiano, dolce e malinconico, ma insospettabilmente pronto a tornare in azione, infine Stefano Pesce (presente in Da zero a dieci, sempre di Ligabue), perfetto nel ruolo del viscido arricchito. Fa piacere inoltre ritrovare volti familiari come Enrico Salimbeni e Vito (entrambi provenienti da Radiofreccia), Silvia Baraldi (indimenticabile protagonista dell’atipico noir Quo Vadis Baby di Salvatores) e, ovviamente, la calda voce di Piera Degli Esposti, di cui si è accennato.

Svolta noir

Una scena de La california

Il racconto di formazione e la placida vita di provincia vengono squarciati dall’elemento noir del racconto, come intuibile dall’incipit del film (e dal trailer), e in questo modo La California vira all’improvviso nei territori del thriller, sottolineato tra l’altro dalla inquietante desolazione dei luoghi in cui è ambientato. La diversa identità caratteriale, nonché interscambiabilità, di Ester e Alice giocherà un ruolo cruciale: oscura e seducente l’una, più solare e socievole l’altra, ma con un problema emotivo nelle relazioni con l’altro sesso, che richiama in qualche modo Stan, il personaggio di South Park che vomitava ogniqualvolta aveva a che fare con la ragazzina che gli piaceva. In questi tocchi ricorre ancora la vena surreale, quasi cartoonesca, che attraversa felicemente il film della Bomoll.

Quando vira sul thriller, La California diventa altro ancora e l’urlo di disperazione che sentiamo all’inizio diventa anche quello dello spettatore, che accoglie il dolore, il senso di perdita e la rabbia di fronte alla violenza e alle ingiustizie, ma anche la voglia di reagire. Difficile non empatizzare dunque con la vicenda delle due gemelle, che trovano un recente rispecchiamento anche nelle siamesi protagoniste dell’altrettanto fiabesco (in senso lato) Indivisibili (2016), di Edoardo De Angelis. La California diventa uno stato mentale, una geografia del sogno, ma anche dell’incubo, in un’alternanza di toni e generi non sempre riuscitissima fino in fondo, ma sostenuta da una sincerità e uno sguardo d’autore che si riflettono negli occhi innocenti, affamati di vita e disarmanti di Ester e Alice.

La recensione in breve

7.0 Intenso

Nel suo oscillare tra il romanzo di formazione con tocchi surreali, il ritratto di provincia, il dramma e il thriller, Cinzia Bomoll realizza una pellicola non sempre perfetta, alla quale però è difficile non appassionarsi, grazie anche all’intensa e disarmante performance delle due gemelle Silvia e Giulia Provvedi, nonché a un ricco cast perfettamente distribuito ed efficace. Da segnalare l’ultima apparizione di Piera Degli Esposti come voce narrante, nonché co-sceneggiatrice.

  • Voto CinemaSerieTV 7.0
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Claudio Gargano
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Nato nel 1975, Claudio Gargano è un Film-Maker Freelance, critico cinematografico, saggista e docente di Video-Making e Storia del cinema. Laureato in scienze della comunicazione con una tesi in storia del cinema, ha studiato inoltre montaggio presso il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma con Roberto Perpignani, montatore di Bertolucci e dei Fratelli Taviani. Come Film-maker scrive, dirige e monta alcuni cortometraggi, tra cui "Anime nere", che nel 2007 passa sulle emittenti televisive La 7 e Coming soon, nonché al Festival di New York "41° Parallelo 2007". Realizza Backstage su set cinematografici Rai Cinema e al Napoli Film Festival, durante i quali ha l'occasione di video-intervistare personaggi come Ennio Morricone, Jonathan Demme, Francesco Rosi, Paolo Sorrentino, Pupi Avati, Sergio Castellitto, Nicola Piovani, Laura Morante, Isabella Rossellini, Matt Dillon. Impegnato nelle diverse forme dell’universo audiovisivo (video aziendali, spot, documentari, videoclip, video-montaggi per rassegne, video-installazioni), insegna Video-making nelle scuole come esperto esterno e, dal 2023, Storia e critica del cinema presso l'AOVA, Accademia Professionale di Cinema e Fotografia di Napoli. Come saggista, nel 2013 pubblica, all’interno di un volume collettivo intitolato “Delle coincidenze”, un breve saggio sul concetto di sincronicità junghiana dal titolo "Jung, i Police, I Ching e QUANT’altro". Nel 2011 pubblica sul periodico cartaceo a tiratura nazionale "Tutto Digitale", un diario di esperienze dai Backstage cinematografici. Come critico, dopo aver pubblicato per qualche anno recensioni cinematografiche sulla testata napoletana online "Mar dei Sargassi", nel 2021 inizia la collaborazione con le testate nazionali online di cinema e cultura "Il Meglio di Tutto" e "Screenworld"; dal 2022 collabora con la testata online CinemaSerieTv.it, nonché con lo storico periodico cartaceo Nocturno e relativa testata onilne.

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