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Home » Film » Recensioni film » Scarlet, la recensione: l’anime più ambizioso (e imperfetto) di Mamoru Hosoda

Scarlet, la recensione: l’anime più ambizioso (e imperfetto) di Mamoru Hosoda

La recensione di Scarlet racconta l’anime più ambizioso di Mamoru Hosoda: spettacolare e visionario, ma narrativamente irrisolto.
Carlotta DeianaDi Carlotta Deiana5 Settembre 2025
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Una scena di Scarlet (fonte: Columbia)
Una scena di Scarlet (fonte: Columbia)
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Il film: Scarlet (2025)
Regia: Mamoru Hosoda
Genere: Animazione, Fantasy, Drammatico
Cast: Voci originali di Mana Ashida, Masaki Okada, Kôji Yakusho
Durata: 124 minuti
Dove l’abbiamo visto: Fuori concorso alla 82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (versione originale in giapponese, con sottotitoli in inglese e italiano)

Trama: Scarlet, giovane principessa tradita e avvelenata dallo zio Claudius, si ritrova negli Otherlands, un limbo che mescola epoche e culture. Qui incontra anime smarrite e Hijiri, un infermiere giapponese del presente, che la accompagnerà in un viaggio tra vendetta, perdono e ricerca di sé, in una rivisitazione fantasy di Amleto sospesa tra mito e allegoria.

A chi è consigliato? Scarlet è consigliato a chi ama l’animazione autoriale e ambiziosa, capace di intrecciare Shakespeare, suggestioni fantasy e temi universali. Meno adatto a chi cerca una narrazione lineare e compatta o preferisce uno stile visivo uniforme e tradizionale.


Mamoru Hosoda è ormai uno dei nomi più riconoscibili dell’animazione giapponese contemporanea. Dopo successi come La ragazza che saltava nel tempo, Wolf Children e il più recente Belle, candidato all’Oscar, il regista si cimenta con il progetto più complesso e ambizioso della sua carriera: Scarlet. Presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, il film rilegge in chiave anime il mito di Amleto, intrecciandolo con suggestioni letterarie e visioni fantasy. Un’opera che si pone l’obiettivo di riflettere su vendetta, sacrificio e senso della vita, ma che non sempre riesce a mantenere la stessa intensità tra forma e contenuto.

La tragedia di una principessa

Una scena di Scarlet (fonte: Columbia)
Una scena di Scarlet (fonte: Columbia)

Protagonista è Scarlet, figlia del re di un regno medievale, tradita e avvelenata dallo zio Claudius, usurpatore del trono e responsabile anche della morte del padre. Gettata negli Otherlands, un limbo che fonde passato, presente e futuro, Scarlet si ritrova sospesa tra vita e morte, costretta a confrontarsi con anime smarrite che, come lei, cercano un senso al proprio destino interrotto.

Qui conosce Hijiri, un infermiere giapponese del nostro tempo incapace di accettare la propria scomparsa, che diventerà la sua guida e il suo contrappunto morale. Il viaggio della principessa si trasforma così in una ricerca identitaria: non solo vendetta, ma anche la scoperta di cosa significhi vivere per gli altri.

Shakespeare, Dante e oltre

Una scena di Scarlet (fonte: Columbia)
Una scena di Scarlet (fonte: Columbia)

Se a prima vista Scarlet sembra una riscrittura in chiave femminile di Amleto, in realtà Hosoda costruisce un mosaico culturale che va ben oltre Shakespeare. Nel film emergono richiami a La terra desolata di T.S. Eliot, a Paradise Lost di Milton e persino alla Divina Commedia di Dante.

Ogni riferimento contribuisce a rafforzare l’atmosfera sospesa degli Otherlands, un purgatorio visivo in cui si intrecciano simboli, allegorie e metafore sulla condizione umana. Questa stratificazione rende il film ricco e affascinante, ma al tempo stesso disomogeneo: Hosoda sembra voler abbracciare troppe ispirazioni, rischiando di diluire la forza del suo racconto principale.

Una dimensione visiva monumentale

Una scena di Scarlet (fonte: Columbia)
Una scena di Scarlet (fonte: Columbia)

Dal punto di vista estetico, Scarlet è uno degli anime più spettacolari degli ultimi anni. Gli Otherlands prendono vita con paesaggi desertici, cieli plumbei, tempeste di sabbia e fiumi di lava, che restituiscono allo spettatore un’esperienza immersiva e sensoriale. L’alternanza tra animazione tradizionale 2D e sperimentazioni in CGI permette di creare immagini memorabili, come l’inquadratura a volo d’uccello di un tappeto cinese finemente decorato o le sequenze di battaglia tra cavalieri corazzati. Tuttavia, questa scelta stilistica non sempre è armoniosa: alcune animazioni risultano fluide e poetiche, altre appaiono rigide, spezzando l’incanto. La colonna sonora e il sound design, invece, si confermano punti di forza assoluti, capaci di amplificare il senso di smarrimento e grandezza del mondo di Scarlet.

Tra vendetta e redenzione

Una scena di Scarlet (fonte: Columbia)
Una scena di Scarlet (fonte: Columbia)

Il cuore del film risiede nel conflitto interiore della protagonista: seguire la strada della vendetta o trasformare la propria rabbia in occasione di crescita. Scarlet attraversa un arco narrativo che la porta a riconoscere la fragilità della condizione umana e l’importanza di vivere per gli altri. L’incontro con Hijiri, esempio di altruismo e abnegazione, diventa decisivo per la sua evoluzione. Tuttavia, se queste tematiche universali sono trattate con sincerità, finiscono spesso per assumere un tono eccessivamente melodrammatico, appesantito da momenti di lirismo forzato, come il numero musicale “Tell Me About Love”, che rischia di apparire ridondante e fuori contesto.

Luci e ombre di un’opera ambiziosa

Una scena di Scarlet (fonte: Columbia)
Una scena di Scarlet (fonte: Columbia)

Scarlet rappresenta un passo importante nella carriera di Hosoda, che tenta di coniugare il linguaggio dell’animazione giapponese con influenze occidentali, dalle fiabe Disney all’epica letteraria europea. È un film che ha il coraggio di osare e di misurarsi con i grandi temi della tradizione, ma che non sempre riesce a mantenere coerenza. Le immagini restano impresse, il viaggio della protagonista emoziona a tratti, ma la scrittura appare meno incisiva rispetto ad altre opere del regista. Il risultato è un’opera affascinante e discontinua, che brilla di momenti di pura bellezza ma inciampa nei propri eccessi.

La recensione in breve

6.5 Ambizioso

Scarlet è l’anime più ambizioso di Mamoru Hosoda: un’opera visivamente spettacolare che fonde Shakespeare, letteratura e fantasy. Tra paesaggi grandiosi e riflessioni universali, il film affascina ma non sempre convince, penalizzato da una narrazione frammentata e da un sentimentalismo che ne riduce l’impatto drammatico.

Pro
  1. Animazione visivamente imponente e ricca di dettagli
  2. Ambientazioni suggestive e visionarie negli Otherlands
  3. Colonna sonora e sound design potenti e immersivi
  4. Una protagonista femminile carismatica e centrale
  5. Coraggio nell’unire Shakespeare, Dante e riferimenti occidentali
Contro
  1. Narrazione frammentata e dispersiva
  2. Alternanza tra 2D e CGI poco uniforme
  3. Finale eccessivamente sentimentale
  4. Tematiche universali trattate in modo superficiale
  5. Alcuni momenti melodrammatici stonano con il tono complessivo
  • Voto CinemaSerieTV 6.5
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