Il film: Spiral – L’eredità di Saw, 2021. Regia: Darren Lynn Bousman. Cast: Chris Rock, Samuel L. Jackson, Max Minghella. Genere: Horror, thriller. Durata: 93 minuti. Dove l’abbiamo visto: Su Netflix.
Trama: Un poliziotto durante la parata del 4 luglio viene ucciso su una linea metropolitana. Apparentemente è stato semplicemente investito da un treno. Vengono però ritrovati macchinari e oggetti che richiamano quelli utilizzati da Jigsaw, insieme al simbolo di una spirale. Iniziano ad arrivare dei messaggi al detective Zeke Banks. Ormai è chiaro, l’incubo è tornato ma gli obiettivi sono diversi: i poliziotti corrotti.
Il franchise di Saw, dopo una cavalcata fatta di sette film in sette anni, sembrava aver chiuso il suo percorso nel 2010 con Saw 3D – Il capitolo finale. Ma la parola fine non era stata detta, si trattava di una semplice fase di standby, neanche troppo lunga a dir la verità. Già nel 2017 è arrivato un primo tentativo di rivitalizzare la serie con Saw Legacy, titolo arrivato però troppo tardi per seguire l’onda dei sequel e troppo presto per sfruttare il vento della nostalgia. Nonostante i risultati – buoni ma non esaltanti – si decide di mettere in cantiere un altro capitolo.
Saw X, decimo tassello di una saga che non accenna a volersi arrendere. Ma d’altronde il fascino per questo strano oggetto che veleggia tra il thriller, il gore e il torture porn lo rende uno dei più irresistibili divertissement nati negli anni 2000. E come ulteriore testimonianza abbiamo anche uno spin-off. Ovvero Spiral – L’eredità di Saw, uscito nel 2021 in un’atmosfera tendente all’indifferenza, il quale fin dal coinvolgimento di Chris Rock sembrava un progetto tanto strano quanto potenzialmente interessante ma che, come vedremo nella nostra recensione, porta ben poco di nuovo al franchise.
La trama: tipo Jigsaw ma contro i poliziotti

4 luglio, parata per i festeggiamenti del Giorno dell’indipendenza negli Stati Uniti. Un uomo con appariscente cappello si lascia attrarre nella metropolitana. Ben presto viene tramortito e si risveglia poco dopo, sospeso sui binari con la lingua intrappolata in uno strano e doloroso marchingegno. Davanti a sé una piccola televisione attraverso cui una voce gli spiega il gioco a cui sta partecipando. Il tempo è poco visto il treno in arrivo. Le cose anche in questo spin-off, come in praticamente ogni incipit della saga, vanno male. Iniziamo a seguire il detective Zeke Banks (Chris Rock) e scopriamo subito il suo pessimo rapporto con i colleghi.
Molti anni prima, mentre era una matricola, denunciò un collega colpevole di un omicidio. E, come abbiamo tutti quanti imparato grazie a Serpico, non si tratta di qualcosa di ben accolto nelle stazioni di polizia americane. Se Atene piange, Sparta non ride. Zeke, oltre ad avere una situazione poco piacevole al lavoro, ha anche una vita privata disastrata: figlio dell’ex commissario (Samuel L. Jackson) con cui ha ben pochi rapporti, divorziato e con una bambina che non vede mai. A questo sia aggiunge uno strano biglietto che lo porterà a diventare il perno di un nuovo serial killer che si ispira a Jigsaw ma che ha come vittime predilette proprio i poliziotti.
Un progetto che doveva portare qualcosa di nuovo…

Spiral – L’eredità di Jigsaw sembrava potesse essere un oggettino interessante. Le prime voci parlavano di questo spin-off della saga con un nome diverso e che vedeva Chris Rock sia alla sceneggiatura che come attore principale. E diciamolo sembravano essere premesse, magari non interessanti di per sé, ma abbastanza strane da diventarlo. La saga di Saw ha di base tre pilastri principali: moralismo spiccio che agisce sotto forma di punizioni fisiche, il gore che può sfociare nel torture porn, la parte thriller legata alla soluzione del mistero. Il resto volendo si può riempire a piacimento e quindi il margine su cui lavorare è potenzialmente alto.
Cosa avrebbe potuto portare Chris Rock in fase di scrittura? Un nuova dose di ironia? Una spiccata componente black? Uno sguardo critico sulla società statunitense preso direttamente dalle sue stand-up? Beh, questo non lo sapremo mai. Il progetto ha preso quasi subito un’altra strada, niente più Chris Rock alla sceneggiatura e, per non sbagliarsi, un sottotitolo che richiama subito la saga principale. Rock rimane però come attore principale, garantendo quindi almeno una novità nella saga: un interprete principale dotato di carisma.
…e che invece è una pigra riproposizione di quanto già visto

Effettivamente Spiral – L’eredità di Saw appoggia gran parte del proprio peso sulle spalle di Chris Rock. Il quale regala una performance non memorabile ma comunque più che sufficiente. Con lui anche un Samuel L. Jackson, come sempre divertito, con uno screentime risicatissimo. Ogni tipo di novità si esaurisce alle due righe sopra. E non sarebbe un grande problema se i tre pilastri principali della saga che abbiamo elencato sopra fossero rispettati con un minimo di brio. A emergere invece è solo un generale senso di stanchezza e di scarsa attitudine. Al timone c’è Darren Lynn Bousman, già autore di tre film del franchise (II, III, IV) che poteva rappresentare una sorta di garanzia e che invece si lascia trascinare dalla corrente.
La motivazione moralista c’è ma semplicemente è circoscritta alla corruzione nel mondo della polizia. Peraltro neanche in generale ma di uno specifico dipartimento di un commissariato. Giochi e torture diventano emblemi di pigrizia e poca ispirazione. Ma il dramma vero arriva nella componente thriller. Il mistero, su cui tutto il franchise aveva costruito un successo fondato su colpi di scena degni delle migliori (o peggiori) soap opere, è svelato anche dallo spettatore più disattento quando ancora manca molto al traguardo. A conti fatti Spiral – L’eredità di Saw ha tutto l’aspetto di un progetto nato male e a cui nessuno ha creduto neanche per pochi istanti. Speriamo che con il decimo capitolo le cose vadano meglio.
La recensione in breve
Spiral - L'eredità di Saw poteva rappresentare un progetto interessante. Una piccola ventata di freschezza in un franchise che può fungere da contenitore a un sacco di idee differenti. Invece si rivela un progetto a cui pare nessuno abbia creduto neanche per un istante. Una mesta, pigra e rassegnata riproposizione di cose già viste senza neanche il brio o il divertimento necessari per poterle rendere accettabili.
- Voto CinemaSerieTv
