Il film: The Housemaid – Una di famiglia (2025)
Titolo originale: The Housemaid
Regia: Paul Feig
Sceneggiatura: Rebecca Sonnenshine
Genere: Thriller, Drammatico
Cast: Sydney Sweeney, Amanda Seyfried, Brandon Sklenar, Elizabeth Perkins, Michele Morrone, Indiana Elle
Durata: 2 ore e 11 minuti
Dove l’abbiamo visto: al Cinema
Trama: Millie, una giovane donna in cerca di riscatto, viene assunta come domestica presso la lussuosa villa dei Winchester. Quello che sembra un lavoro ideale si trasforma presto in un incubo psicologico fatto di manipolazioni, attrazioni proibite e segreti inconfessabili, mentre i rapporti di potere all’interno della casa iniziano a ribaltarsi in modo imprevedibile.
A chi è consigliato? The Housemaid – Una di famiglia è consigliato a chi ama i thriller domestici alla maniera dei noir erotici anni Novanta, con personaggi sopra le righe, atmosfere cariche di tensione e un gusto dichiarato per il piacere colpevole.
The Housemaid – Una di famiglia non ha alcuna intenzione di fingere profondità che non gli appartengono. Fin dai primi minuti chiarisce il suo obiettivo: essere un thriller domestico eccessivo, sensuale e volutamente sopra le righe, figlio diretto dei noir erotici anni Novanta. Paul Feig abbandona quasi del tutto la commedia pura per divertirsi con un racconto di tensione psicologica, fatto di sguardi ambigui, gaslighting e dinamiche di potere che si ribaltano continuamente. Il risultato è un film consapevolmente “trash”, che gioca sul filo tra serietà e compiacimento con un’energia difficile da ignorare.
Una casa perfetta che nasconde il marcio

La storia si sviluppa quasi interamente all’interno di una villa isolata, simbolo perfetto di un benessere artificiale pronto a implodere. Millie arriva in questo mondo come una figura fragile e fuori posto, e il film costruisce la tensione proprio sull’asimmetria sociale: lei ha bisogno di quel lavoro, loro sembrano non aver bisogno di nulla. Il primo atto è volutamente più controllato, quasi trattenuto, e lavora sulla sensazione costante che qualcosa non torni. Non è tanto la trama a inquietare, quanto l’atmosfera: ogni gesto è carico di un’intenzione nascosta, ogni parola può essere una trappola.
Amanda Seyfried domina la scena

Se il film funziona, gran parte del merito va ad Amanda Seyfried. La sua Nina è un personaggio che vive di eccessi: imprevedibile, infantile, minacciosa e spesso volutamente caricaturale. È una performance che non teme l’overacting e che anzi lo utilizza come strumento, trasformando Nina in una figura quasi horror, capace di oscillare tra vittima e carnefice nel giro di pochi secondi. Seyfried capisce perfettamente il tono del film e lo abbraccia senza freni, diventando il vero motore narrativo della storia.
Sydney Sweeney cresce quando il film accelera

Sydney Sweeney sceglie invece un approccio opposto. Per buona parte del film il suo personaggio resta in secondo piano, più osservatore che agente attivo. È una scelta che può sembrare controproducente nell’economia generale della storia, ma che trova senso nella parte finale, quando il racconto cambia marcia e Millie rivela finalmente tutte le sue carte. È proprio nell’ultimo terzo che The Housemaid diventa più divertente e sfacciato, lasciando spazio a un gioco di ruoli più sporco e a una tensione che smette di prendersi sul serio. In quel momento anche Sweeney trova finalmente il registro giusto, trasformando la sua apparente passività in una maschera.
Un guilty pleasure che non vuole essere raffinato

Il film non è privo di limiti: alcuni colpi di scena sono prevedibili, la prima metà appare più piatta rispetto a ciò che verrà dopo e non tutti i personaggi secondari risultano memorabili. Ma The Housemaid – Una di famiglia non chiede di essere analizzato con il bisturi. È un’esperienza che funziona meglio se vissuta senza troppe pretese, accettandone l’eccesso, l’assurdità e una certa goffaggine strutturale. Quando smette di frenarsi e abbraccia il suo lato più pulp, il film diventa esattamente ciò che promette: un guilty pleasure elegante, malizioso e volutamente sopra le righe.
La recensione in breve
The Housemaid - Una di famiglia è un thriller domestico eccessivo e malizioso che trova la sua vera forza nell’ultimo atto e in una Amanda Seyfried scatenata.
Pro
- Amanda Seyfried magnetica e perfettamente in sintonia con il tono del film.
- Atmosfera di tensione domestica costruita con efficacia.
- Ultimo atto decisamente più audace e divertente.
- Buona gestione del tema del potere e della disparità sociale.
- Consapevolezza del proprio lato pulp e “trashy”.
Contro
- Prima metà più lenta e trattenuta.
- Alcuni colpi di scena facilmente intuibili.
- Sydney Sweeney troppo in sordina per buona parte del film.
- Personaggi secondari poco incisivi.
- Voto CinemaSerieTV
