Il film: The Legend of Tarzan, 2016. Regia: David Yates. Cast: Alexander Skarsgård, Christoph Waltz, Samuel L. Jackson, Margot Robbie, Djimon Hounsou, Jim Broadbent.
Genere: azione, avventura. Durata: 110 minuti. Dove l’abbiamo visto: su Netflix, in lingua originale.
Trama: John Clayton III, alias Tarzan, è costretto a tornare nella giungla che si era lasciato alle spalle per indagare sul trattamento del popolo congolese da parte del Belgio.
Tra la fine della saga cinematografica di Harry Potter e l’inizio dello spin-off dedicato agli animali fantastici, il regista britannico David Yates è rimasto in casa Warner Bros. per tentare di riesumare un altro franchise sempiterno: quello di Tarzan, rimasto dormiente al cinema negli Stati Uniti dopo il film d’animazione della Disney uscito nel 1999. Un tentativo non del tutto riuscito, dal momento che qualche anno dopo l’uscita del lungometraggio di cui parliamo nella nostra recensione di The Legend of Tarzan è stato annunciato che i diritti sono finiti in mano alla Sony, che a sua volta intende reinventare il personaggio creato da Edgar Rice Burroughs per il grande schermo.
La trama: ritorno a casa

Siamo nel 1890. Dopo che il Belgio si è assicurato il territorio congolese, il re manda il suo emissario Léon Rom per procurarsi dei diamanti che risolveranno i problemi economici del regno. Una volta arrivato, Rom stringe un’alleanza con la tribù guidata da Mbonga, il quale chiede in cambio il suo nemico giurato: Tarzan. Questi, dal canto suo, ha rinunciato alla giunga e vive in Inghilterra con la moglie Jane, avendo accettato la sua identità umana come John Clayton III, alias Lord Greystoke. Dopo aver inizialmente rifiutato un’offerta del Primo Ministro inglese, che gli chiede di visitare il Congo, si fa convincere quando l’emissario americano George Washington Williams gli riferisce i sospetti sull’uso dei congolesi come schiavi del regno belga. E così, dopo anni di vita civilizzata, John ritorna nelle terre selvagge e riscopre un lato della sua personalità che aveva accantonato per anni. È il momento di far riecheggiare di nuovo l’urlo di Tarzan…
Il cast: dalla Svezia con furore

Lo svedese Alexander Skarsgård, abituato a ruoli che richiedono il torso nudo, è perfettamente calato nella parte di Tarzan, affiancato da un’agguerrita Margot Robbie nei panni di Jane Porter. Il perfido Rom, come da tradizione in pellicole di questo tipo, è un personaggio costruito su misura per attori europei, e in questo caso si tratta di Christoph Waltz, affidabilmente viscido, con Djimon Hounsou che gli dà manforte nei panni di Mbonga. Jim Broadbent, già diretto da Yates nei film di Harry Potter, partecipa con il suo solito carisma da vecchia guardia britannica nel ruolo del Primo Ministro, mentre George Washington Williams è un tipicamente energico Samuel L. Jackson. John Hurt, la cui voce è presente in alcuni dei trailer originali, è stato tagliato dal montaggio finale del film, uscito pochi mesi prima della sua scomparsa.
“Me Tarzan, you Hollywood”

Non è la prima volta che la Warner ha cercato di reinventare Tarzan in ottica moderna, avendo già prodotto nel 1984 Greystoke che aveva la particolarità di non usare mai per il protagonista il suo nome da signore delle scimmie, e parte del fascino del lungometraggio di Yates sta proprio nell’approccio un po’ postmoderno, con John Clayton che cerca di prendere le distanze dai romanzi pulp che lo hanno reso celebre, consacrando il mito del personaggio. La realtà e la sua rilettura coesistono in un progetto che funziona soprattutto quando abbraccia la componente puramente ludica e spettacolare, dalle liane all’urlo passando per l’allusione ironica alla fantomatica battuta “Me Tarzan, you Jane” (in realtà mai pronunciata negli altri film o nei romanzi di Burroughs). Una componente che occasionalmente stride con l’intento verosimile, una trovata che appesantisce l’avventura con un messaggio anticolonialista decisamente fuori luogo nel contesto dell’adattamento di quello che è uno dei grandi stereotipi del racconto di genere d’altri tempi. Il divertimento c’è ancora, ma è a tratti smorzato dal desiderio di modernizzare fino all’eccesso.
La recensione in breve
Alexander Skarsgård è un ottimo Tarzan, ma il film è a tratti indeciso tra lo spirito avventuroso d'altri tempi e il tentativo di apportare un pensiero più moderno al franchise.
- Voto CinemaSerieTV
