C’è qualcosa di profondamente rassicurante in una commedia romantica che non sente il bisogno di reinventare continuamente il genere per giustificare la propria esistenza. The Love Hypothesis, adattamento del bestseller di Ali Hazelwood diretto da Claire Scanlon, sa perfettamente che cosa vuole essere: una rom-com classica, costruita su un fake dating destinato inevitabilmente a trasformarsi in qualcosa di vero, due protagonisti che sembrano incompatibili e un gruppo di amici pronto a osservare, commentare e complicare la situazione.
Non c’è praticamente nulla, almeno nella struttura, che non abbiamo già visto. Ed è proprio questo uno dei motivi per cui il film funziona così bene.
Lili Reinhart interpreta Olive Smith, dottoranda a Stanford impegnata in una ricerca sulla diagnosi precoce del tumore al pancreas. Quando capisce che la sua migliore amica Anh (Rachel Marsh) è interessata a Jeremy (Nicholas Duvernay), per cui Olive stessa aveva avuto una cotta, decide di convincerla di essere definitivamente andata avanti. Il piano nasce nel modo più tipicamente da rom-com possibile: Olive bacia il primo uomo che incontra. Peccato che quell’uomo sia Adam Carlsen (Tom Bateman), il ricercatore più temuto del dipartimento.
Da quel momento arriva naturalmente l’accordo: fingere di stare insieme può essere utile a entrambi. Olive convincerà Anh di non avere più alcun interesse per Jeremy, mentre Adam potrà dimostrare all’università di avere intenzione di rimanere a Stanford. Ci sono regole, appuntamenti programmati e una relazione che dovrebbe avere una data di scadenza. E chiunque abbia mai visto una commedia romantica sa perfettamente come andrà a finire. Ma sapere dove si sta andando non significa necessariamente non divertirsi durante il viaggio.
Lili Reinhart è un’Olive praticamente perfetta

Il primo elemento che permette a The Love Hypothesis di funzionare è Lili Reinhart. La sua Olive è adorabile senza che il film debba continuamente ricordarci quanto dovrebbe esserlo: intelligente, impacciata, determinata nella ricerca e molto meno sicura quando si tratta delle proprie relazioni.
Reinhart trova soprattutto il tono comico giusto per il personaggio. Olive può essere goffa senza trasformarsi in una caricatura e può attraversare situazioni volutamente assurde mantenendo sempre una spontaneità che le rende credibili. È fondamentale, perché gran parte del meccanismo del fake dating richiede di accettare situazioni che nella vita reale probabilmente durerebbero cinque minuti prima di essere chiarite. Con lei, invece, si accetta volentieri il gioco.
Anche la dimensione scientifica contribuisce a caratterizzarla senza ridurla alla semplice “ragazza brillante” della situazione. La ricerca nasce da una motivazione profondamente personale, legata alla perdita della madre per un tumore al pancreas, e permette al film di ricordare che Olive possiede desideri e ambizioni che esistono indipendentemente da Adam. Rispetto al romanzo, inevitabilmente, alcuni aspetti del suo percorso vengono semplificati. Il film ha molto meno tempo per soffermarsi sul mondo accademico e sulle difficoltà della ricerca, ma conserva abbastanza elementi da far riconoscere il personaggio che aveva conquistato i lettori.
Adam non è il solito protagonista da commedia romantica

Tom Bateman compie un lavoro forse ancora più delicato con Adam. All’inizio può sembrare semplicemente il classico interesse amoroso burbero e intimidatorio, ma progressivamente emerge un personaggio molto meno convenzionale.
Adam è impacciato soprattutto sul piano emotivo. Non possiede la sicurezza sfacciata di tanti protagonisti delle commedie romantiche, né un fascino costruito sul corteggiamento. È rigido, poco espansivo, spesso incapace di gestire con naturalezza le situazioni più intime e decisamente più a suo agio in laboratorio che quando deve esprimere ciò che prova.
Bateman non cerca di smussare questi aspetti per trasformarlo nel protagonista romantico perfetto. Al contrario, sono proprio la sua goffaggine e la difficoltà nel lasciarsi avvicinare a renderlo interessante. Man mano che il rapporto con Olive cresce, la sua apparente freddezza lascia emergere una vulnerabilità che rende credibile anche il sentimento tra i due. Ed è fondamentale, perché The Love Hypothesis vive soprattutto della capacità di farci credere davvero nella sua coppia protagonista.
Olive e Adam hanno la chimica che serve a una rom-com

Una commedia romantica costruita sul fake dating dipende inevitabilmente dalla chimica tra i suoi protagonisti, e sotto questo aspetto The Love Hypothesis funziona molto bene. Lili Reinhart e Tom Bateman riescono a rendere credibile l’attrazione tra Olive e Adam senza accelerarne eccessivamente lo sviluppo, facendo emergere poco alla volta una complicità che va oltre l’accordo iniziale.
I due funzionano soprattutto nei momenti di imbarazzo, quando devono fingere un’intimità che ancora non esiste e finiscono invece per costruirla quasi inconsapevolmente. La loro relazione acquista naturalezza attraverso piccoli gesti, conversazioni e situazioni in cui diventa progressivamente più difficile distinguere ciò che fanno per sostenere la messinscena da ciò che nasce da un interesse reale.
Claire Scanlon sfrutta bene proprio questa gradualità. The Love Hypothesis non cerca di sovvertire le regole della commedia romantica, ma dimostra di conoscerle e di saperle utilizzare: l’attesa, gli equivoci, la vicinanza imposta dall’accordo e quel piacere tipico del genere che nasce dal vedere due personaggi avvicinarsi molto prima che siano disposti ad ammettere ciò che provano.
La storia segue quindi un percorso estremamente familiare, ma Reinhart e Bateman riescono a farlo sembrare ancora piacevole. La prevedibilità conta molto meno quando si crede davvero alla coppia che si sta guardando.
Anh e gli amici non sono soltanto il contorno della storia d’amore

Una delle sorprese più piacevoli del film è però tutto ciò che esiste intorno alla coppia. Rachel Marsh è deliziosa nei panni di Anh e la chimica con Reinhart rende immediatamente credibile l’amicizia con Olive. Non sembra la classica migliore amica inserita nella storia esclusivamente per ascoltare i problemi sentimentali della protagonista: il rapporto tra le due ha una propria consistenza e rimane importante anche quando Adam occupa sempre più spazio nella vita di Olive.
È una scelta particolarmente riuscita perché l’intera premessa nasce proprio da quell’amicizia. Olive inventa una relazione perché vuole che Anh si senta libera di avvicinarsi a Jeremy, e perdere progressivamente di vista il loro legame avrebbe indebolito anche il punto di partenza della storia.
Lo stesso vale per Malcolm, interpretato da Jaboukie Young-White, che completa un gruppo di amici capace di dare al film calore e leggerezza. Le loro scene insieme sono spesso tra le più divertenti proprio perché restituiscono l’impressione di persone che si conoscono davvero, invece di personaggi che entrano ed escono dalla storia quando la trama ha bisogno di loro.The Love Hypothesis è una storia d’amore, ma non dimentica che la vita di Olive contiene altri affetti.
Dal libro al film qualcosa inevitabilmente si perde

Il limite più evidente emerge proprio nel confronto con il romanzo di Ali Hazelwood. Trasformare una storia che ha centinaia di pagine in un film significa necessariamente scegliere, eliminare e comprimere. The Love Hypothesis lo fa senza tradire il cuore del libro, ma in alcuni momenti la velocità si sente.
Alcuni personaggi hanno meno spazio, la componente legata alla ricerca scientifica viene alleggerita e soprattutto nell’ultima parte gli eventi devono susseguirsi molto più rapidamente. Il conflitto che conduce verso il finale non ha così tutto il tempo necessario per acquistare lo stesso peso che aveva sulla pagina e la sua risoluzione risulta più affrettata rispetto alla costruzione della relazione tra Olive e Adam. È però un problema di compressione più che di comprensione del materiale originale.
Il film sembra sapere perfettamente quali siano gli elementi fondamentali da preservare: Olive, Adam, la loro dinamica, Anh e l’idea che le relazioni sentimentali non debbano cancellare amicizie, ambizioni e identità individuali. Ciò che viene sacrificato è soprattutto ciò che difficilmente avrebbe potuto trovare lo stesso spazio senza appesantire enormemente la durata.
Essere prevedibile non è necessariamente un difetto

The Love Hypothesis non reinventa la commedia romantica e, soprattutto, non sembra interessata a farlo. Ci sono due persone che iniziano una relazione per convenienza e finiscono inevitabilmente per innamorarsi. Ci sono gli equivoci, gli amici che capiscono tutto prima dei protagonisti, l’uomo apparentemente inavvicinabile che si rivela molto più vulnerabile di quanto sembrasse e quella particolare combinazione di comicità e romanticismo che per anni ha definito il genere. È una rom-com vecchio stile nel senso migliore possibile.
Claire Scanlon comprende che per far funzionare una storia così non servono necessariamente trovate rivoluzionarie: servono due protagonisti per cui sia piacevole fare il tifo, attori che abbiano chimica e un mondo nel quale sia divertente trascorrere un paio d’ore. Reinhart e Bateman fanno il resto.
Il passaggio dal romanzo allo schermo comporta inevitabilmente qualche perdita e soprattutto una maggiore fretta nell’ultima parte, ma non compromette ciò che conta davvero. Olive e Adam sono credibili insieme, il gruppo di amici dà calore alla storia e il film conserva quella leggerezza che permette alle migliori commedie romantiche di diventare qualcosa da riguardare quando si ha semplicemente voglia di stare bene. The Love Hypothesis conosce perfettamente il risultato del proprio esperimento fin dall’inizio, la cosa sorprendente è quanto sia piacevole guardarlo dimostrarlo.
La recensione in breve
The Love Hypothesis porta sullo schermo il bestseller di Ali Hazelwood con una rom-com classica che non ha paura di affidarsi alle regole del genere. L'adattamento sacrifica inevitabilmente alcuni elementi del romanzo e accelera soprattutto nella parte finale, ma Lili Reinhart costruisce un'Olive adorabile, Tom Bateman rende Adam un protagonista romantico piacevolmente atipico e la grande chimica tra i due rende credibile il passaggio dal fake dating all'amore. A completare il film c'è un gruppo di amici riuscitissimo, con Anh in particolare capace di dare alla storia un cuore che va oltre la coppia protagonista.
PRO
- Lili Reinhart è perfetta nei panni di Olive
- Tom Bateman costruisce un Adam atipico e riuscito
- La grande chimica tra i protagonisti
- Il rapporto tra Olive e Anh
- Una rom-com classica, leggera e di buonumore
CONTRO
- Alcuni elementi del romanzo risultano inevitabilmente sacrificati
- La parte finale è più affrettata
- Alcuni personaggi e sottotrame avrebbero meritato più spazio
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Voto Cinemaserietv.it
