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Home » Film » Recensioni film » The Substance, la recensione: quando l’ossessione per la bellezza si fa (divertentissimo) bagno di sangue

The Substance, la recensione: quando l’ossessione per la bellezza si fa (divertentissimo) bagno di sangue

La recensione di The Substance, il nuovo film horror di Coralie Fargeat, con protagoniste Demi Moore e Margaret Qualley.
Carlotta DeianaDi Carlotta Deiana20 Maggio 2024Aggiornato:20 Maggio 2024
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Una scena di The Substance
Una scena di The Substance
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Il film: The Substance, 2024. Regia: Coralie Fargeat. Cast: Demi Moore, Margaret Qualley e Dennis Quaid . Genere: Dramma, Horror. Durata: 140 minuti. Dove l’abbiamo visto: al Festival di Cannes, in lingua originale.

Trama: Un’attrice in disgrazia sperimenta una droga capace di creare una versione più giovane e bella di sè stessa. Convivere non sarà facile e si arriverà ad estremi di violenza inaspettata.
A chi è consigliato?: A chi ama il body horror, le storie con un messaggio femminista importante e ricche di sorprese.


Il nuovo film di Coralie Fargeat, conosciuta per il riuscitissimo “rape&revange” Revenge con Matilda Lutz ha preso il pubblico del Festival di Cannes completamente di sorpresa con la sua ultima opera, presentata in concorso. Come descrivere l’ultimo nato della Fargeat? Un film sull’ossessione per la bellezza, su Hollywood e le sue brutture che si evolve in un horror dal gore estremo che avrebbe fatto impallidire anche il più classico Cronenberg (siamo in attesa di vedere il suo di film presentato in Concorso, The Shrouds, perché a questo punto l’associazione sarà inevitabile).

Come vedremo in questa recensione di The Substance il film con Demi Moore e Margaret Qualley – che si prestano alle situazioni più terribili con divertita abnegazione – non si pone limiti di sorta ed esplora le conseguenze della società che abbiamo creato – in particolare analizzando il microcosmo hollywoodiano – sulla vita delle donne, cercando di disgustare il più possibile chi guarda. Non è un’opera per stomaci deboli, questo dobbiamo sottolinearlo, ma se vi lascerete trasportare in questo viaggio infernale con la giusta consapevolezza ve lo promettiamo, sarà uno dei titoli più esaltanti e divertenti tra quelli che vedrete quest’anno.

Una droga della giovinezza

Demi Moore in The Substance (fonte: Mubi)
Demi Moore in The Substance (fonte: Mubi)

La nostra protagonista, Elisabeth Sparkle (Moore), è un ex attrice convertitasi al fitness televisivo, una nuova Jane Fonda che insegna alle giovani donne come scolpire al meglio i propri addominali. Peccato che il giorno del suo compleanno (non viene mai detto quanti anni compia, ma è sicuramente negli “anta”) venga licenziata in tronco per essere sostituita da qualcuno di più giovane e bello (difficile non pensare che Demi Moore sia bellissima anche a quest’età, ma il film vuole in tutti modi farci capire come viene percepita dal mondo esterno). Ed è in questa terribile giornata, dopo un incidente stradale che la costringe ad una breve sosta in ospedale, che le viene offerta la chiave per risolvere tutti i suoi problemi: “la sostanza”, una droga in grado di creare una copia più giovane e perfetta del corpo di chi l’assume. L’unica regola è che le due non potranno mai convivere ma dovranno passare coscienti una settimana per una.

Realizzata la procedura di sdoppiamento, Elisabeth si ritrova con il corpo perfetto della splendida Sue (Margaret Qualley), ed è pronta a riprendersi tutto ciò che l’età le aveva precluso. Non le ci vorrà molto, infatti, per riprendersi il lavoro in televisione da cui (la sua versione più matura) era stata licenziata e per conquistare il viscido produttore Harvey (Dennis Quaid), che ne farà la sua nuova musa. Come è facile prevedere, però, mantenere il giusto equilibrio tra le “vite” dei due corpi non sarà facile, e presto Sue cadrà nella tentazione di rompere le regole, passando più tempo di quello che è stato pattuito nella sua nuova vita. Le conseguenze, inutile dirlo, saranno terribili.

L’ossessione per la bellezza

Una scena di The Substance (fonte: Mubi)
Una scena di The Substance (fonte: Mubi)

Il messaggio che Coralie Fargeat vuole trasmettere con la sua ultima opera è ben chiaro: il tema su cui ruota l’intera storia è l’ossessione per la bellezza e per l’eterna giovinezza che viene imposta dalla società alle donne, che se declinata nel microcosmo del mondo dello spettacolo viene chiaramente estremizzata. Le donne del film di Fargeat sono vittime di un mondo che le vuole sempre giovani e belle, e che le rende senza valore non appena iniziano ad invecchiare: in una versione moderna del ritratto di Dorian Gray la protagonista deve prendersi cura del suo corpo “anziano” (virgolettiamo perchè si tratta sempre del corpo splendido di Demi Moore) per poter continuare a vivere in quello più giovane, più desiderabile.

L’autrice punta apertamente il dito contro la società contemporanea, colpevole di generare tali ossessioni nelle donne, e contro pubblico che obbliga le attrici al continuo utilizzo della chirurgia plastica per mantenersi giovani, quasi creando delle versioni mostruose di sè stesse da cui non si può più tornare indietro. In questo mondo, poi, gli uomini sono raccontati come grotteschi e caricaturali, interessati solo alla perfezione fisica delle donne che li circondano.

Tra Dorian Gray e la strega di Biancaneve (in diverse sequenze la trasformazione si fa completa), Elisabeth prenderà una strada senza ritorno, che renderà la sua vita in un vero e proprio incubo.

Un finale inaspettato

Demi Moore in una scena di The Substance.
Demi Moore in una scena di The Substance (fonte: Mubi).

Se i primi due atti per Fargeat sono funzionali a far arrivare al pubblico il suo messaggio (che viene reiterato a più riprese), che ha poco di rivoluzionario ed era stato trattato in tanti altri film, la vera originalità dell’opera si scopre nel finale.
Dopo averci bombardato con immagini di perfezione fisica per quasi un’ora e mezza, tra continue inquadrature di seni perfetti e sederi sodissimi, il film scopre la sua anima più sincera e mostruosa nella mezz’ora finale, in cui la protagonista subisce l’ennesima trasformazione e The Substance porta gore e body horror all’estremo.

La conclusione del film è un vero e proprio bagno di sangue, in un inferno di violenza e budella che prende a piene mani di Cronenberg e da un cult come Carrie, lasciando lo spettatore letteralmente a bocca aperta. Il film di Fargeat è un altro “Rape&Revenge” come la sua opera precedente: ad essere violato a più riprese è sempre il corpo femminile (più oggettificato che mai) e la vendetta è quella finale della protagonista, che si sfoga sul pubblico direttamente responsabile di averla trasformata in un mostro.

Demi Moore e Margaret Qualley

Una scena di The Substance (fonte: Mubi)
Una scena di The Substance (fonte: Mubi)

A funzionare particolarmente bene sono le due protagoniste, Demi Moore e Margaret Qualley, che si lasciano trascinare in mostruose ed estreme trasformazioni, prestandosi a tutto divertenti e divertite, perché in un film come questo si può solo andare fino in fondo, mettendosi (letteralmente) a nudo in tutti i modi possibili.

The Substance non è un film per tutti i palati, questo poco ma sicuro, ma se riuscirete a farvi coinvolgere e a cogliere l’intento dell’autrice (che si mostra in tutto il suo splendore nella sequenza finale) siamo sicuri che non ve lo scorderete tanto facilmente.

La recensione in breve

8.0 Mostruoso

The Substance è un horror femminista ricchissimo di gore, divertentissimo e capace di trasmettere il proprio messaggio con chiarezza ed efficacia. Strepitose Demi Moore e Margaret Qualley.

Pro
  1. Demi Moore e Margaret Qualley sono sorprendenti
  2. Il messaggio femminista chiaro ed efficace
  3. La mezz'ora finale di pura follia e divertimento
Contro
  1. La parte centrale è forse un po' troppo ripetitiva
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