Il film: We Live In Time, 2024. Diretto da: John Crowley. Genere: Drammatico. Cast: Andrew Garfield, Florence Pugh. Durata: 108 minuti. Dove l’abbiamo visto: Alla 19° Festa del Cinema di Roma, in lingua originale con sottotitoli.
Trama: La vita della chef emergente Almut cambia per sempre dopo il casuale incontro con Tobias, un recente divorziato. Nel giro di dieci anni, dopo essersi perdutamente innamorati l’uno dell’altro, aver costruito una casa e messo su famiglia, ad Almut viene il cancro.
A chi è consigliato? A chi ha voglia di mettersi davanti ad uno schermo e piangere tutte le proprie lacrime per un film di genere drammatico e sentimentale interpretato da una coppia di attori in stato di grazia. Per tutti gli inguaribili romantici del cinema, questo film è per voi.
Presentato con enorme successo di pubblico all’ultimo Toronto International Film Festival, We Live In Time è il nuovo film diretto da John Crowley in anterima italiana alla 19° Festa del Cinema di Roma e nelle nostre sale da giovedì 28 novembre con Lucky Red. Con protagonisti due eccezionali Andrew Garfield e Florence Pugh, il lungometraggio di carattere drammatico e sentimentale segna un nuovo traguardo per il cinema di genere, attestandosi al contempo come una delle pietre miliari più recenti, esempio riuscitissimo e quadrato di settima arte dei grandi sentimenti amorosi.
Nella nostra recensione di We Live In Time vi racconteremo per quali motivi il nuovo lungometraggio dal regista di John Crowley raggiunge e talvolta supera gli obiettivi prepostisi, portando sul grande schermo una storia d’amore genuina e delicata, mai ricattatoria o irrispettosa nei confronti dei suoi cinespettatori; merito questo non solo della regia del cineasta britannico ma anche dell’intelligente sceneggiatura originale di Nick Payne.
Di cosa parla We Live In Time?

Tobias Durand (Andrew Garfield), giovane rappresentante in ascesa professionale di Weetabix, mentre è fuori ad acquistare una penna per firmare i documenti di divorzio consegnatigli dalla moglie, vaga per strada e viene investito da un’auto guidata da Almut Brühl (Florence Pugh), una ex pattinatrice artistica diventata chef di grande successo. In ospedale, Almut si offre di portare Tobias e sua moglie a cena nel ristorante in cui lavora, anche se Tobias non le rivela il suo divorzio. La sera della cena, Tobias, adesso ufficialmente separato, va al ristorante da solo, informando Almut del suo divorzio. I due vanno a casa di lei dopo cena e fanno l’amore; sarà l’inizio di un rapporto sentimentale molto profondo e leggero. Fino a quando non arriverà una figlia e l’ombra della malattia.
Così ha inizio We Live In Time, nuova opera cinematografica diretta da John Crowley, che dopo l’insuccesso di pubblico e critica de Il Cardellino (2019) torna ai fasti della sua migliore arte dietro la macchina da presa, quella che lo aveva reso riconoscibile e talentuoso cineasta britannico di nuova generazione con titoli come Boy A (2007) e l’acclamato (e candidatissimo agli Oscar) Brooklyn con Saoirse Ronan. E proprio dal piccolo gioiellino indie del 2007, Crowley torna a lavorare sul set con il candidato all’Oscar Andrew Garfield; affiancato da una sempre più brava Florence Pugh.
Nuovo cinema sentimentale

In realtà, il successo e la riuscita in toto di We Live In Time sta nella sua sceneggiatura originale, prima che nella regia. Basato su una scrittura inedita di Nick Payne, il nuovo lungometraggio del regista inglese segue il filo rosso della non linearità narrativa, ripartendo il racconto della tenera storia d’amore tra Tobias e Almut in tre punti chiave cronologici, portati però sul grande schermo in forma di certo non consequenziale: il momento del loro primo, (in)fortuito incontro, la nascita della loro bambina, ed infine il percorso difficile e doloroso della prima diagnosi del cancro ovarico di Almut. Tre tempi strutturali che scandiscono gli alti e i bassi dell’amore tra i due protagonisti e che danno ritmo e vivacità alla pellicola di Crowley.
Forse è per questo motivo che We Live In Time si erge in maniera particolarmente spiccata rispetto ai suoi “cugini” cinematografici di stampo drammatico/sentimentale. Perché si prende la briga di voler portare sul grande schermo la storia di un amore grande e (s)fortunato attraverso punti cardine nel passato e nel presente della narrazione, senza possibilità di logicità temporale, in cui le linee del racconto si fondono mirabilmente tra l’oggi ed il ieri delle vicende private di Tobias ed Almut.
I due protagonisti sono da applausi

Una strategia cinematografica, quella messa in atto in primis da Nick Payne e poi da John Crowley, che permette a We Live In Time di essere particolarmente fruibile agli spettatori di ogni età (ma rigorosamente adulti!), che in questo lungometraggio strappalacrime in uscita nelle nostre sale da giovedì 28 novembre con Lucky Red avranno altresì modo di assistere a due delle performance attoriali più genuine e naturali dell’anno cinematografico in corso. Ovviamente, stiamo facendo riferimento a quelle di Florence Pugh e Andrew Garfield.
Se la prima è a tutti gli effetti una delle promesse della recitazione britannica più talentuose e veraci del cinema contemporaneo, Andrew Garfield conferma la propria versatilità in più ruoli e sfide davanti la macchina da presa, dal blockbuster all’indie, dalla commedia al musical, dal thriller al dramma sentimentale, senza mai perdere un grammo della propria vulnerabilità e credibilità sul grande schermo. La chimica tra i due interpreti è il motore cardine che modella e rende We Live In Time un nuovo modello da inseguire da oggi ai prossimi anni per il cinema dei sentimenti, e che forse meriterebbe molta più attenzione nel corso della prossima stagione dei premi, nonostante la parziale prevedibilità della narrazione.
In conclusione

In definitiva, We Live In Time è una graditissima e commovente sorpresa cinematografica, capace di scaldare i cuori anche più induriti e di far sgorgare lacrime tutt’altro che ricattatorie e cavate a forza dal potere della regia di John Crowley o dalla sceneggiatura curata da Nick Payne. Tutto è perfettamente equilibrato, nulla sembra essere sostanzialmente fuori posto nel film che per il mercato nordamericano batte bandiera A24, da sempre sinonimo di grande qualità cinematografica.
Per tali motivi, ci sentiamo quindi di affermare che il nuovo film diretto da John Crowley è un piccolo capolavoro contemporaneo del cinema sentimentale, perché sorretto da una sceneggiatura mai ricattatoria e da lacrime tutt’altro che facili; alla fine della fiera, We Live In Time è la conferma definitiva del grande talento davanti la macchina da presa di Florence Pugh ed Andrew Garfield, qui al massimo delle loro capacità recitative e, senza mezzi termini, semplicemente bravissimi. Grande cinema dei sentimenti da recuperare assolutamente una volta uscito nelle sale.
La recensione in breve
Il nuovo film di John Crowley è un piccolo capolavoro contemporaneo del cinema sentimentale. Sorretto da una sceneggiatura mai ricattatoria e da lacrime tutt'altro che facili, We Live In Time è inoltre la conferma definitiva del grande talento davanti la macchina da presa di Florence Pugh ed Andrew Garfield, semplicemente bravissimi.
Pro
- La regia di John Crowley, sempre misurata e mai ricattatoria
- La sceneggiatura originale di Nick Payne, commovente e genuina
- Le performance di Florence Pugh e Andrew Garfield, strepitose
Contro
- Forse piuttosto prevedibile nel suo svolgimento
- Voto CinemaSerieTV
