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Home » Film » Recensioni film » Woman and Child, la recensione: Il caos del dolore femminile secondo Roustaee

Woman and Child, la recensione: Il caos del dolore femminile secondo Roustaee

La recensione di Woman and Child: un melodramma tragico e confuso, che perde la lucidità delle opere precedenti di Roustaee.
Carlotta DeianaDi Carlotta Deiana23 Maggio 2025
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I protagonisti di Woman and Child (fonte: Jamal Sadatian)
I protagonisti di Woman and Child (fonte: Jamal Sadatian)
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Il film: Woman and Child, 2025. Diretto da: Saeed Roustaee. Genere: Drammatico, Familiare, Melodramma. Cast: Parinaz Izadyar, Payman Maadi, Soha Niasti, Sinan Mohebi, Maziar Seyedi. Durata: 2 ore e 4 minuti. Dove l’abbiamo visto: Presentato in concorso al Festival di Cannes 2025.

Trama: Dopo la morte del marito, Mahnaz cerca di ricostruire la propria vita mentre cresce due figli in una società profondamente patriarcale. Ma una serie di eventi tragici e decisioni sbagliate la trascinano in un vortice di dolore, rabbia e solitudine. Il suo tentativo di trovare amore e stabilità si trasforma presto in una lotta disperata contro un mondo che non le lascia via di scampo.

A chi è consigliato? A chi apprezza i drammi familiari intensi e non teme le sfumature melodrammatiche.


Con Woman and Child, presentato in concorso a Cannes 2025, il regista iraniano Saeed Roustaee torna a raccontare la condizione femminile nella società iraniana attraverso un melodramma denso di tragedie, lutti e conflitti familiari. Ma, a differenza delle sue opere precedenti come Leila’s Brothers (sempre a Cannes, nel 2022), qui la forza narrativa si perde troppo spesso in una spirale di eccessi, incoerenze e derive televisive che ne indeboliscono l’impatto critico e umano. Il film oscilla tra il desiderio di denuncia e il gusto per il colpo di scena, restando spesso intrappolato in un tono indeciso e disorientante.

Una donna contro il sistema (e contro se stessa)

I protagonisti di Woman and Child (fonte: Jamal Sadatian)
I protagonisti di Woman and Child (fonte: Jamal Sadatian)

Protagonista della vicenda è Mahnaz, infermiera e madre vedova di due figli, che cerca di rifarsi una vita affettiva con Hamid, un ambiguo autista d’ambulanza. Mahnaz è resiliente, determinata, ma nel corso della narrazione finisce per trovarsi pericolosamente sull’orlo del collasso.

Le sue scelte, che dovrebbero mostrarne la forza, finiscono per apparire inspiegabili, quasi autodistruttive (per esempio l’incidente in macchina in cui mette volutamente a rischio la sua stessa vita). Invece di reagire con lucidità ai soprusi del sistema patriarcale (obiettivo che fa da fil rouge alle eroine di Roustaee), Mahnaz affonda sempre più in una spirale di rabbia cieca, che culmina in gesti violenti e non particolarmente razionali.

Quando la tragedia diventa troppo

La svolta drammatica arriva improvvisa, innescata da un evento traumatico che coinvolge il figlio adolescente Aliyar, colpevolmente lasciato in custodia al nonno paterno. Da lì in poi il film accelera verso un crescendo di catastrofi — una più estrema dell’altra — che trasformano Woman and Child in una successione di sciagure al limite del credibile. Il dolore di Mahnaz si traduce in vendette simboliche contro ogni figura maschile che l’ha ostacolata: il fidanzato opportunista, l’insegnante che ha espulso suo figlio, il suocero violento. Il tono si fa quasi grottesco, e l’autenticità emotiva cede il passo a un’esasperazione da soap opera.

Un mondo senza logica, né speranza

Roustaee in questo Woman and Child sembra in parte smarrire la capacità di imbastire una critica sottile ed efficace sulla società iraniana. I personaggi maschili sono ritratti come figure stereotipate: Hamid è ipocrita e narcisista, il suocero di Mahnaz è autoritario e violento, gli altri uomini deboli o corrotti. Ma ciò che manca è una vera introspezione: le motivazioni dei personaggi sono opache, le dinamiche familiari confuse, le reazioni sproporzionate. Il risultato è un film che, pur partendo da un’urgenza sociale reale, non riesce a dare coerenza alla sua rabbia.

Luci e ombre di una protagonista tormentata

Parinaz Izadyar offre una performance intensa, quasi febbrile, che sostiene il film anche nei suoi momenti meno riusciti. La sua Mahnaz è una donna spezzata, che continua a combattere anche quando non ha più nulla da difendere.

Ma la scrittura del personaggio — spesso ridotto a una sequenza di sfoghi impulsivi — non le rende giustizia. L’impressione è quella di una figura tragica privata della sua umanità, trasformata in un simbolo che urla, piange e colpisce, ma non si ferma a riflette. Così, anche l’empatia dello spettatore si smarrisce in un labirinto emotivo senza bussola.

La recensione in breve

6.5 Melodrammatico

Woman and Child è un melodramma ambizioso ma incoerente, che racconta la caduta di una donna in una società patriarcale. Saeed Roustaee firma il suo film meno lucido, in bilico tra la critica sociale e il dramma esasperato. Nonostante l’intensità della protagonista, la storia scivola in derive soapoperesche che ne minano la credibilità e l’efficacia emotiva.

Pro
  1. Parinaz Izadyar offre una prova intensa e coinvolgente.
  2. Il film affronta tematiche femministe in un contesto culturale difficile.
  3. La regia mantiene uno stile visivo moderno e dinamico.
Contro
  1. La narrazione eccede nel melodramma, sfociando nel soap.
  2. I comportamenti dei personaggi appaiono spesso illogici.
  3. Mancanza di coerenza tonale: il film cambia registro più volte.
  4. Critica sociale presente ma poco incisiva.
  5. Finale poco risolutivo, più stanco che liberatorio.
  • Voto CinemaSerieTV 6.5
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