Rex, il cane protagonista della storia vera cui è ispirato il film Sergente Rex, è morto di vecchiaia nel dicembre del 2012, dopo essere stato ufficialmente congedato dall’esercito per limiti di età e per problemi di salute causati da un incidente. Da qualche tempo era affetto da paralisi del nervo facciale. Al momento della morte il pastore tedesco viveva con Megan Leavey, la sua partner durante le operazioni militari; la donna, conclusa la propria carriera militare, era infatti riuscita ad ottenere Rex in adozione, dopo una trafila burocratica durata anni e ha spiegato che ha trascorso gli ultimi mesi della sua vita in serenità, giocando e divertendosi con gli altri animali di casa.

Come racconta la storia vera che ha ispirato Sergente Rex, Megan Leavey, dopo essersi arruolata nei Marine nel 2003, frequenta la scuola di specializzazione militare di San Antonio, in Texas, dove, nell’ottobre 2004, viene assegnata all’unità canina e accoppiata con Rex. Insieme, i due vengono inviati una prima volta in Iraq, a Fallujah, svolgendo opera di ricognizione esplosivi: “Rex aveva la doppia certificazione;, era addestrato a trovare gli ordigni nascosti, ma poteva anche essere utilizzato come cane da attacco, in qualsiasi momento e in qualsiasi circostanza”. Nel 2006, Leavey e Rex tornano per la seconda volta in Iraq, questa volta di stanza nella cittadina di Ramadi. Ed è qui che, nel settembre dello stesso anno, un ordigno artigianale colpisce in pieno Leavey e Rex, in quel momento impegnati in operazioni di pattugliamento stradale. Le conseguenze per entrambi sono molto gravi; Leavey subisce danni neurologici, perdita parziale dell’udito e un disturbo da stress post traumatico; Rex, invece, ha diversi problemi di tipo neurologico, oltre a danni a una spalla, che molto lo avrebbero condizionato negli anni a venire.
Dopo un anno di riabilitazione a Camp Pendleton, le vite di Megan e del suo fido compagno, si separeranno per lungo tempo. Come scrive Lohud infatti, Leavey venne infatti congedata dalle forze armate, mentre Rex, ormai ritenuto inabile al lavoro attivo, rimase presso il campo d’addestramento; questo nonostante la richiesta di Leavey di poterlo avere con sé;
“Rex per tanto tempo era stato il mio conforto, e per me non averlo più accanto, è stato difficile; d’altra parte, l’addestramento costa molti soldi; l’esercito non può permettersi di dare via i propri cani così, per un capriccio”.
Nel 2011, però, la carriera di Rex giunge bruscamente al termine; all’animale viene infatti diagnosticata una forma di paralisi del nervo facciale. Leavey decide allora che è arrivato il momento di impegnarsi a fondo per ottenere l’affido definitivo, nonostante le difficoltà. Grazie all’intervento di Jerry Donnellann, direttore del Centro Veterani di Rockland, in California, la macchina organizzativa per l’affidamento di Rex può mettersi in moto:
“Ha messo in piedi tutto lui, mi ha indicato la giusta direzione… abbiamo organizzato tutto per bene, Con l’aiuto del senatore Schumer, la nostra storia è finita sui giornali, e ho ricevuto un grandissimo supporto da parte di tutti”. Donnellan, da parte sua, ricorda: “Io ho solo dato una mano a sbrogliare tutta la burocrazia; ho chiamato Schumer, il cavallo più grande della nostra stalla, un vero pezzo da novanta.”
Il senatore Schumer sintetizza così il suo intervento: “Con l’aiuto del mio meraviglioso staff, abbiamo fatto circolare una petizione che ha ricevuto 20.000 firme, e così abbiamo messo un po’ di pressione sul governo, per affrettare i tempi dell’affido“. La spinta definitiva che porterà al ricongiungimento tra Rex e Megan, arriva però per mano di Mindy Levine, moglie di James Levine, presidente della squadra di baseball dei New York Yankees, che convince il marito ad accollarsi i costi di trasporto di Rex dalla California a New York. Ed è proprio allo Yankee Stadium che, il 13 maggio 2012, Rex e Megan sono protagonisti di una cerimonia in loro onore.

Pochi mesi dopo, il 27 dicembre, Rex muore, per cause naturali. Ecco, di seguito, il ricordo di Megan su Facebook, riportato da CBS News:
“Sono davvero grata di aver potuto passare questi otto mesi accanto al mio socio, accanto al mio miglior amico; Rex nuotava in piscina, abbaiava ai cervi, scorrazzava per il cortile, giocava con gli altri cani di casa, si rotolava nella neve. Addirittura, ha fatto amicizia coi miei due gatti, anche se all’inizio si divertiva a inseguirli; Rex aveva tantissimi giocattoli, e ci passava tutto il giorno; ogni notte, poi, dormiva in un letto caldo e comodo; tutte cose che non avrebbe potuto fare se non fosse andato in pensione; quando è arrivata la fine, lui era in pace, perché sapeva che lì con lui c’ero io, a stringerlo, a parlargli, sdraiata accanto a lui. Adesso è il mio angelo custode, ma in fondo… lo è sempre stato. Grazie a tutti coloro che ci hanno permesso di passare insieme questi otto mesi. Rex era un cane incredibile, un Marine tosto, e un’anima davvero speciale:”
