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Home » Film » Speak no Evil, la spiegazione del finale: come il nuovo film ha radicalmente cambiato l’originale

Speak no Evil, la spiegazione del finale: come il nuovo film ha radicalmente cambiato l’originale

Speak no Evil cambia l'originale da cui è tratto nel suo finale: scopriamo insieme perchè e in che cosa i due film sono diversi.
Carlotta DeianaDi Carlotta Deiana13 Settembre 2024
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Una scena di Speak no Evil (fonte: Universal Pictures)
Una scena di Speak no Evil (fonte: Universal Pictures)
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Da pochissimo in sala è arrivato Speak no Evil, remake statunitense di un horror omonimo del 2022, di produzione danese e belga. Speak no Evil (quello originale) ha ottenuto un grande successo di pubblico di critica ed è considerato dagli appassionati uno dei migliori thriller horror degli ultimi anni, sia per l’originalità della sua storia che per la feroce violenza di certe sue svolte. Era solo questione di tempo che gli USA ne facessero un remake, ma ha comunque stupito la tempestività di Blumhouse nel dare il via all’operazione: a soli due anni di distanza dal primo film arriva Speak No Evil (qui da noi distribuito con il titolo completo di Speak no Evil – Non parlare con gli sconosciuti), diretto da James Watkins e con protagonisti James McAvoy, Mackenzie Davis, Scoot McNairy e Aisling Franciosi.

E chi ha visto l’originale si troverà di fronte una bella sorpresa, se le premesse e gran parte dello svolgimento sono identici, l’opera di Watkins decide di ribaltare completamente le carte in tavola e stravolgere il finale. Una scelta inaspettata visto che tra i momenti più iconici (e citati) del primo film c’è proprio il suo caustico e crudelissimo finale: perchè cambiare ciò per cui l’originale viene in gran parte ricordato? Da una parte c’è sicuramente la necessità di adattare il film alla “sensibilità” statunitense (il primo era veramente tanto tanto “nordico”), dall’altra forse il bisogno di trovare una propria identità, di sperimentare una strada nuova. E, come vi abbiamo spiegato nella nostra recensione del film, la nuova conclusione funziona piuttosto bene, non sarà indimenticabile come quella del film del 2022 (di cui vi abbiamo parlato in questo approfondimento), ma resta a suo modo impressa nello spettatore.

Meglio restarsene a casa propria…

Una scena di Speak no Evil (fonte: Universal Pictures)
Una scena di Speak no Evil (fonte: Universal Pictures)

Ma partiamo con ordine: di che cosa parla Speak no Evil? Giocando con il concetto che a volte si preferisce dire di sì a cose che non vogliamo fare per non essere costretti a deludere chi abbiamo di fronte, sentendoci così ulteriormente a disagio, i protagonisti si ritrovano in una situazione da incubo perché non sono stata capaci di dire di no. Se nell’originale avevamo un ipercortese famiglia danese (la fredda gentilezza dei popoli nordici era fondamentale per dare il via a questa storia), qui ci sono tre americani trapiantati in Inghilterra, desiderosi di ricostruirsi una vita e di fare nuove amicizie in un periodo piuttosto difficile della loro vita. Durante una vacanza in toscana incontrano un’altra giovane famiglia, proveniente da un angolo isolato e sperduto della campagna inglese. Dopo qualche giorno insieme arriva l’inaspettata richiesta: i nuovi amici invitano Luise, Ben e la loro figlioletta Agnes nella loro fattoria del Devon (il cosiddetto “West Country” del Regno Unito) per un weekend, e i protagonisti si ritrovano ad accettare.

Come potrete immaginare, mai scelta è stata più sbagliata: Paddy e la (giovanissima) moglie Ciara – che hanno un figlio, un ragazzo schivo (e con una deformazione alla lingua che non gli permette di parlare) di nome Ant – pur estremamente ospitali, si comportano in maniera progressivamente sempre più strana, dagli attacchi d’ira immotivati ai contatti fisici decisamente inappropriati, fino a una serie di bugie che pian piano finiscono per venire a galla. Gli americani provano in più occasioni ad andarsene, ma gli altri sono capaci di manipolarli e farli sentire in colpa, riuscendo così a farli restare il più possibile a casa loro.

Ed ecco che scoppia l’inferno

Una scena di Speak no Evil (fonte: Universal Pictures)
Una scena di Speak no Evil (fonte: Universal Pictures)

Sarà il piccolo Ant ha rivelare, a fatica visto che non ha la lingua, la verità ad Agnes. Dopo aver portato la bambina in uno scantinato della fattoria in cui sono impilati decine e decine di trofei, la verità è presto chiara. Paddy e Ciara sono dei serial killer di professione, che ripetono lo stesso piano da anni: si fanno amica una famiglia, la invitano da loro per un weekend, lì dopo qualche giorno la uccidono, rubandosi – scopriremo poi – anche tutti i loro soldi. Il figlio delle sfortunate vittime viene adottato dai killer, che gli tagliano la lingua perchè non possa più parlare, fino all’arrivo dei nuovi sfortunati predestinati. Ant mostra ad Agnes un album con tutte le foto delle famiglie precedenti, di cui l’ultima è proprio quella del bambino e in cui, in uno spazio bianco già pronto, verrà messa quella di Luise, Ben e della loro figlia.

Una volta che la piccola riesce a comunicare la scoperta ai genitori, coadiuvata da una serie di foto scattate con il cellulare, i tre si mobilitano per cercare di fuggire. Con una scusa e non dopo poche difficoltà (il pupazzo di Agnes, serve alla bambina per combattere l’ansia, continua a sparire…), riescono a salire in macchina ma Paddy, che viene finalmente del tutto allo scoperto, butta nel laghetto di fronte alla proprietà il piccolo Ant, che non sa nuotare. Ben non può che fermarsi per aiutarlo, e la famiglia è nuovamente prigioniera dei loro folli ospiti.

Da questo momento – dopo che Paddy ha fatto sì che Luise depositasse sul loro conto un’ingente somma di denaro e aver dichiarato che taglierà la lingua ad Agnes per trasformarla nella nuova figlia di Ciara – inizia un gioco del gatto e del topo tra famiglie. Luise, Ben, Ant e Agnes, riescono a rifugiarsi in casa, lasciando Paddy, Ciara e il loro complice Mike, il ristoratore conosciuto qualche sera prima, all’esterno.

Lo scontro finale

Una scena di Speak no Evil (fonte: Universal Pictures)
Una scena di Speak no Evil (fonte: Universal Pictures)

Dopo diversi tentativi Ciara, Paddy e Mike irrompono nella casa con l’intenzione di uccidere Ben, Louise e Ant, e hanno luogo una serie di scontri tra i sopravvissuti e i loro malvagi aggressori. Louise, che mostra una forza e delle risorse inaspettate, riesce a ferire gravemente Paddy e ad uccidere Mike e Ciara.

Il confronto finale avviene quando Paddy cattura Agnes e le punta una pistola alla testa, costringendo Ben e Louise a gettare le armi. Paddy dichiara di non aver intenzione di far del male ad Agnes ma dato che Ciara è stata uccisa ora vuole che sia la bambina a sostituirla e si prenda cura di lui. Come abbiamo in precedenza scoperto Ciara è stata infatti la prima vittima di Paddy, che l’ha tenuta con sé fin da quando era bambina e l’ha cresciuta (con tutto ciò che questo purtroppo comporta) per essere sua moglie. È Agnes a riuscire a liberarsi, la bambina ha infatti nascosto la siringa di narcotici che prima Paddy e Ciara volevano iniettarle per poterle tagliare la lingua, e con quella colpisce Paddy, che si accascia stordito. A questo punto, i protagonisti sono finalmente liberi di fuggire dall’incubo, ma Ant decide di fermarsi per uccidere Paddy prima di scappare.

Le motivazioni dei killer

Una scena di Speak no Evil (fonte: Universal Pictures)
Una scena di Speak no Evil (fonte: Universal Pictures)

Paddy e Ciara, per quanto quest’ultima sia anche lei a suo modo una vittima, sono una coppia di serial killer che uccide famiglie e si impossessa dei loro bambini in un circolo vizioso senza fine. Oltre ad impossessarsi dei loro soldi, e quindi guadagnare dalle loro terribili azioni, è chiaro che i due abbiano il desiderio di costruirsi una loro famiglia (viene detto che Ciara ha perso una figlia quando era ancora neonata) e che rapiscano bambini perchè diventino i loro figli. Ad un certo punto però i due si stancano e decidono di sostituire il bambino con qualcun altro, e gli omicidi ricominciano. Non viene spiegato se la loro motivazione principale sia il guadagno (i soldi che rubano alle vittime), la volontà di costruirsi una famiglia (per quanto terribilmente disfunzionali) o semplicemente il piacere di uccidere. A nostro parere potrebbe trattarsi di un mix tra le tre ragioni: alla domanda posta da Ben a Paddy sul perchè i due fanno quello che fanno, l’uomo risponde “Perchè ce lo lasciate fare” (frase pronunciata anche nell’originale). Questo indica quanto i due siano guidati certamente anche dal gusto di uccidere, oltre che dal bisogno di guadagno.

Paddy replica probabilmente delle dinamiche apprese durante l’infanzia: in una conversazione avuta a cena l’uomo aveva dichiarato che i suoi genitori gli hanno lasciato dei traumi terribili, e che sia cresciuto in un ambiente malato.

Perchè è Ant ad uccidere Paddy e non Ben?

Una scena dal Trailer di Speak no Evil (fonte: Universal)
Una scena dal Trailer di Speak no Evil (fonte: Universal)

Nel finale Paddy giace a terra ferito e Ben decide di lasciarlo in vita, portando in salvo la famiglia. È il piccolo Ant ad ucciderlo, schiacciandogli la testa con una pietra. Questo passaggio riflette chiaramente i temi principali del film e sottolinea una differenza significativa tra i personaggi. Ben, pur mostrando rabbia, è prevalentemente passivo ed incapace di agire per tutta la durata del film, persino quando Louise lo salva da morte certa durante lo scontro con Mike. Al contrario, Ant, che appare timido e silenzioso per la maggior parte della pellicola, è stato formato dagli abusi fisici, emotivi e psicologici inflitti da Paddy. Questo stile genitoriale si riflette chiaramente in quel momento, con Paddy che prova persino un certo piacere nel vedere il proprio figlio desiderare di ucciderlo. Paddy, nella stessa conversazione in cui aveva parlato della propria infanzia, aveva anche detto che i genitori influenzano sempre i loro figli, lasciandogli inevitabilmente dei traumi: la violenza e il bisogno di uccidere è l’eredità che Paddy ha lasciato ad Ant.

Le differenze con l’originale

Una scena di Speak No Evil, fonte Prime Video
Una scena del film danese Speak No Evil, fonte Prime Video

Il remake del 2024 riprende il film danese originale del 2022 solo nella prima parte, ma i due finali differiscono radicalmente sia nell’esecuzione che nel destino dei personaggi. L’incidente scatenante per il finale è diverso: Ant rivela la verità su Paddy e Ciara ad Agnes, che poi informa i suoi genitori. Nel film originale, invece, il personaggio di Ben, Bjørn, scopre la verità da solo e trova il bambino morto. Questo li porta a fuggire dalla casa mentre Patrick li insegue nel cuore della notte, con Louise che scopre la verità solo quando i loro ospiti rapiscono Agnes.

Il nuovo film inverte quasi completamente i destini dei personaggi rispetto al finale dell’originale. Invece di morire, Paddy e Ciara nel film originale sopravvivono insieme ad Agnes, mentre Bjørn e Louise vengono lapidati a morte. Agnes viene rapita e le viene tagliata la lingua, e il film del 2022 si conclude con lei che si unisce ai suoi nuovi “genitori” durante le vacanze estive l’anno successivo, pronti a cercare una nuova famiglia da prendere di mira.

Il film originale del 2022 si conclude in modo estremamente cupo e angosciante, con la morte dei protagonisti dovuta alla loro eccessiva cortesia (non sono mai capaci di dire di no, anche quando si sentono a disagio), e con il ciclo che ricomincia per gli antagonisti. I personaggi principali falliscono nel cogliere le poche opportunità che avrebbero potuto garantire loro la salvezza, rimanendo passivi anche quando avrebbero potuto agire e salvarsi. Il remake del 2024, invece, ribalta questa dinamica, ponendo l’accento sulla determinazione di Ben ma soprattutto di Louise nel fare qualunque cosa sia necessaria per sopravvivere, agire correttamente e salvare la propria bambina. Questa scelta narrativa trasforma i protagonisti, mostrando il loro cambiamento: da persone incapaci di reagire, a individui pronti a prendere decisioni difficili per salvarsi.

Una scena di Speak No Evil. Fonte: Universal Pictures.
Una scena di Speak No Evil. Fonte: Universal Pictures.

Il contrasto tra le due versioni evidenzia un tema centrale: mentre l’originale esplora l’inazione e le sue tragiche conseguenze, il remake celebra il coraggio e la volontà di combattere per la propria sopravvivenza. In particolare questo remake parla di genitorialità, il film mette infatti in luce l’importanza del ruolo dei genitori e della cura nella crescita dei figli. Ben e Louise hanno educato Agnes a essere gentile e rispettosa. Nonostante i problemi che affrontano come coppia, cercano di dare il meglio come genitori, e Agnes si dimostra capace di scoprire la verità e di reagire. È grazie a lei, infatti, che alla fine la famiglia riesce a salvarsi.

Dall’altra parte, l’educazione di Ant, sotto la guida di Paddy e Ciara che lo hanno sottratto ai suoi veri genitori, è completamente diversa. Questo contrasto emerge chiaramente nel momento in cui Ant uccide Paddy; Agnes, invece, con un gesto di compassione regala al bambino il suo coniglietto perché gli sia di conforto nell’ultima scena. È un richiamo finale al grande potere che i genitori hanno nel plasmare i loro figli, regalandoci una visione decisamente più ottimista rispetto al film originale.

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