La Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia torna dal 27 agosto al 6 settembre con un’edizione che si preannuncia memorabile. Per la sua 82esima edizione, il direttore artistico Alberto Barbera ha costruito un programma ricchissimo che unisce glamour, impegno politico e grandi ritorni d’autore. Il Lido si prepara ad accogliere una parata di stelle senza precedenti: da Julia Roberts (alla sua prima apparizione al festival) a George Clooney, da Emma Stone a Dwayne “The Rock” Johnson, passando per Cate Blanchett, Oscar Isaac, Idris Elba e molti altri.
Ma dietro la sfilata di celebrity si cela una selezione che riflette le tensioni, le sfide e le inquietudini del nostro tempo. I titoli in concorso affrontano temi che spaziano dalla guerra alla memoria, dalla giustizia alla solitudine, dalla religione alla distopia politica. La Mostra 2025 si muove con equilibrio tra cinema d’autore e potenziale pop, tra visioni intime e produzioni internazionali di peso, e conferma il festival come uno degli epicentri del cinema mondiale contemporaneo.
After the Hunt: Julia Roberts arriva a Venezia

Tra i titoli fuori concorso che hanno già conquistato l’attenzione della stampa internazionale, After the Hunt di Luca Guadagnino è uno dei più discussi. Il film segna il debutto alla Mostra di Julia Roberts, protagonista di un dramma psicologico ambientato nel mondo accademico, con sfumature legate al movimento #MeToo. Accanto a lei troviamo Andrew Garfield e Ayo Edebiri, in un racconto che affronta il tema della colpa, del potere e della reputazione. Girato a Londra e prodotto da Amazon MGM Studios, After the Hunt si preannuncia come un film denso e disturbante, nonostante la scelta – condivisa da regista e studio – di non partecipare al concorso ufficiale. Ma la presenza della Roberts sul tappeto rosso basterà, da sola, a catalizzare l’attenzione mediatica.
Frankenstein: Del Toro tra mostri e umanità

Guillermo Del Toro torna a confrontarsi con la figura del mostro per eccellenza in una nuova, attesissima versione di Frankenstein, targata Netflix. Il film, che gareggerà in concorso, è una rilettura visivamente potente e intimista del romanzo di Mary Shelley, con Oscar Isaac nei panni dello scienziato Victor Frankenstein e Jacob Elordi nel ruolo della Creatura. Al loro fianco, Mia Goth, ormai musa dell’horror contemporaneo. Lontano da qualsiasi estetica gotica tradizionale, Del Toro promette un film emozionalmente lacerante e visivamente affascinante, in linea con i suoi lavori migliori. Dopo La forma dell’acqua, premiata a Venezia e agli Oscar, c’è grande attesa per un’opera che potrebbe nuovamente fare la storia.
The Smashing Machine: Dwayne Johnson sorprende tutti

Sarà probabilmente la performance più inattesa del festival: Dwayne Johnson, alias The Rock, veste i panni di Mark Kerr, due volte campione UFC, in The Smashing Machine di Benny Safdie. Il film racconta la discesa agli inferi del lottatore, alle prese con dipendenze e relazioni tossiche, ed è interpretato da Emily Blunt nel ruolo della moglie Dawn. Prodotto da A24, The Smashing Machine punta a un realismo doloroso, lontano dalle solite narrazioni sportive. È il debutto di Johnson a Venezia e, allo stesso tempo, una prova attoriale che potrebbe ridefinirne la carriera.
Bugonia: il ritorno dell’assurdo di Lanthimos e Stone

Yorgos Lanthimos torna in concorso con Bugonia, sua quarta collaborazione con Emma Stone dopo i successi di The Favourite, Poor Things e Kinds of Kindness. Stavolta si tratta del remake di un cult coreano del 2003, Save the Green Planet!, un film che mescola fantascienza, satira politica e allucinazione. Accanto alla Stone troviamo Jesse Plemons, in una storia imprevedibile su un uomo convinto che gli alieni stiano invadendo la Terra sotto mentite spoglie. Il risultato? Una pellicola folle, imprevedibile e profondamente contemporanea.
Jay Kelly: George Clooney si mette in discussione

In Jay Kelly, nuovo film di Noah Baumbach co-scritto con Emily Mortimer, George Clooney interpreta un attore in crisi d’identità che cerca di dare senso alla propria esistenza e carriera. Al suo fianco, un cast eccezionale: Adam Sandler, Laura Dern e Greta Gerwig. Dopo Marriage Story, Baumbach torna con un racconto tragicomico sul successo e sulla solitudine, probabilmente destinato a conquistare sia il pubblico che la critica. Un titolo che si candida fin da subito per la stagione dei premi.
A House of Dynamite: Bigelow accende la tensione
Otto anni dopo Detroit, la regista premio Oscar Kathryn Bigelow torna con un thriller politico teso e adrenalinico: A House of Dynamite. Ambientato durante una fittizia crisi alla Casa Bianca, il film è interpretato da un cast corale che include Idris Elba, Rebecca Ferguson, Greta Lee e Jared Harris. Politica, terrorismo, segreti e paranoia si intrecciano in una pellicola che promette di restituire a Bigelow un ruolo centrale nella narrazione americana contemporanea.
The Wizard of the Kremlin: Jude Law diventa Putin

Olivier Assayas dirige The Wizard of the Kremlin, ambizioso adattamento del romanzo di Giuliano da Empoli. Jude Law interpreta un giovane Vladimir Putin durante la sua ascesa al potere, in una narrazione che mescola storia, propaganda e manipolazione politica. Accanto a lui, Paul Dano nel ruolo dello spin doctor che racconta tutto da dentro il sistema. Un’opera che si annuncia provocatoria e divisiva, ma estremamente attuale.
La Grazia: l’apertura firmata Sorrentino

Il film di apertura di Venezia 2025 è affidato a Paolo Sorrentino, che torna con La Grazia, storia d’amore e di giovinezza ambientata a Napoli. Protagonisti Toni Servillo e Anna Ferzetti, in un racconto visivo, lirico e malinconico. Il regista de La grande bellezza conferma la sua poetica fatta di immagini potenti e silenzi parlanti, e apre la Mostra con un film che si preannuncia tra i più emozionanti dell’edizione.
The Voice of Hind Rajab: la ferita della realtà
Tra i titoli più forti e dolorosi del festival c’è The Voice of Hind Rajab, diretto dalla tunisina Kaouther Ben Hania. Il film racconta la storia vera della bambina di sei anni morta a Gaza dopo essere rimasta intrappolata in un’auto colpita durante un attacco israeliano. Il film utilizza le vere registrazioni delle chiamate della piccola alla madre e ai soccorritori, dando voce a un dramma che scuote le coscienze. Barbera ha definito questo film come “tra i più potenti e difficili” dell’intera selezione.
Father Mother Sister Brother: il debutto di Jarmusch in concorso
Per la prima volta in concorso a Venezia, Jim Jarmusch firma un film tripartito che riflette sulle relazioni familiari e le identità frammentate. Father Mother Sister Brother è interpretato da un cast corale straordinario: Cate Blanchett, Adam Driver, Charlotte Rampling, Tom Waits, Vicky Krieps e altri. Prodotto da Mubi, il film è già tra i favoriti della critica, per la sua originalità e il tono malinconico-punk tipico del regista americano.
L’Étranger: Camus in bianco e nero
François Ozon torna al Lido con una nuova versione de Lo straniero di Albert Camus, girata in bianco e nero e ambientata nell’Algeria coloniale degli anni ’30. Un film filosofico e visivamente raffinato che promette di rileggere il celebre romanzo alla luce della coscienza post-coloniale contemporanea. Dopo i fasti di Frantz e Grazie a Dio, Ozon si confronta con uno dei testi più ostici della letteratura europea.
Orphan: la memoria personale di László Nemes
Dopo l’Oscar con Il figlio di Saul, il regista ungherese László Nemes torna con Orphan, storia ambientata dopo la rivoluzione ungherese del 1956. Il film è ispirato ai ricordi del padre del regista e racconta la formazione di un giovane cresciuto tra silenzi, racconti idealizzati e trauma collettivo. Una pellicola che si preannuncia intima, austera e profondamente commovente.
Le serie TV in Laguna: quattro storie potenti tra cronaca, memoria e crimine

Anche quest’anno la Mostra accoglie il linguaggio seriale, e lo fa con quattro titoli ambiziosi. Il più atteso è Portobello di Marco Bellocchio, che ricostruisce con precisione il caso Enzo Tortora, interpretato da Fabrizio Gifuni. Un racconto che fonde giustizia, dolore mediatico e verità storica.
Con Il Mostro, Stefano Sollima torna al true crime e ricostruisce i primi sospetti del caso Mostro di Firenze, offrendo uno sguardo spietato su un’indagine ancora oggi irrisolta. Etty, diretta da Hagai Levi, è invece l’adattamento dei diari di Etty Hillesum, intellettuale ebrea deportata ad Auschwitz: una serie intensa, che parla al cuore e alla memoria. Infine, A Prophet, remake seriale del capolavoro di Jacques Audiard, è diretto da Enrico Maria Artale con Mamadou Sidibé protagonista: un viaggio crudo nella criminalità e nella redenzione.
Chi assegnerà il Leone d’Oro?
La giuria dell’edizione 2025 è presieduta dal regista Alexander Payne, affiancato da Maura Delpero, Stéphane Brizé, Mohammad Rasoulof, Cristian Mungiu, Fernanda Torres e Zhao Tao. Una composizione internazionale e bilanciata, pronta a valutare uno degli anni più ricchi della Mostra.
La Mostra del Cinema di Venezia 2025 si preannuncia come una delle edizioni più affollate, stellari e tematicamente rilevanti degli ultimi anni. Da Hollywood a Gaza, dai mostri letterari alla cronaca più bruciante, la selezione di Alberto Barbera non ha paura di spaziare tra generi, toni e sguardi. Un festival che – al netto delle polemiche – promette di lasciare il segno.
