Undici anni dopo la morte di Giorgio Faletti, sua moglie Roberta Bellesini racconta di sentirlo ancora accanto. Non nei sogni, ma con dei piccoli segni dall’aldilà che appaiono in momenti importanti e che lei riconosce. Un modo più discreto di manifestarsi, eppure costante.
“Sono passati 11 anni e non l’ho mai nemmeno sognato” ha confidato Roberta al Corriere della Sera:
“Però nei momenti importanti compare sempre una piuma. Come il titolo del libro pubblicato dopo la sua morte. Le conservo tutte in un cassetto. Non credo sia un caso, ma un segno. Giorgio c’è. Anche se non posso vederlo, è vicino a me“
Quelle piume, che lei trova nei momenti cruciali della vita, sono diventate per Roberta una presenza affettuosa, un richiamo leggero ma reale. Il legame con il marito, scomparso nel 2014, sembra così continuare oltre la distanza e oltre il tempo.
Faletti aveva scoperto la malattia quasi per caso. “Soffriva di ernia del disco. Durante una risonanza di controllo, trovarono una metastasi: tumore al polmone” Le cure lo portarono a Los Angeles con un medico russo.
“Giorgio si fidava, erano terapie avanzate. Non era arrabbiato con la vita. E nemmeno triste. Nonostante tutto è stato un bel periodo. Abbiamo vissuto a Venice, Santa Monica, Hollywood, cambiavamo casa ogni mese”
Quando le cure non furono più efficaci, decisero di tornare ad Asti. “Le cure non stavano più funzionando. Rientrammo finché era in grado di viaggiare. Fino all’ultimo ha lavorato su una canzone” Un amore che non si è mai interrotto: “Giorgio c’è. Anche se non posso vederlo, è vicino a me”
In altre interviste, Roberta Bellesini ha raccontato di quando, prima della diagnosi di tumore, Faletti fu colpito da un ictus e fu lei a salvargli la vita, per ben due volte.
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