Alberto Angela ha raccontato al podcast BSMT di Gianluca Gazzoli quello che è stato l’ultimo periodo di vita di suo padre Piero Angela, scomparso nel 2023, e si è aperto anche su come ha vissuto i suoi funerali. Come si può immaginare, non è stato facile e, a un certo punto delle esequie, si è allontanato e poi è tornato a salutare tutti i presenti.
Alberto ha spiegato che, nel suo ultimo periodo di vita, Piero Angela è riuscito a ultimare tutti i suoi progetti, sapendo che gli restava poco tempo. Ha portato a termine un libro, un disco e SuperQuark. E riguardo alla sua ultima apparizione a SuperQuark ha detto che è stato emozionante quando si è congedato dal pubblico. “Per la gente era una cosa normale, ma io sapevo che era la fine di tutto“. Ha spiegato che ha tenuto il tavolo e la poltrona di Piero a Passaggio a Nord Ovest: “Usiamo quelli e per me è come averlo lì”.
Quando le condizioni di salute di Piero si sono fatte sempre più precarie, spiega suo figlio, non ha mai visto da parte sua un momento di scoramento. Ha abbracciato la sua fine con “una razionalità, una scientificità e una naturalezza, nel senso di natura. Cioè, è la vita”.
Alberto ha poi parlato dei giorni successivi alla morte di suo padre, in cui si è ritrovato in un turbine di cose da fare – tra cui scegliere la bara, organizzare i funerali – e ha potuto contare sui suoi cari: “Siamo stati molto uniti”.
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Angela ha poi condiviso con Gazzoli le sue emozioni nel giorno del funerale, che era stato pubblico per volontà di Piero. Il fatto che fosse il periodo di Ferragosto, ha spiegato Alberto, ha reso le cose più complicate.
“Quando sono arrivato ho visto che c’era tanta gente, c’erano fotografi, telecamere. Sono abituato alle telecamere, ma non in quelle condizioni. Non è stato facile perché mi sono ritrovato in questa grande sala, in silenzio. Tutti filmavano e io non dormivo da giorni. E in più dovevo tenere un discorso e citare Leonardo Da Vinci, senza sbagliare. È stato il discorso più difficile che abbia mai fatto, nelle condizioni meno agevoli, e sapevo che alla fine non l’avrei letto, infatti è stato così”.
Qui la frase di Leonardo citata ai funerali. “Dopo quel discorso” ha proseguito Alberto – “io sono dovuto scappare, perché non reggevo. Poi sono tornato perché c’era gente venuta ad onorare mio padre e dovevo accoglierla”.
“Sono venute delle persone bellissime, dai preti ai trans” – ha ricordato Alberto Angela – “E poi ognuno portava qualcosa, chi portava il dinosauro, chi portava il razzo, chi portava una poesia. Lì mi sono reso conto di quello che lui ha fatto, il giusto finale di una vita, così come doveva essere”.
A proposito di Alberto Angela, qui vi raccontiamo la storia di quando fu sequestrato in Niger.
