Un appello alla responsabilità bipartisan arriva da Francesco Storace dopo l’attentato subito dal giornalista Sigfrido Ranucci. L’ex ministro e presidente della Regione Lazio, oggi conduttore su Rai Radio 1 della trasmissione Il rosso e il nero, ha lanciato un messaggio chiaro attraverso i social network, invitando tutto il mondo politico a un gesto concreto di solidarietà ritirando le querele nei confronti del conduttore di Report. Nella tarda serata di ieri, a Pomezia, l’auto di Ranucci è stata fatta esplodere con una bomba artigianale. Fortunatamente il conduttore e i suoi familiari non erano presenti al momento dello scoppio.
“A mente fredda voglio dire a destra e a sinistra che se un giornalista subisce un attentato, la solidarietà va manifestata soprattutto con un gesto: ritirando qualunque querela contro di lui”, ha scritto Storace su X. Le parole del conduttore radiofonico sottolineano come, di fronte a un episodio di tale gravità, le azioni concrete valgano più delle dichiarazioni di circostanza e nelle ultime ore di “condanne” poco concrete ne sono arrivate tante.
L’attentato a Ranucci con una bomba che ha distrutto la sua auto e quella di sua figlia, ha suscitato reazioni trasversali. Tuttavia, secondo Storace, alcune di queste reazioni sarebbero inappropriate. Storace infatti ha scritto in un tweet successivo:
“Con ciò che è accaduto a Ranucci siamo oltre ogni limite: ed è inaccettabile che da qualcuno di sinistra si punti l’indice contro la destra e che da qualcuno di destra si scriva che Sigfrido se la sia cercata”
Il riferimento di Storace alle polemiche incrociate evidenzia come, anche di fronte a un episodio che dovrebbe unire nella condanna, persista la tentazione di strumentalizzare politicamente l’accaduto. Da una parte alcuni esponenti progressisti avrebbero accusato la destra di aver creato un clima ostile verso il giornalista, dall’altra alcune voci conservatrici avrebbero minimizzato l’accaduto o suggerito una responsabilità della vittima.
La proposta di ritirare le querele pendenti contro Ranucci rappresenta una richiesta concreta che va oltre la semplice espressione di vicinanza. Il giornalista di Report, noto per le sue inchieste su temi scomodi e controversi, ha ricevuto nel corso degli anni diverse azioni legali da parte di soggetti pubblici e privati che si sono sentiti lesi dalle sue trasmissioni, ma ha ricevuto anche numerose minacce, tanto che riuscire ad individuare il responsabile dell’atto intimidatorio di ieri sera, a Pomezia, non sarà facile.
RITIRATE LE QUERELE CONTRO RANUCCI – A mente fredda voglio dire a destra e a sinistra che se un giornalista subisce un attentato, la solidarietà va manifestata soprattutto con un gesto: ritirando qualunque querela contro di lui. (1)
— Francesco Storace (@Storace) October 17, 2025
L’invito di Storace si rivolge a entrambi gli schieramenti politici, sottolineando come la libertà di stampa e la sicurezza dei giornalisti debbano rappresentare valori condivisi, al di là delle appartenenze partitiche. Il gesto del ritiro delle querele assumerebbe così un valore simbolico forte, dimostrando che di fronte alla violenza fisica contro un professionista dell’informazione, le controversie legali passano in secondo piano.
Molti utenti si sono detti in disaccordo con Storace perché a loro avviso, chi ritiene di aver subito un torto dovrebbe comunque tutelarsi, a prescindere dalla solidarietà nei confronti di Sigfrido Ranucci. Un utente ha commentato:
“Capisco l’intenzione dietro il tuo invito alla solidarietà, ma permettimi di dissentire con forza. Se un giornalista, come chiunque altro, subisce un attentato, è sacrosanto condannare l’atto e augurarsi che giustizia sia fatta. Tuttavia, chiedere di ritirare querele per presunte diffamazioni gravi solo per “solidarietà” mi sembra profondamente ingiusto. Nel caso di un mio conoscente, le falsità diffuse hanno causato danni concreti e irreparabili all’azienda e alla vita personale. La libertà di stampa non può diventare un lasciapassare per distruggere reputazioni senza conseguenze, né un attentato subito da una persona può cancellare le responsabilità per le sue azioni. Le querele non sono vendette, ma un diritto per tutelarsi di fronte a chi ha oltrepassato il confine della verità. La solidarietà si dimostra con il rispetto per la giustizia, non con l’impunità.”
A chi ha fatto notare a Storace che sono in tanti ad aver querelato Ranucci, Storace ha risposto mantenendo il punto: “Le ritirino”.
#Ranucci elenca le querele ricevute quest’anno “La Russa, Urso, Sgarbi, Santanchè, Gasparri, Giorgetti e famiglia, Fontana e famiglia..nessuna condanna su 170 querele…sono liti temerarie per farti pressione”. pic.twitter.com/1enrjAIdhb
— MC (@Virus1979C) October 17, 2025
