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Home » Personaggi » Bomba esplode sotto l’auto di Sigfrido Ranucci a Pomezia: “Poteva uccidere mia figlia” (VIDEO)

Bomba esplode sotto l’auto di Sigfrido Ranucci a Pomezia: “Poteva uccidere mia figlia” (VIDEO)

Dopo l'attentato sono arrivati i commenti di Giorgia Meloni e altri rappresentanti della politica. Ranucci è sotto scorta dal 2014.
Fabio FuscoDi Fabio Fusco17 Ottobre 2025
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Sigfrido Ranucci attentato
Sigfrido Ranucci attentato
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Paura nella notte a Pomezia, alle porte di Roma, dove è esplosa una bomba collocata sotto l’auto di Sigfrido Ranucci, giornalista e conduttore della trasmissione Report. L’esplosione, avvenuta intorno alle 22.00 di ieri 16 ottobre ha coinvolto anche la vettura della figlia del giornalista, Michela, parcheggiata accanto a quella del padre davanti alla loro abitazione a Campo Ascolano, una frazione di Pomezia. Secondo le prime informazioni, si tratterebbe di un ordigno rudimentale – Ranucci ha parlato di un kg di esplosivo – ma le indagini sono ancora in corso per determinare con precisione la natura dell’esplosivo utilizzato.

Questa notte un ordigno è stato piazzato sotto l’auto del giornalista e conduttore di Report, Sigfrido Ranucci. L’auto è saltata in aria, danneggiando anche l’altra auto di famiglia e la casa accanto. Sul posto carabinieri, Digos, vigili del fuoco e scientifica. La Procura di… pic.twitter.com/KmDycbpgq1

— Report (@reportrai3) October 16, 2025

La deflagrazione è stata così violenta da scuotere l’intero quartiere, danneggiando anche un’abitazione nelle vicinanze. Le auto sono state completamente avvolte dalle fiamme e ridotte a carcasse fumanti. Sul posto sono immediatamente intervenuti i carabinieri, la Digos, i vigili del fuoco e la polizia scientifica per i rilievi del caso.

Come riporta Open, Ranucci aveva parlato inizialmente di due ordigni, ma nei post social di Report si parla di un solo ordigno. Il giornalista ha spiegato che l’auto era stata parcheggiata da suo figlio alle 13.20 del giorno precedente lì dove è esplosa.

“C’è un clima di isolamento e di delegittimazione nei miei confronti, negli ultimi mesi ho ricevuto varie minacce, tutte oggetto di denuncia: mi hanno mandato un proiettile di P38, sono stato pedinato da personaggi identificati dalla mia scorta, sono stato oggetto di dossieraggi anche dall’estero”

Nelle ore successive all’attentato Ranucci ha dichiarato all’ANSA:

“Sono in auto con la scorta dei carabinieri e sto andando a denunciare quanto accaduto. Mia figlia ha posteggiato la sua auto ed è passata da lì venti minuti prima dell’accaduto”

La Procura di Roma si è attivata immediatamente e il caso è stato affidato ai pm dell’antimafia. Al momento il procuratore Carlo Villani, coordinato dall’aggiunto Ilaria Calò, procede per danneggiamento con l’aggravante del metodo mafioso, in attesa di ricevere le prime informative dalle forze dell’ordine.

Sul profilo social di Report è stata diffusa una nota che sottolinea la gravità dell’episodio: “La potenza dell’esplosione è stata tale per cui avrebbe potuto uccidere chi fosse passato in quel momento”. La Procura di competenza ha avvisato anche il Prefetto della situazione.

Ranucci ha inoltre evidenziato la complessità delle indagini: “Con tutte le minacce che riceviamo non è semplice risalire alla matrice”. Il riferimento è alle numerose intimidazioni ricevute nel corso degli anni a causa delle inchieste giornalistiche condotte dalla trasmissione di Rai3.

Ranucci è sotto scorta da anni e tra le altre cose, la scorsa estate aveva ricevuto un provvedimento disciplinare dalla Rai.

Sigfrido Ranucci
Sigfrido Ranucci

Le reazioni della politica, riportate da Repubblica, non sono tardate ad arrivare. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso “piena solidarietà al giornalista Sigfrido Ranucci e la più ferma condanna per il grave atto intimidatorio da lui subito”. In una nota diffusa da Palazzo Chigi, la premier ha aggiunto: “La libertà e l’indipendenza dell’informazione sono valori irrinunciabili delle nostre democrazie, che continueremo a difendere”

Anche il ministro della Difesa Guido Crosetto ha commentato l’accaduto sul profilo X del ministero: “Un gesto gravissimo, vile, inaccettabile. Un ordigno ha fatto esplodere l’auto di Sigfrido Ranucci davanti alla sua abitazione. Per fortuna nessuno è rimasto ferito, ma resta la gravità estrema di un atto che colpisce non solo un giornalista, ma la libertà stessa di informare e di esprimersi”.

Francesco Boccia, presidente dei senatori del Pd, ha dichiarato: “Siamo convinti che Ranucci non si lascerà intimidire nel suo lavoro ma è evidente che siamo di fronte ad un gesto che vuole colpire la libertà di stampa e di informazione”.

Nicola Fratoianni di Alleanza Verdi Sinistra ha sottolineato, con qualche imprecisione: “Stanotte hanno fatto esplodere le auto di Sigfrido Ranucci e di sua figlia davanti alla loro casa: un ordigno che avrebbe potuto uccidere. Ci auguriamo che le indagini siano veloci e che si sappia subito la verità su quanto accaduto”.

Carlo Calenda, leader di Azione, ha definito l’episodio “Un atto molto preoccupante anche nelle modalità che non si vedevano da tempo”, mentre Angelo Bonelli di Avs ha parlato di “Un attacco diretto alla libertà di stampa e al giornalismo d’inchiesta”.

L’associazione Libera ha espresso “preoccupazione, vicinanza e corresponsabilità” al giornalista, affermando che “Chi prova a zittire una voce libera attacca il cuore stesso della democrazia. Perché colpire un giornalista è colpire il diritto alla verità e alla giustizia”.

Le indagini proseguono serrate per identificare gli autori del gesto intimidatorio e comprendere le motivazioni dietro questo grave attentato.

Ranucci ha tre figli, Michela, Emanuele e Giordano. Proprio Emanuele, tempo fa, in risposta ad un articolo di un giornalista de Il Foglio aveva commentato sui social: “Sono il figlio di Sigfrido Ranucci e nonostante alcune volte me ne sorprenda anche io, non sono ancora orfano di padre. Vivo da sempre con il pensiero, il timore che ogni volta che saluto mio padre possa essere l’ultima“

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