Brigitte Bardot, leggendaria icona del cinema francese, ha rivelato di aver tentato il suicidio ripetutamente durante la sua giovinezza, confessando che in almeno un’occasione fu salvata da quello che definisce un miracolo. Le dichiarazioni shock arrivano da un nuovo documentario intitolato Bardot, che debutta oggi nei cinema francesi e che offre uno sguardo intimo sulla vita della star.
“Mi stavo togliendo la vita e un miracolo mi ha salvata”, racconta la novantunenne attrice nel film diretto da Alain Berliner e Elora Thevenet. La confessione fa luce su un aspetto drammatico e poco conosciuto della vita di quella che è stata considerata uno dei più grandi sex symbol degli anni ’60 e ’70.
Nel documentario della durata di 90 minuti, Bardot appare solo brevemente, vestita in modo casual e circondata da cani e gatti nella sua tenuta isolata sulle colline sopra Saint-Tropez. Tuttavia, la sua voce accompagna l’intero film, narrando una vita segnata dalla difficoltà di gestire la solitudine della celebrità e il peso dello status di sex symbol.
La star ha rivelato di continuare a combattere contro la depressione ancora oggi. “Ogni mattina mi sveglio e sono triste”, confessa con disarmante franchezza. Queste parole rivelano come il tormento interiore che l’ha accompagnata in gioventù non l’abbia mai completamente abbandonata, nonostante i decenni trascorsi lontano dai riflettori.
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Bardot ha abbandonato la carriera cinematografica nel 1973, prima di compiere 40 anni, nel tentativo di sfuggire all’incessante attenzione mediatica sulla sua vita privata. La decisione drastica rappresentò un punto di rottura con un mondo che l’aveva resa famosa ma che, evidentemente, le era diventato insopportabile.
Nonostante il ritiro dalle scene, l’attrice è rimasta una figura pubblica grazie al suo impegno nella difesa dei diritti degli animali.
“Non mi importa se la gente si ricorderà di me. Quello che vorrei davvero è che le persone ricordassero il rispetto che dobbiamo agli animali. Più vado avanti nella mia vita, più temo gli esseri umani. Sono più animale che umana.”
Il documentario include anche il contributo di Naomi Campbell e Stella McCartney, che commentano le accuse di razzismo che hanno circondato Bardot per molti anni. La modella e la stilista raccontano di aver affrontato direttamente l’argomento con l’attrice, che avrebbe riconosciuto di aver fatto dichiarazioni impulsive, esprimendo rammarico per eventuali offese causate. Il marito di Bardot, Bernard d’Ormale, che appare anche nel film, è un ex consigliere del defunto Jean-Marie Le Pen, fondatore del Fronte Nazionale e condannato più volte per osservazioni razziste e antisemite.
Il film include inoltre un’intervista d’epoca in cui Bardot, all’età di 22 anni, veniva interrogata sul suo futuro professionale. Alla domanda se volesse continuare a fare film sexy o preferisse diventare un’attrice seria, rispose: “Sarò un’attrice seria quando sarò più vecchia.” Un’affermazione che assume un significato particolare alla luce delle sue successive scelte di vita.
Nonostante sia stata descritta dalla filosofa esistenzialista Simone de Beauvoir come una “locomotiva della storia delle donne” nel suo saggio del 1959 Brigitte Bardot e la sindrome di Lolita, l’attrice francese non si è mai definita femminista. In una rara intervista televisiva rilasciata quest’anno, ha espresso il suo disaccordo con il movimento MeToo.
La star ha recentemente dovuto smentire voci sulla sua morte circolate a ottobre, dopo essere stata ricoverata d’urgenza in ospedale per due volte. In un comunicato diffuso attraverso la sua fondazione per i diritti degli animali, ha dichiarato di essere in fase di recupero e ha denunciato la “diffusione di false informazioni” da parte dei giornali locali.
Il regista Alain Berliner, parlando con Variety a giugno, ha definito Bardot “una persona molto misteriosa” e ha spiegato che l’attrice si è aperta solo parzialmente durante la realizzazione del documentario. Per questo motivo ha scelto di non utilizzare un narratore esterno, preferendo che fosse Brigitte Bardot stessa a raccontare la propria storia.
Il documentario arriva con il “pieno supporto” della star e promette di offrire uno sguardo senza precedenti sulla vita di una delle figure più iconiche e controverse del cinema francese, rivelando la donna dietro il mito e le sofferenze nascoste dietro l’immagine patinata della diva.
A proposito di suicidi, a novembre ha fatto discutere la scelta delle gemelle Kessler, che hanno optato per il suicidio assistito in tarda etò, tramite un’associazione.
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