Il Capodanno 2026 firmato Alessandro Borghese è diventato un appuntamento imperdibile per gli amanti dell’alta cucina italiana contemporanea. Per la notte di San Silvestro, lo chef propone due percorsi degustazione esclusivi nei suoi ristoranti AB – Il lusso della semplicità a Milano e Venezia, con menù studiati per celebrare l’eccellenza gastronomica attraverso ingredienti di prima scelta e tecniche raffinate.
La proposta veneziana si distingue per esclusività e prezzi: nel ristorante affacciato sulla laguna, recentemente entrato nella Guida Michelin Italia, il menù di Capodanno costa 500 euro a persona, bevande escluse. È disponibile anche un abbinamento vini selezionato dalla cantina del ristorante. Il percorso degustazione porta il titolo evocativo “L’Essere svela l’Essenza” e rappresenta, secondo le parole dello stesso Borghese, la sua espressione più pura: presenza, tecnica ed equilibrio perfetto tra materia e pensiero.
La serata veneziana si apre con una sequenza di chic-chetti che omaggiano la tradizione lagunare reinterpretata in chiave contemporanea. Tra le proposte spiccano il pastrami di tonno rosso speziato e affumicato con cetrioli pickled e senape all’antica, un club sandwich in un boccone con pane, gel di tuorlo al pepe, insalata riccia, falda di pomodoro essiccato e bacon di sarda, e un mini hot dog con morbido pane al latte e sesamo, salsiccia di laguna e ketchup di peperone e ‘nduja.
Il viaggio gastronomico prosegue con una zuppa di conchigliacei con crema di mais dolce alla brace, brodo di pomodoro all’aglio, olio, peperoncino e origano fresco, seguita da un pane sfogliato ripieno di granseola tiepida, glassato al caramello del suo corallo con erbe di laguna e gel di aceto al pepe timut. Questi piatti introducono la sezione dedicata alle Scintille, preludio ai primi piatti.
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La Pienezza dell’Essere si esprime attraverso due primi d’autore: uno gnocco di pasta fresca ripieno di cavolo nero e gole di baccalà cotte confit, servito con spuma calda di baccalà, olio al prezzemolo e lime nero, e un raviolo di pasta fresca ripieno di ricotta fermentata con riduzione di melagrana e burro, olio al ginepro, anguilla cotta dolcemente, affumicata e glassata. Entrambi i piatti in teoria dovrebbero incarnare il concetto di “lusso della semplicità” che caratterizza la filosofia culinaria di Borghese.
L’Intensità di gusto raggiunge l’apice con un filetto di rombo cotto a bassa temperatura, accompagnato da beurre blanc al limone, crema e polvere di spinacio, caviale di storione bianco ed erba cipollina. Segue una cialda croccante al caramello ripiena con ganache al porcino e al tartufo bianco, un connubio sorprendente tra dolce e sapori terrosi.
Il dessert celebra Venezia con una brioche veneziana servita tiepida, ripiena di crema allo zabaione e gelato alla vaniglia. A mezzanotte, la tradizione prende il sopravvento con musetto e lenticchie, seguiti dall’immancabile prima cacio e pepe del 2026, un momento simbolico che chiude la serata e apre il nuovo anno all’insegna della cucina italiana più trend.
A Milano, il ristorante situato nel cuore della città propone un menù differente al costo di 300 euro a persona, bevande escluse. Anche in questo caso è possibile abbinare un percorso vini dedicato. Il menu milanese si apre con un Prologo di sapori che comprende un bauletto di pan brioche alle erbe aromatiche e carote con battuto di gambero rosso, millefoglie di pane guttiau con sedano rapa e caviale Cru Royal, lecca lecca di baccalà mantecato e craquelin al pomodoro ripieno di ricotta di pecora.
La proposta milanese continua con la sezione Scintille, dove protagonista è un‘insalata di scampi imperiali Porcupine alla brace accompagnati da acqua di pomodori affumicati e giardiniera. La Pienezza dell’Essenza è affidata a un raviolo di rombo al forno con carciofi, patate, olive e mentuccia, mentre l’Intensità di gusto arriva con una spigola d’amo marinata alle erbe fini.
Un interludio di piacere offre uno sgroppino a base di mandarino, limone e zenzero prima del dessert: il Chocolatissimo di Capodanno, una mousse ai quattro cioccolati con frolla al cacao, cocco rapè e ciliegia boero. Anche a Milano, la mezzanotte porta cotechino, lenticchie, panettone e la prima cacio e pepe del 2026.
La differenza di prezzo tra le due location riflette non solo la diversità dei menù ma anche l’esclusività della sede veneziana, con il suo affaccio sulla laguna e il recente riconoscimento della Guida Michelin.
Una curiosità che caratterizza la filosofia di Borghese riguarda la chiusura natalizia: mentre Capodanno rappresenta uno dei momenti più importanti dell’anno per i suoi ristoranti, il Natale è sinonimo di chiusura. Una scelta che lo chef porta avanti da tempo per permettere al suo staff di tornare dalle famiglie, spesso lontane. Il ristorante di Milano resta chiuso dal 24 al 26 dicembre 2025 e il 1 gennaio 2026, mentre quello di Venezia chiude dal 23 al 26 dicembre e il 1 gennaio. Lo stesso Borghese trascorre il Natale in Campania, terra d’origine della sua famiglia e di quella della moglie Wilma.
Alessandro Borghese è il figlio di Barbara Bouchet e ha un fratello, Massimiliano.
