Dominique Dunne, nata a Santa Monica il 23 novembre 1959 e morta a Los Angeles il 4 novembre 1982, era un’attrice conosciuta per il ruolo di Dana Freeling nel film Poltergeist. La sua carriera però, non è mai decollata, perché Dominique fu uccisa dal suo ex fidanzato, John Thomas Sweeney, che se la cavò con pochi anni di carcere. L’attrice era figlia di Dominick Dunne e aveva due fratelli, Alex e Griffin, anche lui attore. Era una grande amante degli animali e spesso raccoglieva randagi in difficoltà.

Dominique era la figlia di Ellen “Lenny” Griffin, che in seguito sarebbe diventata attivista, e dello scrittore e giornalista Dominick Dunne, frequentatore del jet set hollywoodiano, conosciuto per aver scritto del caso di O.J. Simpson e della storia dei fratelli Lyle ed Erik Menendez. Per questi e altri legami familiari, Dominique ha vissuto nel mondo del cinema sin da piccola. Prima di iniziare la sua carriera sullo schermo, trascorre un anno a Firenze, per imparare l’italiano. Nel 1979 ottiene il suo primo ruolo cinematografico nel film tv Diary of a Teenage Hitchiker, al quale fanno seguito altre apparizioni in telefilm come Lou Grant, In casa Lawrence, Cuore e batticuore e Saranno Famosi.

Il primo ruolo importante arriva con Poltergeist – demoniache presenze, di Tobe Hooper, prodotto da Spielberg, nel quale Dominique interpreta Dana, la figlia maggiore della famiglia Freeling, che si trova ad affrontare una serie di eventi soprannaturali. Il film del 1982 ebbe un grande successo di critica e commerciale, ma negli anni ha assunto anche la fama oscura di film maledetto, perché numerosi membri del cast, tra cui la piccola Heather O’Rourke, morta durante un intervento chirurgico, e la stessa Dominique, sono morti in circostanze tragiche. Dominique avrebbe dovuto partecipare anche agli altri sequel della saga, ma dopo il suo omicidio, l’assenza del suo personaggio verrà giustificata con il suo trasferimento al college.

Nello stesso periodo di Poltergeist, Dominique conobbe John Thomas Sweeney, capo chef del Ma Maison, un ristorante esclusivo di Los Angeles, con il quale iniziò una relazione che portò in brevissimo tempo ad una convivenza. In tempi altrettanto brevi però, Sweeney si rivelò un partner violento e in sede processuale si scoprirà poi che era stato violento anche con le sue ex, tanto che una di loro finì in ospedale due volte, una delle quali con un polmone collassato a causa delle botte.
Suo padre Dominick Dunne raccontò le circostanze dell’omicidio di sua figlia in un toccante articolo di Vanity Fair, siegando che Sweeney si era rivelato sin dagli inizi un soggetto difficile, morbosamente attaccato a sua figlia, ma tra di loro, solo uno dei fratelli dell’attrice, Alex, aveva espresso a voce dei dubbi su di lui. Nel periodo in cui furono Dominique e Sweeney furono fidanzati, lui aveva aggredito un uomo che aveva riconosciuto l’attrice in un locale e aveva ripetuto una battuta, “What’s Happeing!?”, che lei pronuncia in un promo di Poltergeist. In altre occasioni aveva picchiato la fidanzata, arrivando a strapparle ciocche di capelli alla radice. A settembre 1982 Sweeney aveva tentato di strangolare la fidanzata, ma era lei era stata salvata da un amico che era con loro e fuggì a casa di sua madre. Nel telefilm Hill Street giorno e notte, in cui interpreta una vittima di abusi, Dominique non ebbe bisogno di molto trucco, perché quelli che si vedono sul suo viso sono i lividi veri che le procurò il fidanzato.

La sera del 30 ottobre 1982 Dominique stava ripassando le battute dell’episodio di V – Visitors, serie sci-fi che si sarebbe poi rivelata un grande successo, con il collega David Packer, ma uscì in giardino per un confronto con Sweeney che finì in tragedia. Lui la strangolò nel vialetto di casa e quando Packer uscì, richiamato dai rumori della colluttazione, trovò Sweeney che cercava di rianimare Dominique. Fu Sweeney a chiedere a Packer di chiamare la polizia e quando gli agenti arrivarono, l’uomo disse di aver ucciso l’ex fidanzata e di aver tentato di togliersi la vita.

Il padre di Dominique, nel suo articolo descrive in che condizioni era sua figlia quando fu ricoverata al Cedars Sinai. L’attrice era in coma, aveva i capelli rasati e una cannula inserita nel cranio, per monitorare la pressione sul cervello. Il collo era livido e gonfio ed erano visibili i segni delle mani di Sweeney. Dopo quattro giorni, la madre di Dominique diede il consenso a far staccare la spina a sua figlia, visto che ormai era in stato di morte cerebrale e chiese che i suoi organi venissero donati per i trapianti.

Al processo, l’avvocato di Sweeney sottolineò che le azioni del suo assistito non erano state premeditate, ma aveva agito in un impeto passionale, provocato da lei che gli aveva detto di volerlo lasciare definitivamente, dopo una presunta riconciliazione. Riconciliazione che la famiglia di Dominique ha smentito con forza. Sweey fu condannato a sei anni e sei mesi per manslaughter volontario e per una precedente aggressione del 26 settembre. Una sentenza che fu accolta come un’ingiustizia dalla famiglia di Dominique Dunne e dall’opinione pubblica. Sweeney uscirà dopo tre anni e andrà a lavorare come cuoco a Santa Monica. Infine, per sfuggire alle contestazioni pubbliche dei Dunne – che arrivarono ad appostarsi davanti al ristorante che lo aveva assunto per informare gli avventori che i loro pasti erano stati preparati da un assassino – decise di trasferirsi ancora più lontano e cambiare nome.
