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Home » Personaggi » “Ci servono uomini come Charlie Kirk” – Sean Penn a tutto campo su libertà di parola, diritti e guerre

“Ci servono uomini come Charlie Kirk” – Sean Penn a tutto campo su libertà di parola, diritti e guerre

L'attore, da sempre politicamente impegnato, in una lunga intervista al NY Times spazia a largo raggio sull'attualità: leggiamo le sue parole.
Simone FrigerioDi Simone Frigerio28 Settembre 2025
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Sean Penn
Sean Penn
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Nei giorni in cui Una battaglia dopo l’altra, film di Paul Thomas Anderson in cui interpreta il ruolo dell’antagonista, sbarca in sala acclamato dalla critica, Sean Penn si confessa in una lunga e illuminante intervista concessa al NYT, e come suo costume, non le manda a dire su temi d’attualità – tra cui l’omicidio di Charlie Kirk – con posizioni e convinzioni che solo apparentemente possono sembrare provocatorie.

Le sue parole nascondono invece tra le righe di un pensiero lucido e non banale, una capacità di analisi della realtà particolarmente lodevole, in un periodo storico dominato dalle polarizzazioni e dalla sempre più diffusa incapacità di comprendere opinioni che vadano al di là di meri slogan propagandistici. Citiamo da Variety

Charlie Kirk poco prima di essere ucciso
Charlie Kirk poco prima di essere ucciso

Pretesto inevitabile e miccia del discorso è naturalmente l’omicidio dell’attivista di destra Charlie Kirk. Al proposito, il Premio Oscar mescola subito le carte e spiazza con una considerazione importante: solo il confronto – dialettico – con chi la pensa diversamente può garantire il progresso

«Ho perso progressivamente la comprensione del motivo per cui siamo diventati così compiacenti con questa polarizzazione esibita in pubblico. Quando invece ci parliamo, capiamo che, sebbene ci sia questo incredibile settarismo messo in scena dal potere della politica e dei media, non è lo stesso tra individui.
La violenza va a onde, a mode. Ma questa cosa di Kirk è diversa da quell’omicidio del dirigente [caso Mangione, ndr] o dall’attentato al Presidente Trump.
Non ho mai condiviso quasi nulla di ciò che Kirk sosteneva pubblicamente, ma ho sempre avuto la netta sensazione che credesse davvero in ciò che diceva. Non era un venditore di fumo. E penso che ci serva questo, ci servano persone come lui, con cui discutere apertamente e con cui sfidarci sul piano delle idee.»

Donald Trump dopo l'attentato in Pennsylvania
Donald Trump dopo l’attentato in Pennsylvania

La discussione, però, deve articolarsi, secondo Penn, senza l’ostacolo di pregiudizi ideologici; il che, tuttavia, non significa tolleranza totale ai comportamenti altrui. Per corroborare la sua posizione, l’attore cita ancora il famigerato caso di Luigi Mangione:

Non parlo di chi propaganda nazismo o ideologie sociopatiche, ma di posizioni come quelle sul diritto all’aborto: se tu non riesci a capire che la vita inizia nel momento del concepimento, allora sei un cretino. Allo stesso modo, però, io posso essere convinto che la decisione finale in queste cose spetti alla donna.
Tu devi avere l’intelligenza di accettare che io possa voler sostenere questa mia credenza in modo veemente: io, allo stesso modo, però, dovrò essere pronto ad accettare che tu difenda la tua in maniera altrettanto convinta.
Qual è esattamente il limite che la società civile ritiene accettabile [quando si difendono idee con la violenza]? Non sono un fan delle compagnie di assicurazione, ma, davvero, non ci poteva essere una soluzione migliore a quel problema? Non si è davvero potuto trovare nulla di meglio che uccidere?».

Leonardo DiCaprio e Sean Penn
Leonardo DiCaprio e Sean Penn nel 2018 – foto di Kevin Mazur / Getty Images

Impossibile, poi, non tornare sull’attualissimo tema di Israele e Gaza: Penn, a proposito dei boicottaggi – proposti e contestati da più parti – alle opere d’ingegno del Paese, ma non solo, offre una posizione chiara; Il giudizio sul governo israeliano è netto, ma l’attore conclude il pensiero con un atto di cautela

«Sono stato un po’ fuori dal mondo nelle ultime settimane, e di solito sono allergico ai movimenti collettivi. Se boicotto qualcosa, voglio farlo da solo.
Ma penso che ci sia un tempo e un luogo per tutto. In questo caso, è complicato:
[il boicottaggio] chi punisce davvero? Di quali limitazioni alla libertà di espressione si sta parlando?
L’estrema destra e Netanyahu rappresentano un problema criminale. Non parlo dei legami storici e positivi tra Stati Uniti e Israele, ma di questa amministrazione che considero un nemico per ogni Stato e per l’umanità.
Su queste basi, potrei anche sostenere un boicottaggio, ma voglio capire meglio la situazione prima di prendere una decisione».

L’attore conclude così, con cinismo, le sue riflessioni, senza risparmiare una frecciatina a Trump

«Se questa vicenda di Charlie Kirk può segnare un punto di svolta, è perché ci aiuterà a capire che non torneremo mai più a essere quello che eravamo. Possiamo diventare migliori o peggiori. La domanda è: quale sarà l’architettura della nuova America? Io, al momento, non ho ancora capito quali siano le reali credenze di Trump, sempre che ne abbia ».

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