Dalle corsie degli ospedali agli studi di registrazione, passando per catene d’oro da chili e valigette piene di contanti ostentate davanti alla telecamera. È la metamorfosi di Paolo Rotelli, 36 anni, che ha lasciato la presidenza del Gruppo San Donato, il più grande colosso della sanità privata italiana, per trasferirsi in Francia e fare il produttore discografico e il rapper con il duo Tractopelle Musik. “So che tanti diranno che non andrò da nessuna parte e non vedo l’ora di poterli contraddire fra qualche anno” – ha dichiarato.
Quando nel 2013, a soli 24 anni, eredita dal padre Giuseppe la guida del gruppo, il Gruppo San Donato fatturava 1,3 miliardi di euro. Tredici anni dopo, quella cifra è quasi raddoppiata, arrivando a 2,7 miliardi. Sotto la sua presidenza, il gruppo ha attraversato la pandemia dimostrando, come racconta lui stesso, di poter creare in due settimane i protocolli di cura di una malattia sconosciuta e convertire tutte le strutture in ospedali Covid in tre settimane.
Rotelli è stato anche presidente dell’Università Vita-Salute San Raffaele, rimanendo vicepresidente del gruppo. Eppure, nella serata dell’1 maggio 2026, si è dimesso da tutte le cariche. La conferma arriva direttamente da lui in un’intervista al Corriere della Sera. In giacca e cravatta per anni, oggi è diventato in un artista che nei suoi video indossa felpe oversize, occhiali da sole e ostenta lusso sfrenato.
“Lascio perché il mio lavoro è sempre stato creare cose nuove. Anzitutto il brand, perché quando sono arrivato la gente non sapeva che il Galeazzi, il San Raffaele, il Policlinico San Donato e anche la Madonnina, insieme ad altre 16 strutture tutte accreditate, fossero parte di uno stesso gruppo d’eccellenza. Dopo la pandemia, il welfare è cambiato in tutta Europa e siamo dovuti diventare più attrattivi. Missione compiuta. Stiamo anche superando gli obiettivi del piano industriale 2030″.
La folgorazione musicale arriva nell’ottobre 2022, a Los Angeles. “Ero lì per altro e mi dicono che si era liberato uno studio in Paramount, già pagato, disdetto all’ultimo. Vado col mio amico Antoine De Clos e facciamo tre canzoni nuove. Torniamo il giorno dopo e quello dopo ancora: nove canzoni in tre giorni”, racconta. Insieme diventano i Tractopelle Musik, nome che sta per ruspa: “Perché la ruspa distrugge il vecchio e costruisce il nuovo”.
Nel 2022, Rotelli ammette di essersi ritrovato con tempo e spazio per fare altro. “Non so stare fermo e mi è sembrato di avere tanto tempo libero. Ho ripreso a suonare con un amico dell’università e, piano piano, la cosa si è fatta più seria”. A marzo 2025, il passo decisivo: chiede al suo avvocato di Monaco, dove vive, come aprire un’etichetta discografica. Un mese fa solleva con la famiglia il tema di lasciare il gruppo: “Mi sembrava inopportuno accostargli la mia nuova immagine di artista e produttore musicale”
Nei suoi video, Rotelli ostenta chili di collane d’oro, orologi tempestati di brillanti e valigette zeppe di contanti. Un’estetica che potrebbe sembrare lontana anni luce dal mondo degli ospedali. Ma lui spiega:
“L’estetica non è quella criminale americana, ma quella francese: si basa sull’ostentazione di ricchezza, sulla sua esagerazione, e l’interpretazione è ironica. Raccontiamo una società ultra capitalista che sta perdendo i valori”
L’estetica, spiega Rotelli al Corriere della Sera, serve ad attirare l’attenzione. “L’algoritmo dà ai giovani quello che gli piace e questa roba piace. La strategia è scioccare per poter poi, a tempo debito, spiegare la nostra missione”. Un esempio è il video su Swagg Man, un influencer che su TikTok ostentava ricchezza ma è stato condannato in Tunisia come truffatore. “Ora il milione di persone che ha visto il nostro video sa che non deve più ascoltarlo”.

Tra i suoi brani, Vraie richesse parla della vera ricchezza. “Sui social è pieno di persone che fanno credere di essere ricche per vendere finti corsi. I giovani credono di poter diventare milionari grazie a uno che è andato a Dubai, ha affittato una Lamborghini e ti fa credere che ti insegnerà a fare soldi. I miei soldi, invece, vengono dal lavoro di tre generazioni. Quindi io dico: se vi parlo, ascoltatemi; dimenticatevi il mito che i soldi si fanno col vuoto”
Un altro titolo, Hard to be Rich, è invece una provocazione: “Una presa in giro di quelli che sono ricchi e si lamentano”. Del resto, Rotelli tiene a precisare che nella vita quotidiana non segue l’estetica dei suoi video. “Quello è il personaggio, non la persona. Però una catena ce l’ho sempre a portata di mano”, ammette mostrando una collana tempestata di pietre luccicanti. “La metto quando accompagno i miei artisti in discoteca o se ho una performance. Funziona come per i cardinali: se vuole incutere timore reverenziale, arriva con la croce d’oro e la porpora. Lo stesso i rapper”.
A sostituirlo come vicepresidente del Gruppo San Donato ci sarà suo fratello Marco Rotelli, insieme a Kamel Ghribi, impegnato soprattutto sul fronte dell’internazionalizzazione. Per l’Università Vita-Salute San Raffaele è stata scelta Luciana Lamorgese, ex ministro dell’Interno, “una figura istituzionalmente forte, che ha accettato”.
Nella lettera in cui comunica le dimissioni al consiglio di amministrazione, Rotelli chiede di accogliere questa sua passione “con indulgenza anche sotto il profilo iconografico”. L’etichetta discografica, precisa, non ha punti di contatto con il gruppo o la holding: “È tutta mia”. Oggi produce già dieci artisti, alcuni dei quali «talenti di una generazione fa, da rilanciare, che faticano a farsi conoscere dai giovani perché penalizzati dall’algoritmo».
Il rap, spiega Rotelli, non è più solo la musica dei ghetti. “È la musica più ascoltata al mondo e attraversa tutte le classi sociali. Il gangster rap è solo una parte: esiste anche un rap ironico, narrativo. Il rap è come il rock: parla di ribellione, di successo, di identità”
E cosa avrebbe pensato suo padre Giuseppe, fondatore del Gruppo San Donato, di questa sua decisione? “Quello che mi ha sempre detto: fai quello che vuoi, ma fallo al massimo delle tue capacità”
A proposito, sapete che Zohran Mamdani, il sindaco di New York, è stato un rapper, prima della carriera politica?
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