Il delitto di Chiaravalle è ricordato per il brutale omicidio di Emma Grilli, una signora di 85 anni, che la mattina del 17 luglio 2018 fu uccisa con una decina di coltellate dal suo vicino di casa, Maurizio Marinangeli, un cuoco affetto da ludopatia che allora aveva 56 anni, allo scopo di rapinarle dei gioielli per rivenderli e risolvere alcuni debiti di gioco. A trovare il cadavere fu il marito della signora, Alfio Vichi. Al momento, l’assassino sta scontando la pena all’ergastolo nel carcere di Ferrara, per omicidio volontario premeditato aggravato.
Sulla dinamica dell’omicidio gli inquirenti non hanno mai avuto grossi dubbi. La donna non rimaneva mai sola per più di due ore nella sua abitazione. Marinangeli ha agito proprio in questo lasso di tempo, mentre il marito della signora era fuori, a fare quattro chiacchiere con gli amici, con la certezza di non essere scoperto. Anzi, l’allora cinquantaseienne è entrato indisturbato, approfittando della frequentazione di casa Vichi-Grilli, un appartamento al terzo piano in una palazzina vicina al centro storico di Chiaravalle.
La signora Grilli, infatti, non apriva mai agli sconosciuti e una volta resasi conto che alla porta si trovasse il suo vicino, ha aperto. Non immaginava che Maurizio avesse intenzione di chiederle soldi e, al suo rifiuto, ucciderla per poi rapinarla. Secondo il referto del medico legale Emma Grilli non si sarebbe difesa. Marinangeli le avrebbe chiesto dei soldi, al rifiuto della Grilli, l’ha assalita alle spalle, colpendola più volte al collo e alla gola con un coltello da cucina. Poi, come scrive Il Resto del Carlino, Marinangeli si è spogliato ed è andato in bagno a lavarsi, lasciando numerose impronte e tracce. Ha lasciato il coltello sul lavello dove era accasciato il corpo della vittima, ed è uscito di fretta per andare a Falconara a rivendere la refurtiva presso un “compro oro”, ricavandone appena 400 euro. È stato il marito novantenne Alfio Vichi a ritrovare il cadavere della donna, intorno alle 10.45 del mattino, circa un’ora e 15 minuti dopo il delitto.
Una nipote della vittima spiegò: “Emma non aveva nemici, era una donna semplice, conduceva una vita tranquillissima.Ha sempre lavorato in campagna. Suo marito Alfio lavorava in fonderia prima della pensione.”
Il 28 luglio 2018, Maurizio Marinangeli viene arrestato. Successivamente la condanna è stata confermata sia in primo che in secondo grado. Anche se la Cassazione aveva parzialmente accolto il ricorso della difesa, per eliminare l’aggravante della premeditazione, sottolineando la dipendenza dal gioco del Marinangeli. L’uomo, affetto da ludopatia, era solito sperperare enormi quantità di denaro nei vari locali con slot machines. Il giorno prima del delitto aveva fatto un sopralluogo nella zona del negozio dove poi avrebbe portato la refurtiva, per capire come muoversi.
Il delitto di Chiaravalle è ricordato per il brutale omicidio di Emma Grilli, una signora di 85 anni, che la mattina del 17 luglio 2018 fu uccisa con una decina di coltellate dal suo vicino di casa, Maurizio Marinangeli, un cuoco affetto da ludopatia che allora aveva 56 anni, allo scopo di rapinarle dei gioielli per rivenderli e risolvere alcuni debiti di gioco. A trovare il cadavere fu il marito della signora, Alfio Vichi. Al momento, l’assassino sta scontando la pena all’ergastolo nel carcere di Ferrara, per omicidio volontario premeditato aggravato.
Sulla dinamica dell’omicidio gli inquirenti non hanno mai avuto grossi dubbi. La donna non rimaneva mai sola per più di due ore nella sua abitazione. Marinangeli ha agito proprio in questo lasso di tempo, mentre il marito della signora era fuori, a fare quattro chiacchiere con gli amici, con la certezza di non essere scoperto. Anzi, l’allora cinquantaseienne è entrato indisturbato, approfittando della frequentazione di casa Vichi-Grilli, un appartamento al terzo piano in una palazzina vicina al centro storico di Chiaravalle.
La signora Grilli, infatti, non apriva mai agli sconosciuti e una volta resasi conto che alla porta si trovasse il suo vicino, ha aperto. Non immaginava che Maurizio avesse intenzione di chiederle soldi e, al suo rifiuto, ucciderla per poi rapinarla. Secondo il referto del medico legale Emma Grilli non si sarebbe difesa. Marinangeli le avrebbe chiesto dei soldi, al rifiuto della Grilli, l’ha assalita alle spalle, colpendola più volte al collo e alla gola con un coltello da cucina. Poi, come scrive Il Resto del Carlino, Marinangeli si è spogliato ed è andato in bagno a lavarsi, lasciando numerose impronte e tracce. Ha lasciato il coltello sul lavello dove era accasciato il corpo della vittima, ed è uscito di fretta per andare a Falconara a rivendere la refurtiva presso un “compro oro”, ricavandone appena 400 euro. È stato il marito novantenne Alfio Vichi a ritrovare il cadavere della donna, intorno alle 10.45 del mattino, circa un’ora e 15 minuti dopo il delitto.
Una nipote della vittima spiegò: “Emma non aveva nemici, era una donna semplice, conduceva una vita tranquillissima.Ha sempre lavorato in campagna. Suo marito Alfio lavorava in fonderia prima della pensione.”
Il 28 luglio 2018, Maurizio Marinangeli viene arrestato. Successivamente la condanna è stata confermata sia in primo che in secondo grado. Anche se la Cassazione aveva parzialmente accolto il ricorso della difesa, per eliminare l’aggravante della premeditazione, sottolineando la dipendenza dal gioco del Marinangeli. L’uomo, affetto da ludopatia, era solito sperperare enormi quantità di denaro nei vari locali con slot machines. Il giorno prima del delitto aveva fatto un sopralluogo nella zona del negozio dove poi avrebbe portato la refurtiva, per capire come muoversi.
