È morta Cesira Ton, conosciuta da tutti come Emilietta, originaria di Loreggia (Padova). Aveva 86 anni e per oltre vent’anni aveva vissuto all’interno dell’aeroporto di Malpensa, nei saloni del Terminal 1. Dal 2022 era stata trasferita in una casa di riposo a Dormelletto, dove si è spenta il 17 agosto 2025. La sua vicenda, per alcuni aspetti, ricorda quella di Tom Hanks nel film The Terminal, anche se le motivazioni che l’avevano spinta a trascorrere due decenni in aeroporto erano molto diverse.
Emilietta, come raccontava a chi le si avvicinava incuriosito, aveva un solo desiderio: riabbracciare i suoi figli, portati dall’ex marito alle Mauritius. Una volontà che non l’abbandonò mai, nonostante avesse fratelli e sorelle in Italia con cui era rimasta in contatto.

Nata nel 1939, negli anni ’60 era emigrata dal Veneto in provincia di Varese insieme alla sorella Regina. Sposatasi, aveva avuto due figli maschi, Oscar e Cristian. Negli anni ’90 si era trasferita con la famiglia tra Mauritius e Madagascar, ma dopo la separazione dal marito venne inserita nella black list del Paese africano – pare a causa di un permesso di soggiorno scaduto – e questo le impedì di farvi ritorno. Come racconta il Corriere della Sera, da allora provò più volte a rientrare, senza successo. Dopo un periodo di difficoltà, tra la stazione di Gallarate e piccoli alloggi di fortuna, decise di stabilirsi a Malpensa: “Sono qui perché mi hanno espulso da Mauritius, ma non mi arrendo. Qui mi hanno rimandata e qui resto, finché non riuscirò a tornare”, spiegava in un’intervista.
Negli anni trascorsi in aeroporto divenne parte della comunità di Malpensa: il personale la conosceva bene, qualcuno le portava la colazione, altri la aiutavano con piccole necessità quotidiane. Emilietta si muoveva con un carrello pieno di coperte e oggetti personali. Passava le giornate cucendo, leggendo, scrivendo fiabe che sognava di pubblicare un giorno. In un’intervista a Il Giornale aveva specificato di non essere “una barbona”: percepiva una pensione da 600 euro e la sera si preparava il risotto o la pasta su un fornelletto da campeggio. “A volte mi metto perfino a fare il limoncello, viene una delizia”. Emilietta era sempre pulita e in ordine, anche le coperte che portava con sé erano pulite e stirate.
“Da qui non mi muovo, solo qui mi sento libera. Se non posso avere la mia casa, voglio almeno la mia dignità”
Il suo percorso ricorda inevitabilmente quello di Mehran Karimi Nasseri, il rifugiato iraniano che visse per 18 anni nell’aeroporto Charles de Gaulle di Parigi e che ispirò il film The Terminal. Proprio come lui, anche Emilietta ha fatto del terminal la sua casa, fino a quando le forze le hanno permesso di resistere.
Una storia, quella di The Terminal, che la signora conosceva bene, perchè a proposito del documentario Il Castello – incentrato su di lei e diretto da Massimo D’Andolfi e Martina Parenti – aveva detto “Non l’ho mai visto e purtroppo non ho nemmeno ricevuto il cachet di Tom Hanks in The Terminal”
