La musica italiana perde una delle sue voci più iconiche. Ornella Vanoni è morta nella serata del 21 novembre 2025 nella sua abitazione di Milano, stroncata da un arresto cardiocircolatorio poco prima delle 23.00. La cantante aveva 91 anni e ha lasciato un vuoto incolmabile nella storia della canzone d’autore italiana. Ma Ornella aveva conquistato anche l’affetto dei più giovani, grazie ad una grande popolarità social e televisiva.
Repubblica riporta che i soccorritori del 118 sono intervenuti immediatamente dopo l’allarme, ma al loro arrivo non hanno potuto fare altro che constatare il decesso. La cantante si trovava nella sua casa milanese quando è sopraggiunto il malore fatale che non le ha lasciato scampo.
Figlia dell’industriale farmaceutico Nino e di Mariuccia, Ornella Vanoni aveva trascorso la giovinezza tra studi dalle Orsoline e diversi collegi in Svizzera, Francia e Inghilterra. Il suo sogno iniziale era diventare estetista, ma il destino aveva in serbo per lei un percorso completamente diverso.
Nel 1953 si iscrisse all’Accademia di arte drammatica del Piccolo Teatro di Giorgio Strehler, che divenne anche il suo primo grande amore. Il debutto come attrice arrivò nel 1956 con Sei personaggi in cerca d’autore di Pirandello. Dopo la fine della relazione con Strehler, nel 1957 iniziò la sua straordinaria carriera musicale, debuttando come cantante nella rappresentazione de I Giacobini di Federico Zardi al Piccolo Teatro.
La svolta arrivò con le celebri “canzoni della mala”, un repertorio incentrato sul tema della malavita che portò anche al Festival dei Due Mondi di Spoleto nel 1959, conquistando il pubblico con uno stile unico e una voce inconfondibile.

L’incontro con Gino Paoli nel 1960 presso la casa discografica Ricordi segnò profondamente la sua vita sentimentale e artistica. La cantante raccontò anni dopo quell’incontro: “Gino non aveva i soldi neanche per il biglietto del tram, così andavamo sempre a piedi, io gli trotterellavo dietro con i tacchi a spillo, sfinita”. Da quella relazione nacque Senza fine, una delle canzoni più belle della musica italiana, che Paoli le dedicò.
Nello stesso 1960 sposò l’impresario teatrale Lucio Ardenzi, un matrimonio che lei stessa definì “un errore”, conclusosi poco prima della nascita del figlio Cristiano nel 1962. I continui tradimenti di Paoli e il legame mai completamente spezzato con il cantautore genovese resero quei mesi particolarmente difficili.
La carriera di Ornella Vanoni al Festival di Sanremo conta otto partecipazioni in gara, con il miglior risultato nel 1968 quando raggiunse il secondo posto con Casa bianca. Per tre volte si piazzò al quarto posto: nel 1967 con La musica è finita, nel 1970 con Eternità e nel 1999 con Alberi. L’ultima partecipazione in gara risale al 2018, quando insieme a Bungaro e Pacifico presentò Imparare ad amarsi, classificandosi quinta. Tornò poi come ospite all’Ariston nel 2009, 2019, 2020, 2021 e 2023.
Unica interprete femminile a vincere due Premi Tenco, Ornella Vanoni ha collaborato con i più grandi nomi della musica italiana e internazionale. Tra gli artisti italiani spiccano Paolo Conte, Fabrizio De André, Ivano Fossati e Lucio Dalla.
Nel corso della sua straordinaria carriera ha venduto quasi 60 milioni di dischi in tutto il mondo, lasciando un’eredità artistica immensa con brani indimenticabili come Senza fine, Io ti darò di più e L’appuntamento, che hanno attraversato generazioni e continuano a emozionare il pubblico.
Ornella, oltre che per la sua impronta nella musica italiana, sarà ricordata per la sua eleganza impeccabile, per la sua l’ironia e per quel disincanto leggero, quasi color pastello, delle sue apparizioni più recenti. Ci ha regalato tantissime perle, aneddoti spassosi e meme indimenticabili – tra cui quel “Non so se arrivo a Natale” – che in effetti si è concretizzato. Solo pochi giorni fa, da Fazio, ironizzava sulle bare regalo che ordinava per le amiche. Per non parlare poi delle sue dichiarazioni su canne e badanti. In un’intervista di un paio di anni fa, raccontò di aver avuto un incontro con uno sceicco.
