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Home » Personaggi » È morto Carlo Cecchi: trovato senza vita in casa il maestro del teatro italiano

È morto Carlo Cecchi: trovato senza vita in casa il maestro del teatro italiano

È morto Carlo Cecchi, trovato senza vita nella sua casa vicino Roma. Maestro del teatro italiano, attore e regista, iniziò con Eduardo De Filippo e il Living Theatre.
Fabio FuscoDi Fabio Fusco23 Gennaio 2026
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Carlo Cecchi
Carlo Cecchi
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È morto Carlo Cecchi. L’attore e regista teatrale è stato trovato privo di vita nella sua abitazione di Campagnano, vicino Roma, da una collaboratrice domestica, riferisce Repubblica. Cecchi, nato a Firenze nel 1939, avrebbe compiuto 87 anni il prossimo 25 gennaio.

 

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Figura centrale della scena teatrale italiana del secondo Novecento, Carlo Cecchi ha dedicato la sua vita soprattutto al teatro, scegliendo il cinema solo in modo selettivo.

Diplomato all’Accademia nazionale d’arte drammatica Silvio D’Amico, Cecchi ha raccontato spesso come la sua formazione sia nata dall’incontro di due mondi solo apparentemente inconciliabili, come riporta l’ANSA.
“Volendo fare teatro e fare l’attore, che era la mia vocazione, ebbi la fortuna di entrare in contatto con un teatro diverso, quello di tradizione popolare, di cui Eduardo De Filippo era la punta suprema, e poi di scoprire il Living Theatre. Da questi due incontri, dal loro paradossale accostamento, è nata la mia vicenda artistica”. Il Living Theatre, sottolineò, “fu uno shock, rappresentava il disordine degli anni Sessanta”.

Nel 1971 fonda a Firenze la cooperativa Granteatro, esperienza decisiva nella sua carriera. Qui Cecchi dirige e interpreta testi di Shakespeare, Majakovskij, Brecht, Čechov e Molière, sviluppando una recitazione fortemente antinaturalistica, capace di fondere il teatro popolare napoletano, da Antonio Petito a Eduardo Scarpetta e De Filippo, con le avanguardie europee e internazionali.

Tra gli spettacoli più memorabili, ricorda Adnkronos, c’è Ivanov di Anton Čechov (1982), prodotto dal Teatro Niccolini di Firenze e presentato al Festival dei Due Mondi di Spoleto, in cui Cecchi è insieme regista e primo attore. Nel cast figurano attori destinati a una lunga carriera come Remo Girone, anche lui recentemente scomparso, Gianfranco Barra, Vincenzo Salemme e Anna Bonaiuto.

Altro vertice del suo percorso è Finale di partita di Samuel Beckett, interpretazione che ha consolidato la sua fama di attore di straordinaria intensità e profondità intellettuale. Negli anni più recenti aveva portato in scena La leggenda del santo bevitore di Joseph Roth, sotto la regia di Andrée Ruth Shammah, confermando un legame indissolubile con il teatro come spazio di ricerca e riflessione.

Pur considerando il teatro il suo territorio naturale, Carlo Cecchi ha lasciato un segno importante anche nel cinema d’autore. La sua interpretazione di Renato Caccioppoli in Morte di un matematico napoletano (1991) di Mario Martone resta una delle più intense della sua carriera e gli valse un David di Donatello speciale e la candidatura come miglior attore protagonista.

Nel corso degli anni ha lavorato, sempre con grande selettività, con “autori fuori mercato” – come li definì lui –  quali Bernardo Bertolucci (Io ballo da sola), Ferzan Özpetek (Il bagno turco), Cristina Comencini, Pupi Avati, Michele Soavi, François Girard, Valeria Golino (Miele), fino a Pietro Marcello (Martin Eden, 2019). In Miele, uno dei suoi ultimi ruoli cinematografici, interpreta un anziano professore che sceglie il suicidio assistito, affrontando con lucidità e pudore il tema della dignità nella malattia.

 

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