Emilio Fede è morto oggi 2 settembre 2025 a Segrate, in una struttura nella quale era ricoverato da tempo. Ad annunciare la scomparsa del giornalista, ex direttore del Tg4 è stata sua figlia Sveva. Le condizioni di salute di Fede, che aveva 94 anni, si erano aggravate rapidamente nelle ultime ore.
Fede, nato a Barcellona Pozzo di Gotto il 24 giugno 1931, è cresciuto a San Piero Patti, paese d’origine della sua famiglia. Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiae, si trasferì a Roma, dove completò gli studi classici e iniziò a muovere i primi passi nel giornalismo, collaborando con quotidiani romani e torinesi.

La sua carriera televisiva iniziò invece nel 1958 con la Rai, conducendo programmi come Il circolo dei castori. Divenne inviato speciale in Africa per otto anni, coprendo oltre 40 Paesi durante la decolonizzazione e le guerre civili. Negli anni Settanta e Ottanta ricoprì ruoli di rilievo al TG1, dirigendo la testata in occasione di storici eventi di cronaca come la caduta di Alfredino Rampi in un pozzo artesiano, a Vermicino.
Dopo il passaggio alla Fininvest, Fede diresse Videonews e Studio Aperto, portando il TG4 alla direzione nel 1992, incarico che mantenne fino al 2012. Durante la sua carriera, condusse diversi programmi di approfondimento e intrattenimento, tra cui Le grandi interviste, Sipario e speciali in prima serata. Celebre per la conduzione accesa e per l’allineamento politico a Silvio Berlusconi, fu spesso oggetto di critiche e parodie televisive.
Nella sua vita privata sposò Diana de Feo, giornalista e senatrice, dalla quale ebbe due figlie, Sveva e Simona. Nel corso degli anni affrontò anche problemi di salute e vicende giudiziarie complesse, tra cui il processo legato al cosiddetto “caso Ruby”, che si concluse con la detenzione domiciliare a causa dell’età avanzata.
Negli ultimi anni aveva continuato a collaborare con il mondo televisivo come ospite fisso e con rubriche di attualità, fino al ricovero in una RSA a causa dell’età avanzata. Non molto tempo fa aveva rievocato una celebre gaffe, quella su Saddam Hussein e Berlusconi.
