Eddie Murphy, protagonista di film come Beverly Hills Cop e Shrek, ha rivelato per la prima volta dettagli sul suo disturbo ossessivo-compulsivo nel nuovo documentario Being Eddie, attualmente disponibile su Netflix. A 64 anni, l’attore candidato all’Oscar ha scelto di condividere un aspetto della sua vita che per decenni è rimasto nascosto anche alle persone più vicine.
Nel documentario l’attore racconta di aver manifestato i primi sintomi di OCD durante l’infanzia a New York. “Andavo a controllare i fornelli in cucina e mi assicuravo che tutto il gas fosse spento. Poi mi sdraiavo per circa cinque minuti e mi rialzavo per tornare in cucina a controllare di nuovo i fornelli. Tornavo a letto, rimanevo lì altri cinque o dieci minuti e poi mi alzavo ancora per guardare i fornelli”, spiega Murphy con disarmante sincerità.
Il rituale compulsivo si ripeteva ogni notte per circa un’ora, sempre secondo lo stesso schema. “Lo facevo ogni sera. E mi dicevo semplicemente: “È solo una cosa strana che faccio”. Nessuno sapeva cosa facessi, neanche mia madre”, rivela l’attore.
Oltre al controllo ossessivo dei fornelli, Murphy ricorda anche che emetteva dei suoni involontari: “Facevo un suono strano, tipo uh-mm-mm, continuamente. Stavo lì a guardare la TV e facevo uh-mm, uh-mm”.
La svolta arrivò in modo del tutto casuale. “Un giorno stavo guardando il notiziario e c’era un servizio sull’OCD. E ho pensato: ‘Oh, è quello che faccio anch’io’. Poi mi sono detto: ‘Oh, è un disturbo mentale?’ E quando ho capito che era una forma di disturbo mentale, mi sono costretto a smettere di farlo.”, racconta Murphy nel documentario.
“Ho pensato: ‘Non lo farò più. Credevo di essere strano, non sapevo di avere una malattia mentale. Al diavolo. Io non ho nessuna malattia mentale. Malattia mentale un corno’. E mi sono forzato a smettere”.
Nonostante la determinazione nel voler superare il disturbo, Murphy ammette con onestà che alcuni comportamenti non sono mai completamente scomparsi. “Controllo ancora il gas ogni sera. Ma ogni tanto lo controllo due volte, e mi dico: ‘No, figlio di buona donna, non stai ricominciando con quella roba. Vai a letto”, scherza l’attore.

Nel documentario, Murphy offre anche una riflessione più profonda sul possibile legame tra la sua attenzione ossessiva ai dettagli e il suo talento comico. “Il senso dell’umorismo è in definitiva un acuto senso delle proporzioni. La persona divertente nota le cose per prima”, spiega l’attore, suggerendo che quella stessa caratteristica che gli causava disagio potrebbe aver contribuito al suo successo professionale.
La decisione di Murphy di parlare apertamente del suo disturbo ossessivo-compulsivo si inserisce in un più ampio movimento di personalità pubbliche che scelgono di condividere le proprie esperienze con la salute mentale, contribuendo a ridurre lo stigma. Tra gli esempi più recenti ad esempi, l’attore Caleb Landry Jones, attualmente nelle sale con Dracula, che ha affrontato lo stesso disturbo di Eddie Murphy.
Nel documentario Being Eddie l’attore ha raccontato anche un aneddoto di quando Robin Williams gli sconsigliò di fare un discorso potenzialmente problematico agli Oscar.
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