All’età di 21 anni Eleonora Giorgi ebbe una storia d’amore di qualche mese con l’attore Alessandro Momo, più giovane di lei di tre anni, che finì il 19 novembre 1974, quando lui morì in un incidente stradale a Roma, mentre era alla guida della moto che lei gli aveva prestato. Per questa ragione, dopo la morte di Momo, la Giorgi affrontò un procedimento giudiziario, perché per le leggi di allora, l’attore non avrebbe dovuto guidare quella tipologia di moto, visto che non aveva ancora compiuto 21 anni. Giorgi ci tiene a sottolineare che quello di Momo fu solo un tragico incidente e null’altro su cui si possa speculare. Ricorda Alessandro come un ragazzo buono, con il quale ebbe una storia speciale e che le cambiò la vita, anche con risvolti dolorosi.

In un’intervista a Il Tempo, riportata sul blog di Fabrizio Falconi, Eleonora Giorgi ha ricordato che a presentarli fu il fotografo Rino Petrosino, ma di Alessandro Momo aveva già sentito parlare da un suo amico, Piero Tosi, che era stato il costumista del film Malizia, in cui Momo affiancava una seducente Laura Antonelli. Tosi insisteva che lei e Alessandro avrebbero dovuto conoscersi, perché erano molto simili:
“Era vero. Tra noi fu un’intesa immediata. Mi ricordo che poi ci incontrammo di nuovo. In uno di quei negozietti di usato americano che a Roma, in quel periodo, erano al top… Tra i due, la più scapigliata ero certamente io, mentre lui aveva verso di me un atteggiamento molto protettivo. Per noi, l’importante era che avevamo trovato l’uno nell’altra il rapporto che ci era mancato: quello della complicità tra ragazzini. Io con la mia storia già serissima alle spalle, convivenza compresa, lui con un passato abbastanza simile. Ma soprattutto tutti e due, con la celebrità avuta così giovani, avevamo perso il rapporto con la nostra generazione, con i nostri coetanei. Ecco perché questa sensazione di uguaglianza, di riconoscersi identici fra tanti altri”

Giorgi aveva chiuso la sua relazione con il suo primo fidanzato, Gabriele, che frequentava da quando aveva tredici anni, mentre Momo si era lasciato alle spalle il rapporto con Gloria, una sua compagna di scuola. I due attori si frequentarono dall’inizio autunno del 1974, poi lei partì per un viaggio e prestò a Momo la sua moto, una CB 750 Four, rossa. Importata dal Belgio. che prima ancora era stata del suo ex. Gabriele le aveva insegnato a guidarla e quando si lasciarono, lei cercò e acquistò la moto, che nel frattempo era stata venduta ad un negozio a Trastevere. “Alessandro aveva avuto già la 350 e la 500, sempre dello stesso modello della mia 750, ma poi si era fermato là”

All’inizio dell’autunno del ’74 Eleonora torna a Roma dopo essere stata in Sicilia per le riprese de La Sbandata, il film di Salvatore Samperi (stesso regista che aveva diretto Momo in due dei suoi film più famosi, Malizia e Peccato Veniale) e parte per Londra con alcuni amici inglesi conosciuti da poco. Un lungo viaggio che la porterà poi a Parigi, Casablanca, Marrakech.
“Prima di andarmene lascio la moto ad Alessandro. Ero partita per un paio di settimane, ma finisce che sto fuori mesi. In cui non ci sentiamo, se non forse al volo, per un paio di volte, ma fra di noi era così. Sereni e felici. Gelosia zero. Certo, in quel periodo il nostro rapporto si era un po’ modificato, era inevitabile. Meno assidui, intendo, ma non meno vicini. Ovvio però che quando torno, come prima cosa lo chiamo. Per vederci, salutarci. Ma anche per la moto. A parte quella, a Roma non avevo altri mezzi per muovermi. Alessandro mi risponde che me l’avrebbe riportata il giorno dopo. Se ricordo bene, aveva una lezione privata nel primo pomeriggio. Però ricordo che un po’ glielo feci pesare, quel ritardo nella riconsegna. Con una battuta, come facevamo noi. “Ahò, me devi ridà la moto!” Mi disse che verso le sette di sera sarebbe stato da me, nella mia casetta da single di via Belsiana, tra via del Corso e Piazza di Spagna. Un posto che Sandro conosceva bene, ci veniva spesso, di notte, anche solo per chiacchierare.”

Non si rivedranno mai più. Il 19 novembre, intorno alle ore 14.00, Alessandro Momo ha un’incidente con la moto sul lungotevere Diaz, mentre tenta di sorpassare un taxi. Morirà la sera stessa, in ospedale. Giorgi prosegue il suo racconto.
“Arriva il giorno dopo, il 20 novembre. Sono le cinque, forse le sei del pomeriggio. Io sto da una mia amica. Mi chiama mio padre. “Alessandro è caduto con la moto. L’hanno portato al Santo Spirito” Io paralisi. Totale. Le cose traumatiche non riesco a ricordarmele. Non so bene perché. La separazione dei miei, Alessandro… niente. Nemmeno in analisi. Niente.”

Eleonora Giorgi ha poi ricordato il senso di frastornamento, le attenzioni dei media e la solitudine di quei giorni. Mentre era a casa, suonò la porta, lei andò ad aprire e trovò un paparazzo che iniziò a scattarle foto a raffica, anche se lei era in maglietta e mutande. Al dolore si sommarono poi le indagini giudiziarie sull’incidente, per stabilire se Eleonora avesse incautamente affidato la moto ad Alessandro, nonostante non avesse ancora l’età per portarla. L’attrice spiegò al giudice che Alessandro le aveva detto di essere più grande dei suoi 18 anni non ancora compiuti, cosa che poi fu confermata dai suoi familiari, i quali dissero che effettivamente l’attore aveva l’abitudine di aggiungersi qualche anno, soprattutto con le conoscenze femminili.
“La famiglia Momo confermò in pieno la mia tesi. Era vero, l’avevano saputo anche loro che Alessandro si aumentava gli anni. Sarà stato perché voleva fare il fico, o magari perché aveva un carattere molto deciso malgrado non fosse alto di statura… non so, fatto sta che mi aveva sempre detto di avere la mia stessa età, cosa in cui avevo creduto da subito! Anzi, forse, in certe occasioni, mi sembrava persino più grande di me… La famiglia di Alessandro ha sempre avuto una condotta estremamente riservata. Col tempo ci siamo persi, ma credo che la stima reciproca sia rimasta… ricordo che suo padre aveva anche lavorato col mio, ai tempi dei tempi”

Di quella storia, ha svelato Eleonora Giorgi, oltre ai ricordi le è rimasta una maglietta di Alessandro, “una chester rosa, di quelle con i tre bottoni sullo scollo”, che tiene nella sua casa in campagna. Oltre a questo le è rimasta la consapevolezza che Alessandro Momo non avesse avuto l’incidente la sua vita sarebbe stata diversa e probabilmente non si sarebbe ritrovata poi a lottare contro la dipendenza dall’eroina, negli anni successivi. In un’intervista video a Teledurruti infatti, Eleonora ha detto:
“Probabilmente la mia storia, la mia vita sarebbero state diverse, se non fosse successa questa cosa. Eravamo molto legati io e Alessandro e credo che se lui mi fosse stata accanto, avrei evitato dei terribili abissi nei quali sono caduta, forse anche in conseguenza della sua inaccettabile scomparsa”
Negli anni a seguire Eleonora si è sposata con Angelo Rizzoli, dal 1979 fino al 1984, poi con il collega Massimo Ciavarro, fino al 1996. Dopo la fine del matrimonio con Ciavarro, è stata legata sentimentalmente allo scrittore Andrea De Carlo. Eleonora Giorgi ha due figli, nati dai suoi due matrimoni. Sul finire degli anni ’80 decise di mettere da parte il cinema, anche a causa dei pesanti giudizi che le erano arrivati dopo che suo marito Angelo era risultato tra i personaggi celebri coinvolti nell’inchiesta sulla P2.
Nel 2018, Eleonora ha affidato un ultimo ricordo di Alessandro Momo a La Confessione di Peter Gomez:
“Alessandro, tu lo sai che io ti penso così spesso e sai anche che sei nel mio cuore. Sai anche quanto ero disperata che tu te ne fossi andato via così piccolo. Forse ti sei risparmiato tante cose, ma non hai potuto risparmiare un dolore abissale alla tua famiglia e alla tua splendida sorella. Ho continuato a parlarti per anni. Ti voglio molto bene”
