La recente scomparsa di Pippo Baudo ha innescato un aspro scontro tra l’ex moglie Katia Ricciarelli e la storica assistente del conduttore, Dina Minna, culminato in una diffida legale da parte di quest’ultima, dopo una serie di provocazioni da parte della soprano. Alla base del provvedimento, firmato dall’avvocato Jacopo Pensa, amico di Baudo e testimone dei fatti, è l’accusa rivolta dalla Ricciarelli a Minna di averle impedito i contatti con Baudo negli ultimi anni e di averla esclusa da ogni informazione sulla sua morte. Il legale precisa invece che fu lo stesso presentatore a voler interrompere i contatti con l’ex consorte.

La Ricciarelli, in diverse interviste, ha espresso il suo dolore per non essere stata informata neanche delle cause della morte dell’ex marito e ha criticato le disposizioni testamentarie di Baudo, ritendendole ingiuste. Minna infatti riceverà quasi un terzo dell’eredità divisa tra lei e i due figli del conduttore. Aveva aggiunto anche che forse aveva “sbagliato mestiere”, visto che le segretarie sono trattate così bene. Oltre all’eredità infatti, Minna aveva già avuto in dono due appartamenti da Baudo, agli inizi dei 2000. Ma l’avvocato Pensa, nella sua diffida ha chiarito: “I suoi giudizi sull’eredità, la Ricciarelli può tenerseli per sè: perchè la cosa non la riguarda”
La soprano ha affermato anche di non essere riuscita a mettersi in contatto con Baudo, negli ultimi tempi, insinuando che la Minna glielo impedisse.

Secondo quanto riportato dalla diffida invece, non era la Minna a impedire gli incontri tra la Ricciarelli e il presentatore. Sarebbe stato Baudo stesso a non volere contatti con l’ex moglie, impartendo precise istruzioni all’assistente. Stando a quanto riporta Il Giornale, l’avvocato Pensa sottolinea come la volontà di Baudo fosse nota anche ad altre persone, incluso lui stesso.
“Non le viene neppure in mente che Dina altro non faceva che seguire le indicazioni di Pippo che non voleva sapere di avere contatti con lei”
Baudo aveva manifestato queste intenzioni anche pubblicamente, come riporta il Corriere della Sera infatti, per Pippo il rapporto era chiuso:
“Per me il rapporto è completamente chiuso, lei invece ne parla sempre, mi rivolge appelli, qualche volta per attaccarmi, qualche volta per avvicinarsi. Io ritengo che quando una porta è chiusa – e si è chiusa per motivi seri profondi – è chiusa”
La diffida del legale di Dina Minna inoltre intima alla Ricciarelli di cambiare registro, soprattutto in vista di future interviste – tra cui una prevista a Verissimo, questo weekend – pena azioni legali. A Repubblica, oltre ad aver confermato la diffida, l’avvocato ha detto:
“L’intervista è stata già registrata, Mediaset sa che c’è una lamentela di questa signora, quello che interferisce nella privacy è completamente rigettato dall’interessata. Vedremo come viene questa intervista e decideremo. Gli eventuali passi successivi? Saranno congrui rispetto a quello che lei dirà. Se saranno cose denigranti o che offendono la dignità di Minna e di Pippo si reagirà in qualche modo”.

Dina Minna ha iniziato a lavorare con Baudo verso la fine degli anni ’80, quando era giovanissima e gli organizzava gli appuntamenti, filtrava le telefonate e lo aiutava a gestire le terapie. Ha anche organizzato le esequie, tra la camera ardente a Roma e i funerali in Sicilia. Lei ha sempre detto che Pippo per lei era “come un padre”, ma Ricciarelli su questo ha replicato: “Non mi risulta”
