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Home » Personaggi » Ex autore di South Park contro Trump: lancia un sito per mandare in guerra il figlio Barron

Ex autore di South Park contro Trump: lancia un sito per mandare in guerra il figlio Barron

Ex sceneggiatore di South Park crea sito satirico DraftBarronTrump.com che chiede l'arruolamento del figlio del presidente durante l'operazione Epic Fury contro l'Iran.
Carlotta DeianaDi Carlotta Deiana4 Marzo 2026
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Barron Trump
Barron Trump (Youtube)
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Mentre i primi soldati americani perdevano la vita nell’Operazione Epic Fury, la campagna militare statunitense-israeliana contro l’Iran lanciata dal presidente Donald Trump, un ex sceneggiatore di South Park ha deciso di lanciare una provocazione che è diventata rapidamente virale sui social media. Toby Morton, 50 anni, comico e autore che ha lavorato nello staff creativo della serie d’animazione tra il 2001 e il 2003, ha registrato il dominio DraftBarronTrump.com, un sito satirico che chiede l’arruolamento del figlio più giovane del presidente.

Barron Trump
Barron Trump (da Youtube)

Il sito si apre con un tono fintamente solenne e pomposo, che riecheggia la retorica trumpiana: “L’America è forte perché i suoi leader sono forti. Il presidente Trump lo dimostra ogni giorno. Naturalmente, suo figlio Barron è più che pronto a difendere il Paese che suo padre comanda con tanta audacia. Il servizio è un onore. La forza è ereditaria“. La formula di chiusura, volutamente storpiata in “Dog Bless Barron” invece di “God Bless“, aggiunge un ulteriore livello di ironia alla provocazione.

Morton, che si definisce “creatore di siti web antifascisti“, gestisce circa cinquanta domini di satira politica, avendo preso di mira in passato figure come Elon Musk, l’ex governatore di New York Andrew Cuomo, il governatore della Florida Ron DeSantis e Marjorie Taylor Greene. Il suo ultimo progetto include una serie di false testimonianze attribuite ai membri della famiglia Trump, scritte in un linguaggio volutamente assurdo. Donald Trump Jr. viene citato mentre dichiara: “Questo momento riguarda davvero Barron, ok? Lo è sempre stato. Lui rappresenta forza, coraggio e servizio. Onorerò quel sacrificio a modo mio, principalmente parlandone da una distanza di sicurezza”. Eric Trump, invece, viene rappresentato mentre divaga incoerentemente sulle frittelle.

Il lancio del sito ha coinciso con la diffusione della notizia delle prime vittime americane del conflitto con l’Iran: tre militari uccisi e cinque gravemente feriti nella seconda giornata dell’operazione Epic Fury. In contemporanea, l’hashtag SendBarron ha iniziato a salire nelle tendenze nazionali americane, con migliaia di utenti dei social media che si sono chiesti perché il figlio del presidente non dovrebbe servire il paese insieme ai soldati che suo padre ha mandato in battaglia.

Donald Trump
Donald Trump (depositphotos)

La questione tocca un nervo scoperto nella storia familiare dei Trump. Il presidente stesso ha ricevuto cinque rinvii per evitare il servizio militare durante la guerra del Vietnam: quattro per motivi educativi e uno medico, dopo che un esame fisico aveva riscontrato speroni ossei in entrambi i talloni. L’ex avvocato di Trump, Michael Cohen, ha testimoniato che quando chiese documentazione medica per comprovare la diagnosi degli speroni ossei, Trump non ne fornì alcuna e disse che non c’era stata alcuna operazione. Nonostante la natura presumibilmente temporanea della condizione, Trump fu formalmente dichiarato non idoneo al servizio militare, classificato come 4-F, entro il 1972. Le figlie del podologo del Queens che firmò la diagnosi originale hanno successivamente dichiarato ai giornalisti che loro padre l’aveva fornita come favore a Fred Trump, il padre del futuro presidente.

Barron Trump, diciannovenne studente del secondo anno alla Stern School of Business della New York University nel campus di Washington DC, non ha dato alcuna indicazione pubblica che il servizio militare rientri nei suoi piani. Il giovane Trump è notoriamente schivo, non ha alcuna presenza sui social media e, secondo quanto riferito, mantiene un profilo basso nel campus universitario. Le sue rare apparizioni pubbliche tendono a essere eventi famigliari obbligati, come il veglione di Capodanno a Mar-a-Lago, dove è stato fotografato tra i genitori con un’espressione visibilmente a disagio, o il discorso sullo Stato dell’Unione del 24 febbraio scorso.

Il sito di Morton include nella parte inferiore della pagina diversi link che richiedono donazioni, tra cui collegamenti a PayPal e Venmo. Nella sezione “About US”, con le lettere maiuscole che trasformano il tradizionale “Su di noi” in un gioco di parole che significa “Sugli Stati Uniti”, si legge: “Questo sito rende omaggio alle voci più forti e coraggiose in tempo di guerra. Quando il potere viene proiettato all’estero, è giusto che la forza esista anche in patria. Se state cercando geni comprovati, coraggio ereditato e determinazione indiscutibile, non cercate oltre la famiglia Trump. La leadership inizia da qualche parte“. Questa sezione è corredata da foto di Donald Trump che dorme. 

Al momento non ci sono state proposte per reintrodurre la leva obbligatoria per sostenere gli sforzi militari americani. Le forze armate statunitensi sono diventate completamente volontarie nel 1973. Tuttavia, tutti gli uomini americani di età compresa tra i 18 e i 25 anni sono ancora tenuti per legge a registrarsi al Selective Service System, che mantiene un database di uomini in età militare nel caso in cui la coscrizione dovesse mai diventare necessaria. Barron Trump, avendo compiuto 18 anni il 20 marzo 2024, rientrerebbe in questa fascia d’età.

Barron Trump
Barron Trump

Anche qualora venisse ripristinata una leva obbligatoria, Barron probabilmente sarebbe esente a causa della sua altezza di 2 metri e 6 centimetri. L’esercito statunitense impone un requisito di altezza massima di 2 metri e 3 centimetri a causa delle difficoltà che le persone più alte incontrano nell’adattarsi comodamente ai veicoli militari come aerei o carri armati. Il sito di Morton, tuttavia, non entra in questi dettagli tecnici, mantenendo il focus sulla provocazione satirica e sulla raccolta di firme attraverso un modulo che trasforma di fatto la pagina in una petizione.

Quando Barron Trump compare nelle notizie, è quasi sempre per ragioni completamente estranee alla geopolitica. All’inizio del 2025, il giovane Trump è emerso come testimone a sorpresa in un processo per stupro e aggressione a Londra. Aveva chiamato i servizi di emergenza britannici nelle prime ore del 18 gennaio 2025 per segnalare di aver assistito tramite FaceTime all’aggressione di una donna che conosceva. La donna ha successivamente testimoniato che Barron aveva “contribuito a salvarle la vita“.

La Casa Bianca e Toby Morton non hanno risposto alle richieste di commento da parte della stampa americana. Nel frattempo, il post Instagram che annunciava l’apertura del sito è diventato rapidamente virale, ricevendo una pioggia di reazioni e commenti, molti dei quali ironici incoraggiamenti rivolti al figlio del presidente. L’iniziativa si inserisce in un momento di crescente dibattito pubblico sull’atteggiamento del presidente Trump nei confronti dei militari americani caduti in servizio, con numerose critiche per quella che viene percepita come una apparente indifferenza verso i soldati uccisi durante le operazioni che lui stesso ha ordinato.

A proposito di Donald Trump, sapete che la nipote dello stesso Presidente USA, che è una psicologa, ha espresso forti preoccupazioni per la sua salute mentale.

Carlotta Deiana
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Nata a Bologna nel 1987, è la coordinatrice editoriale e responsabile social di Cinemaserietv.it, che fa parte del network Digital Dreams Srl che Carlotta ha co-fondato. Dopo essersi laureata nel 2013 in Archeologia e Culture del Mondo Antico presso l'Università degli Studi di Bologna e lavorato in quell'ambito all'estero per qualche anno, torna in Italia per perseguire la sue seconda passione, quella per il cinema e le serie TV, che ha coltivato sin da piccola anche grazie ai genitori amanti del genere horror. Nel 2019 ha frequentato un Master di Comunicazione all'Università degli Studi Roma Tre, finalizzato ad approfondire le sue coscienze sul mondo dei social media e della comunicazione digitale. Negli ultimi cinque anni ha collaborato attivamente con Movieplayer.it come editor e redattrice, per poi co-fondare dei progetti editoriali tutti suoi sotto il network di Digital Dreams Srl.

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