Francesco Totti alle prese con il controllo della prostata, tra sudori freddi, minacce al medico e una camminata decisamente poco elegante: l’ex capitano della Roma ha raccontato un episodio che ha come protagonista la sua paura per le visite mediche e come complice Vito Scala, amico storico capace di trasformare un controllo di routine in un’avventura epica degna di una commedia all’italiana.
Totti ha narrato l’accaduto in occasione della presentazione del suo nuovo libro, Oltre, scritto con Alessandro Alciato, al Brancaccio di Roma. La vicenda comincia con una visita al figlio di Scala, che deve sottoporsi a un piccolo intervento. Quando arriva il medico, l’amico decide che è il momento giusto per occuparsi anche della salute di Francesco, che ha ormai cinquant’anni e dovrebbe effettuare il controllo della prostata. Totti, però, non sembra particolarmente entusiasta dell’iniziativa.
“Vito, siccome è un – scusate il termine – (omissis) con la C maiuscola, ma veramente pesante, fa tremila battute e se ne esce: “Controlla Francesco, perché c’ha cinquant’anni e deve fa’ il controllo della prostata”. Lui sa che io per queste cose impazzisco: tra punture e controlli alla prostata, devi sta’ almeno a due metri de distanza!”
La strategia dell’amico funziona fin troppo bene. Totti è terrorizzato dall’idea della visita e, quando si trova davanti al medico, sbianca.
“Arriva questo dottore, che sarà stato de du’ metri, e c’aveva un pollice così… [alza il microfono e lo porge verso il pubblico, ndr]. Io ho detto: “Scusami tanto, che cosa vuoi fa’ tu con quest’arnese?”. Perché poi, appena c’aveva confidenza, ce provava… “Nun t’azzardà minimamente, perché te uccido!”. Lo odiavo già, perché il solo pensiero che lui… c’avevo la pelle d’oca, sudavo freddo. Ho detto: “A me mò me ricoverano, rimango qua, al posto del fijo de Vito…”».
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Il momento più difficile arriva però quando il medico gli chiede di mettersi in posizione. A quel punto, il racconto di Totti diventa una sequenza di proteste e immagini improbabili, con l’ex capitano che cerca di descrivere la propria reazione senza rinunciare alla sua consueta autoironia.
“Vabbè, poi mi mette in posizione. Lui mi fa: “Alza la gamba, alza la gamba!”. Ma quale alza la gamba? Io la chiudo, la gamba! Stavo così [alza la gamba] ma proprio… sembravo un paguro, hai visto come faccio il paguro?”
Il paragone con il crostaceo è soltanto l’inizio. Totti racconta anche la difficoltà di affrontare il momento in cui il medico procede con la visita, mentre lui cerca di prepararsi mentalmente all’inevitabile
“Va a prende’ la crema, poi vedo che cerca di entrare dentro e mi dice: “Non indurisca”. “Ma che indurire? Ancora devi entrare, io qua sto!” Alla fine, piano piano entra… E la mia faccia era così. Non potete capì: sono morto. Sono rimasto così per dieci minuti”
Alla fine, comunque, la visita si conclude. E se il peggio è passato, resta da affrontare il viaggio di ritorno, con una controindicazione decisamente poco elegante.
“Mi ha messo un po’ di ghiaccio e poi me ne sono andato. Camminavo tipo un pinguino, capito? [Mima la classica andatura caracollante, ndr] Stavo sulla moto col ghiaccio, tutto… Mi ha detto: “Vienimi a trovare, dai”, e io: “Scusa, ma anche no…””
Nel suo libro Totti ha raccontato anche un’altra esperienza medica decisamente meno allegra, il covid. Nello specifico ha raccontato di quando era in condizioni davvero complicate, ma una telefonata di Pier Silvio Berlusconi gli salvò indirettamente la vita.
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Un racconto straripante, intriso della verve tutta capitolina del “Pupone”… la vis comica dell’idolo romanista appare sin da subito inarrestabile, testimoniata com’è dalle fragorose risate del pubblico, e sembra quasi di trovarsi trasportati sul set di un classico della commedia all’italiana come Il medico della mutua, con Alberto Sordi, tra visite maldestre e pazienti recalcitranti.
