Giampiero Mughini esprime un orientamento politico che lo colloca nella coalizione di sinistra sebbene non sia chiaro il preciso partito di appartenenza. In passato è stato tra i fondatori di testate di sinistra, come Il Manifesto e Lotta Continua, ma negli anni ’80 ha preso le distanze dalla sinistra extraparlamentare di cui era esponente. Ha espresso tuttavia forti simpatie per Silvio Berlusconi. Svariate volte il giornalista italiano si è lasciato andare a dichiarazioni estremamente dure nei confronti dei politici contemporanei, spesso paragonati a quelli del passato – e il confronto è risultato essere impietoso per i politici di oggi.
Nel corso di un’intervista con HuffPost Italia Giampiero Mughini ha parlato del Movimento 5 Stelle e ha dichiarato: “I 5 Stelle? Li considero il nulla sotto forma di declamazione populistica”. A proposito della politica di oggi, invece, il giornalista ha affermato: “La politica di oggi mi annoia! Salvini? È triste stilisticamente e antropologicamente che sia lui a rappresentare la Lombardia, il cuore produttivo del Paese. Berlusconi mi sta immensamente simpatico. È uno che ha creato un impero. Sono anni che lavoro a Mediaset e con la Rai non c’è confronto: vedi ragazzi assunti non dai partiti, ma perché hanno voglia di lavorare”.
Infine, a proposito di Matteo Renzi, Giampiero Mughini ha detto: “Renzi è finito? Niente affatto. La storia della politica è piena di resurrezioni: de Gaulle, Churchill, Fanfani”. In relazione al rapporto tra gli intellettuali e la politica, il giornalista ha rivelato: “Gli intellettuali politici sono stati tutti dei buffoni, compreso Pasolini”.
Giampiero Mughini è stato tra i fondatori del periodico Il Manifesto nonché direttore responsabile di Lotta Continua, giornale dell’omonimo movimento della Sinistra extraparlamentare. Negli anni Ottanta matura la decisione di separarsi dagli ambienti di quella Sinistra che ha segnato quasi vent’anni della sua militanza politica, sancendola con un pamphlet dal titolo Compagni, addio. Lettera aperta alla Sinistra. Anni dopo criticherà duramente Lotta continua nel libro Gli anni della peggio gioventù. L’omicidio Calabresi e la tragedia di una generazione, uscito nel 2009. Con riferimento all’omicidio Calabresi denuncerà l’ipocrisia innocentista di intellettuali e giornalisti nei confronti di Adriano Sofri, pur non ritenendo provata la sua colpevolezza
Giampiero Mughini esprime un orientamento politico che lo colloca nella coalizione di sinistra sebbene non sia chiaro il preciso partito di appartenenza. In passato è stato tra i fondatori di testate di sinistra, come Il Manifesto e Lotta Continua, ma negli anni ’80 ha preso le distanze dalla sinistra extraparlamentare di cui era esponente. Ha espresso tuttavia forti simpatie per Silvio Berlusconi. Svariate volte il giornalista italiano si è lasciato andare a dichiarazioni estremamente dure nei confronti dei politici contemporanei, spesso paragonati a quelli del passato – e il confronto è risultato essere impietoso per i politici di oggi.
Nel corso di un’intervista con HuffPost Italia Giampiero Mughini ha parlato del Movimento 5 Stelle e ha dichiarato: “I 5 Stelle? Li considero il nulla sotto forma di declamazione populistica”. A proposito della politica di oggi, invece, il giornalista ha affermato: “La politica di oggi mi annoia! Salvini? È triste stilisticamente e antropologicamente che sia lui a rappresentare la Lombardia, il cuore produttivo del Paese. Berlusconi mi sta immensamente simpatico. È uno che ha creato un impero. Sono anni che lavoro a Mediaset e con la Rai non c’è confronto: vedi ragazzi assunti non dai partiti, ma perché hanno voglia di lavorare”.
Infine, a proposito di Matteo Renzi, Giampiero Mughini ha detto: “Renzi è finito? Niente affatto. La storia della politica è piena di resurrezioni: de Gaulle, Churchill, Fanfani”. In relazione al rapporto tra gli intellettuali e la politica, il giornalista ha rivelato: “Gli intellettuali politici sono stati tutti dei buffoni, compreso Pasolini”.
Giampiero Mughini è stato tra i fondatori del periodico Il Manifesto nonché direttore responsabile di Lotta Continua, giornale dell’omonimo movimento della Sinistra extraparlamentare. Negli anni Ottanta matura la decisione di separarsi dagli ambienti di quella Sinistra che ha segnato quasi vent’anni della sua militanza politica, sancendola con un pamphlet dal titolo Compagni, addio. Lettera aperta alla Sinistra. Anni dopo criticherà duramente Lotta continua nel libro Gli anni della peggio gioventù. L’omicidio Calabresi e la tragedia di una generazione, uscito nel 2009. Con riferimento all’omicidio Calabresi denuncerà l’ipocrisia innocentista di intellettuali e giornalisti nei confronti di Adriano Sofri, pur non ritenendo provata la sua colpevolezza
