Giancarlo Giannini è stato uno degli ospiti più attesi della 72esima edizione del Taormina Film Festival 2026, dove è salito sul palco del Teatro Antico per ricevere un riconoscimento alla carriera. Dei vari temi toccati, uno in particolare ha catturato l’attenzione di pubblico e stampa: il commento alle recenti dichiarazioni di Francesco De Gregori, circa l’eccessiva politicizzazione degli artisti.
L’attore non ha avuto dubbi, sostenendo in pieno la testi del cantautore capitolino:
“De Gregori ha perfettamente ragione. Già non ne capiscono i politici, adesso ci si mettono pure i cantanti o gli attori. Sono d’accordo con lui, lo ammiro. Lo dico da un sacco di tempo. Un artista dovrebbe esprimere il suo credo politico? Pensasse a fare il suo mestiere. Siccome faccio l’attore e sono conosciuto, adesso influenzo pure gli altri. Ma se già abbiamo i politici che non sanno neanche loro parlare“.
La polemica, nata a margine della presentazione del documentario di Stefano Pistolini, Nevergreen, lo scorso maggio, ha polarizzato il mondo della cultura italiana che si è spaccato in pro e contro De Gregori, il quale aveva puntato il dito contro Bruce Springsteen per la sua campagna anti-Trump:
“Provo sempre un imbarazzo quando un uomo di spettacolo vuole schierarsi in maniera così netta su questioni internazionali di guerra. C’è bisogno che Springsteen dica che è contro un’amministrazione Trump? Non credo.
Il mondo che ci sta intorno va analizzato con estrema cura e il proclama buttato giù dal palco, anche scritto in un appello, mi lascia abbastanza indifferente. È un ruolo che non mi sento di condividere. Non voglio né dare né prendere lezioni da nessuno, tanto meno da un uomo di spettacolo. Che titoli ha per farlo?”.
A prendere le parti del musicista, colleghi come Enrico Ruggeri e giornalisti come Walter Veltroni, che hanno ribadito come l’arte sia libera e in grado di rappresentare solo sé stessa. Di diverso avviso autori come Morgan, Elisa, Piero Pelù e Daniele Silvestri per i quali la politica, intesa come impegno e partecipazione a problematiche sociali molto forti, può essere una delle fonti di ispirazioni di un artista.
Al Festival di Taormina 2026 l’attore ottantatreenne, candidato all’Oscar per Pasqualino Settebellezze, ha presentato Baracoa, opera prima del regista cubano Luis Ernesto Doñas scritta da Filippo Ascione, scomparso pochi mesi fa, e proiettata fuori concorso.
