Gino Paoli ha raccontato più volte il suo rapporto istintivo con il denaro e, di riflesso, la sua passione per le automobili, vissuta senza troppi calcoli. A ricordarlo è anche un aneddoto raccontato in famiglia: in casa avevano dovuto mettere della gommapiuma in garage perché, tra manovre poco precise e distrazioni, finiva spesso per ammaccare le auto.
Visualizza questo post su Instagram
Il tema, raccontato in un’intervista di Repubblica, è soprattutto il modo in cui Paoli ha sempre gestito i soldi. Sua moglie Paola Penzo ha spiegato che Gino non ha mai avuto un vero senso del valore economico e tendeva a sperperare denaro senza pensarci troppo.
“Quando Niccolò era piccolo e gli chiedeva i soldi per andare a mangiare la pizza gli dava solo 5.000 lire perché era tutto quello che gli rimaneva perché aveva dato 50.000 lire al lavavetri”
Da giovane, quando iniziò a guadagnare con la musica, preferiva ricevere compensi in contanti e usarli subito. Un episodio racconta bene questo atteggiamento: entrò in un concessionario vestito in modo semplice e venne indirizzato verso le utilitarie, ma tirò fuori una grossa somma di denaro e comprò una Austin-Healey 3000, una delle sue prime auto importanti.
“Ho preso una Austin-Healey 3000 alla quale non ho mai trovato la seconda perché essendo una macchina inglese aveva le marce diverse. Sono partito da Genova e l’ho fusa a Voghera!”
Le macchine, in effetti, sono state a lungo una vera passione. Nel corso degli anni, infatti, Gino Paoli ha posseduto modelli di ogni tipo, dalle sportive come Porsche e Ferrari, fino a vetture più eleganti come la Flaminia Touring e la Triumph TR3. Tra tutte, però, quella a cui è rimasto più legato è l’Alfa Romeo Giulietta Spider, simbolo di un’epoca e di una generazione che vedeva nell’auto anche un’idea di libertà.
Con il tempo, questo rapporto è cambiato. Dopo aver speso molto in automobili, lo stesso Paoli ha raccontato di aver smesso di inseguire modelli sempre più prestigiosi, arrivando a una visione più pratica: l’auto come semplice mezzo per spostarsi. Da qui la scelta di puntare su qualcosa di più comodo e affidabile, come il Range Rover: “Mai problemi, viaggia sempre, è comoda, silenziosa, puoi fare dei gran chilometri e non te ne accorgi”
A proposito, conoscete tutta la storia di Gino Paoli e della pallottola che ha tenuto nel cuore per più di sessant’anni?
Gino Paoli ha raccontato più volte il suo rapporto istintivo con il denaro e, di riflesso, la sua passione per le automobili, vissuta senza troppi calcoli. A ricordarlo è anche un aneddoto raccontato in famiglia: in casa avevano dovuto mettere della gommapiuma in garage perché, tra manovre poco precise e distrazioni, finiva spesso per ammaccare le auto.
Visualizza questo post su Instagram
Il tema, raccontato in un’intervista di Repubblica, è soprattutto il modo in cui Paoli ha sempre gestito i soldi. Sua moglie Paola Penzo ha spiegato che Gino non ha mai avuto un vero senso del valore economico e tendeva a sperperare denaro senza pensarci troppo.
“Quando Niccolò era piccolo e gli chiedeva i soldi per andare a mangiare la pizza gli dava solo 5.000 lire perché era tutto quello che gli rimaneva perché aveva dato 50.000 lire al lavavetri”
Da giovane, quando iniziò a guadagnare con la musica, preferiva ricevere compensi in contanti e usarli subito. Un episodio racconta bene questo atteggiamento: entrò in un concessionario vestito in modo semplice e venne indirizzato verso le utilitarie, ma tirò fuori una grossa somma di denaro e comprò una Austin-Healey 3000, una delle sue prime auto importanti.
“Ho preso una Austin-Healey 3000 alla quale non ho mai trovato la seconda perché essendo una macchina inglese aveva le marce diverse. Sono partito da Genova e l’ho fusa a Voghera!”
Le macchine, in effetti, sono state a lungo una vera passione. Nel corso degli anni, infatti, Gino Paoli ha posseduto modelli di ogni tipo, dalle sportive come Porsche e Ferrari, fino a vetture più eleganti come la Flaminia Touring e la Triumph TR3. Tra tutte, però, quella a cui è rimasto più legato è l’Alfa Romeo Giulietta Spider, simbolo di un’epoca e di una generazione che vedeva nell’auto anche un’idea di libertà.
Con il tempo, questo rapporto è cambiato. Dopo aver speso molto in automobili, lo stesso Paoli ha raccontato di aver smesso di inseguire modelli sempre più prestigiosi, arrivando a una visione più pratica: l’auto come semplice mezzo per spostarsi. Da qui la scelta di puntare su qualcosa di più comodo e affidabile, come il Range Rover: “Mai problemi, viaggia sempre, è comoda, silenziosa, puoi fare dei gran chilometri e non te ne accorgi”
A proposito, conoscete tutta la storia di Gino Paoli e della pallottola che ha tenuto nel cuore per più di sessant’anni?
