Dopo la scomparsa di Pippo Baudo tantissimi artisti hanno affidato ai social ricordi e messaggi di affetto. Tra loro Pupo è andato decisamente controcorrente e, nel rivolgere il suo ultimo saluto al conduttore, si è tolto qualche sassolino dalla scarpa spiegando che tra i tanti “Nessuno è uscito fuori dal coro dell’apologia. Anche io, che non ho mai fatto parte di nessun coro desidero ringraziare Pippo Baudo per tutto ciò che ha fatto per la musica italiana, ma soprattutto desidero ringraziarlo per non avermi mai considerato o aiutato”
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In un lungo post su Instagram, il cantante ha raccontato come Baudo non abbia mai creduto in lui e, anzi, lo avesse trovato antipatico sin dagli inizi della sua carriera.
“Ricordo quando mi disse che gli stavo antipatico e, soprattutto, gli stava antipatico il mio nome d’arte: Pupo. Il più grande talent scout di tutti i tempi aveva sentenziato già negli anni ’80 la mia fine”
Quella bocciatura, però, non lo fermò. “Ci rimasi malissimo, ma non mi buttai giù – prosegue – anzi, mi rimboccai le maniche e ricominciai a combattere”. Da quell’esperienza Pupo dice di aver tratto la forza che gli ha permesso di resistere e costruire una carriera cinquantennale.
“Senza di te, probabilmente, non avrei mai trovato quella tenacia e quella forza di reagire che oggi mi permettono di festeggiare i 50 anni di carriera e di essere sempre un Pupo”
Il saluto finale però è rispettoso: “Che la terra ti sia lieve, grandissimo uomo e monumentale artista”
Il post di Pupo ha suscitato commenti opposti, tra chi ha apprezzato la sua sincerità e chi ha criticato il suo le sue parole sostenendo che in questo momento siano di cattivo gusto. Un utente su Instagram ha scritto:
“Le lacrime di coccodrillo mi hanno sempre disgustato, ma è nulla in confronto al rumore di fondo di un artista di piccolo cabotaggio che alza la voce per provare a farsi notare nel momento del cordoglio. Ti avrei apprezzato se avessi pronunciato queste parole quando il destinatario aveva ancora la facoltà di rispondere, ma è proprio in momenti come questi che si percepisce lo spessore dell’uomo prima che dell’artista. E in questa speciale classifica, evidentemente, non sei certo nei primi posti”
In una precedente intervista al Corriere della Sera, Ghinazzi dichiarò che anche lui detestava il nome d’arte Pupo e così anche il suo amico Gianni Morandi. E riguardo un episodio con Baudo, raccontò:
“Non lo sopportavo, volevo cancellarlo e nel 1992 ci sono riuscito, solo per la settimana di Sanremo. Il mio amico Morandi da un mese mi aveva fatto una testa così: “Devi finirla con questo Pupo, basta con quella vocina”. Sul palco Pippo Baudo mi presentò: “Ecco a voi Enzo Ghinazzi”. Vidi gli sguardi perplessi delle persone in prima fila. Sentii distintamente: “Ma chi diavolo è Enzo Ghinazzi?”. “Oh, ma quello è Pupo!”. E compresi di aver fatto la più grande sciocchezza della mia vita. Tanto che mi buttarono fuori la prima sera. Mi telefonò Mogol: “Chi è quel cretino che ti ha consigliato di cambiare nome?”
Di recente Pupo ha svelato quanti soldi ha perso al gioco d’azzardo.
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