Hayden Panettiere è diventata madre a 25 anni, quando nel dicembre 2014 è nata Kaya Evdokia Klitschko, avuta dall’allora compagno Wladimir Klitschko, ex campione mondiale dei pesi massimi. Negli anni successivi, il fatto che la figlia vivesse principalmente con il padre ha alimentato speculazioni e giudizi sulla vita privata dell’attrice. Panettiere ha però sempre respinto l’idea di aver “abbandonato” sua figlia, spiegando che dietro quella scelta c’era uno dei periodi più difficili della sua vita.
Panettiere e Klitschko avevano iniziato a frequentarsi nel 2009 e, dopo una prima separazione, si erano riavvicinati fino ad annunciare il fidanzamento nel 2013. Non si sono mai sposati e la loro relazione è terminata definitivamente nel 2018, quando Kaya aveva circa quattro anni. Fu in quel periodo che la bambina andò a vivere principalmente con il padre.
La decisione arrivò mentre l’attrice scomparsa ieri all’età di 37 anni, stava affrontando problemi personali molto seri. Dopo la nascita della figlia, l’attrice parlò pubblicamente della depressione post-partum che l’aveva colpita, arrivando a sottoporsi a un trattamento specifico. Negli anni successivi avrebbe raccontato anche la propria dipendenza da alcol e oppioidi e il lungo percorso intrapreso per uscirne.
Proprio le sue condizioni furono determinanti nella scelta riguardante Kaya. Panettiere ha raccontato di aver ritenuto che, in quel momento, sua figlia avesse bisogno di una stabilità che lei non era in grado di garantirle. Sapeva invece che con Klitschko la bambina sarebbe stata al sicuro e avrebbe avuto accanto un genitore in grado di occuparsi di lei mentre l’attrice cercava di rimettere insieme la propria vita.
Come ricostruisce Men’s Journal, negli anni, tuttavia, Panettiere ha dovuto fare i conti con una narrazione molto diversa. Il fatto che Kaya vivesse con il padre è stato spesso sintetizzato come una rinuncia alla figlia, una lettura contro la quale l’attrice si è espressa più volte. Vivere lontano da Kaya, ha spiegato, non significava aver smesso di essere sua madre né aver deciso di scomparire dalla sua vita.
La distanza geografica ha inevitabilmente reso il loro rapporto diverso da quello di una madre e una figlia che condividono la quotidianità. Panettiere ha raccontato di aver continuato a vedere Kaya quando possibile e di aver mantenuto il contatto con lei anche attraverso le videochiamate. Allo stesso tempo, ha cercato di proteggere il più possibile la bambina dall’esposizione mediatica.

Un ruolo fondamentale in questo equilibrio lo ha avuto proprio Wladimir Klitschko. Nonostante la fine della loro relazione sentimentale, Panettiere ha continuato a parlare dell’ex compagno con grande rispetto per quanto riguarda il suo ruolo di padre. La fiducia che riponeva in lui fu uno degli elementi che le permisero di accettare una situazione che, sul piano personale, rimaneva estremamente dolorosa.
La scelta di tenere Kaya lontana dai riflettori era legata anche all’esperienza personale di Panettiere. L’attrice aveva iniziato a lavorare quando era ancora piccolissima, crescendo davanti alle telecamere prima ancora di poter decidere autonomamente se quella fosse davvero la vita che desiderava. Non sorprende quindi che abbia cercato di garantire alla figlia un’infanzia molto più privata della propria.
Negli ultimi tempi, tuttavia, Panettiere aveva iniziato a condividere qualche dettaglio in più sul loro rapporto. All’inizio del 2026 aveva raccontato, per esempio, che Kaya mostrava una certa curiosità nei confronti della recitazione. Una prospettiva che suscitava sentimenti contrastanti nella madre, proprio perché conosceva in prima persona sia le opportunità sia le difficoltà di crescere nell’industria dello spettacolo.
Aveva raccontato anche un particolare molto più intimo e quotidiano: Kaya qualche volta la chiamava “Brittany” invece di “mamma”, un soprannome nato come scherzo privato tra loro. Piccoli racconti che offrivano un’immagine del loro legame molto diversa da quella costruita negli anni attorno alla distanza fisica tra madre e figlia.
Nelle interviste rilasciate prima della sua scomparsa, Panettiere continuava infatti a parlare di Kaya come di una presenza fondamentale della propria vita. Il loro rapporto era stato inevitabilmente modellato dalla distanza, dalle difficoltà attraversate dall’attrice e dalla scelta di proteggere la privacy della bambina, ma non era mai stato interrotto.
