A quasi un mese dalla morte di Hayden Panettiere, l’indagine si estende dalla South Carolina a Los Angeles e si concentra sulla provenienza delle sostanze che potrebbero aver avuto un ruolo nel decesso dell’attrice. Secondo le ultime indiscrezioni emerse oggi 14 settembre, gli investigatori ritengono che Panettiere possa aver assunto una pillola di ossicodone contaminata con fentanyl poche ore prima di morire. La causa ufficiale della morte, tuttavia, non è stata ancora stabilita.
Panettiere, che avrebbe compiuto 37 anni qualche giorno dopo la sua scomparsa, è stata trovata priva di sensi il 16 agosto 2026 all’interno di un airbnb di Greenville, in South Carolina. I soccorritori l’hanno trovata in arresto cardiaco e hanno tentato di rianimarla, senza successo. L’autopsia effettuata il giorno successivo non ha rilevato traumi che possano aver contribuito alla morte, mentre causa e modalità del decesso restano in attesa degli ulteriori accertamenti, compresi gli esami tossicologici.
La DEA (Drug Enforcement Administration) sta collaborando all’indagine con il Dipartimento della Polizia di Greenville, che rimane l’agenzia responsabile del caso. Le indagini si sono progressivamente concentrate sulla provenienza delle sostanze che Panettiere potrebbe aver assunto e, in particolare, su un possibile fornitore a Los Angeles.
Secondo quanto riferito oggi da TMZ, citando diverse fonti delle forze dell’ordine, Panettiere avrebbe avuto da tempo un fornitore a Los Angeles dal quale avrebbe acquistato sul mercato nero farmaci da prescrizione, tra cui ossicodone. Gli investigatori ritengono che l’attrice possa aver assunto alcune delle sostanze acquistate durante il viaggio da Los Angeles alla South Carolina, il giorno precedente alla sua morte.

La mattina del 16 agosto, sempre secondo le fonti citate da TMZ, Panettiere avrebbe assunto una sola pillola di ossicodone. Gli investigatori sospettano però che la compressa contenesse anche fentanyl e che possa essere stata proprio quella dose a provocarne la morte. Si tratta, al momento, di una ricostruzione investigativa e non della causa ufficiale del decesso, che non è stata ancora comunicata dal medico legale.
Le autorità stanno ora cercando di ricostruire la provenienza della pillola e la catena attraverso cui sarebbe arrivata a Panettiere. La DEA di Los Angeles sta approfondendo i rapporti tra l’attrice e il presunto fornitore, nel tentativo di stabilire chi abbia venduto le sostanze e da dove provenissero. L’indagine coinvolge quindi sia la South Carolina, dove Panettiere è morta, sia la California.
Nelle ultime settimane anche Brian Hickerson, compagno dell’attrice, ha parlato con la DEA nell’ambito dell’indagine. Hickerson non risulta indicato come sospettato e l’attenzione degli investigatori sarebbe concentrata soprattutto sull’identificazione del possibile fornitore.
Hickerson e suo fratello Zack erano presenti nella residenza quando Panettiere è morta. Dal rapporto della polizia emerge che Hickerson mostrò agli agenti una borsa contenente i farmaci che l’attrice stava assumendo. Le autorità hanno inoltre precisato che durante i primi accertamenti non sono emersi segni di foul play.
Il 20 agosto, dopo la notizia dell’ingresso della DEA nell’indagine, un rappresentante di Panettiere aveva dichiarato che non c’erano informazioni da condividere mentre gli accertamenti erano ancora in corso, aggiungendo la speranza che “sia fatta giustizia”.

Hayden Panettiere, conosciuta soprattutto per i ruoli in Heroes e Nashville e per la saga di Scream, aveva parlato pubblicamente per anni delle proprie difficoltà con la dipendenza da alcol e oppioidi. Nel memoir This Is Me: A Reckoning, pubblicato nel maggio 2026, aveva raccontato il rapporto con le dipendenze, la depressione post-partum, gli abusi subiti e il percorso di recupero.
