Vittorio Sgarbi ha concesso una lunga intervista al Corriere nella quale ha parlato, tra le altre cose, anche della depressione che lo ha costretto ad un ricovero ospedaliero. Il critico ha provato a spiegare le motivazioni che potrebbero averlo portato alla depressione e come è riuscito a riprendersi, faticosamente. Una malattia che gli aveva tolto i desideri “Non desideravo più nulla. Non avevo più voglia di vivere. E ho cominciato a rifiutare il cibo”. Ammette che ha “rischiato di morire” e di essere stato “in pericolo di vita”
Ad Aldo Cazzullo, che lo ha intervistato per il Corriere della Sera, Sgarbi ha spiegato che il motivo scatenante della sua depressione non sono stati i problemi di salute fisica, né l’intervento subito in passato. Sgarbi indica come origine principale della sua malattia la fine della sua esperienza di governo e le dimissioni da sottosegretario alla Cultura:
“Ritengo di aver subito un’ingiustizia assoluta. Mi è pesata moltissimo e mi è stata riconosciuta da pochi”.
A questa ferita si sono sommati l’insuccesso alle Europee – che per lui è stato “un colpo di grazia” – e la delusione per la politica: “Ho capito cosa sono le persone, cos’è la politica: dimentica”.
La depressione ha avuto un impatto devastante anche sul suo fisico. Il critico ha sviluppato anoressia, rifiutando qualsiasi alimento: “Anche solo vedere il cibo mi repelleva. Terribile”. Ricoverato al Gemelli già a febbraio, ha ricevuto cure farmacologiche e nutrizione parenterale, arrivando a pesare 59 chili. “Le sacche, le flebo in vena. Ho scoperto che si dice parenterale. Adesso sono 71 kg. Vede questi pantaloni? Non mi stavano su”, racconta.

A sostenerlo in questi mesi sono stati soprattutto i familiari e pochi amici. La sorella Elisabetta, la compagna Sabrina Colle, che gli è sempre stata vicino, guardando persino il Festival di Sanremo in ospedale, accanto a lui:
“Mia sorella Elisabetta. Mi è sempre stata vicina. Sempre. Mi portava in giro per i migliori ristoranti della Versilia, pur di farmi mangiare qualcosa. Ordinava tutti i piatti del menu, nella speranza che almeno uno mi ingolosisse”
Ha raccontato che alcuni luoghi sono stati per lui “terapeutici”
“Quest’estate sono andato a Viareggio, a casa di amici. Un giorno abbiamo fatto una gita a San Rossore, nell’ex tenuta del presidente della Repubblica. Quel luogo mi ha dato conforto”.

Nell’intervista si è accennato brevemente alla questione con sua figlia Evelina, che ha chiesto per Sgarbi un amministratore di sostegno, convinta che suo padre abbia bisogno di qualcuno che gestisca i suoi interessi economici e la sua immagine. “Non ho capito bene perché l’abbia fatto, e che cosa voglia” e sul suo patrimonio spiega che ha moltissimi quadri, più di 500, ma non sono più suoi: “Sono della Fondazione Cavallini-Sgarbi. Me ne sono spossessato. Sono vincolati all’Italia. Non possono lasciare il nostro Paese. Non possono essere venduti, se non in blocco: cosa che mi pare piuttosto difficile”
Vittorio Sgarbi ha tre figli, Alba, Carlo ed Evelina. Quest’ultima è nata da una breve relazione con Barbara Ari. Alba ha difeso suo padre, mentre Carlo non si è pronunciato.
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