Clare McCann è un’attrice e filmmaker australiana che in questi giorni sta facendo parlare di sé per aver avviato una raccolta fondi con la quale spera di ottenere 195.000 dollari statunitensi per sottoporre a criogenizzazione il corpo di suo figlio Atreyu, morto suicida il 23 maggio a soli 13 anni, a causa del bullismo subito a scuola. Lo scopo di McCann è quello di preservare il corpo del figlio in attesa di una futura rinascita. La donna ha sottolineato di avere solo sette giorni di tempo per raccogliere la cifra necessaria, perché oltre questo termine la criogenizzazione non sarebbe più attuabile. Naturalmente, la richiesta solleva molti interrogativi.
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Clare McCann è un’attrice e filmmaker australiana che in questi giorni sta facendo parlare di sé per aver avviato una raccolta fondi con la quale spera di ottenere 195.000 dollari statunitensi per sottoporre a criogenizzazione il corpo di suo figlio Atreyu, morto suicida il 23 maggio a soli 13 anni, a causa del bullismo subito a scuola. Lo scopo di McCann è quello di preservare il corpo del figlio in attesa di una futura rinascita. La donna ha sottolineato di avere solo sette giorni di tempo per raccogliere la cifra necessaria, perché oltre questo termine la criogenizzazione non sarebbe più attuabile. Naturalmente, la richiesta solleva molti interrogativi.
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Nella pagina GoFundMe dedicata al progetto, McCann si presenta come un’attrice, filmmaker e giornalista. Non è conosciuta in Italia e, in Australia, ha lavorato a piccoli progetti come cortometraggi, qualche film e lavori da regista e sceneggiatrice. Lì racconta che suo figlio si è ucciso a causa del bullismo subito a scuola. Atreyu frequentava le superiori in una scuola pubblica del Nuovo Galles del Sud
“Avevo implorato la scuola, il Dipartimento dell’Istruzione e i Servizi per l’Infanzia di intervenire. Ho cartelle cliniche, relazioni di psicologi, una diagnosi formale di PTSD fatta dal suo medico e email che dimostrano che ho lanciato l’allarme più volte. Ma non è stato fatto nulla. Nessuno è intervenuto. E ora, il mio splendido ragazzo non c’è più.”
“Abbiamo un’unica possibilità per preservare criogenicamente il suo corpo nei prossimi 7 giorni. Se perdiamo questa finestra di tempo, perdiamo anche ogni possibilità di una futura rinascita che la scienza potrebbe offrire. La mia è una richiesta di speranza e giustizia: mi rifiuto di lasciare che la storia di mio figlio finisca nel silenzio.”
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McCann ha spiegato come intende investire la somma richiesta, pari a 195.000 dollari USA. Al momento in cui scriviamo, la raccolta ha raggiunto appena 3.800 dollari, quindi una cifra ancora molto lontana dall’obiettivo prefissato.
“Ogni contributo sarà destinato alla crioconservazione immediata del corpo di mio figlio, al trasporto legale, ai servizi medici e legali necessari, e alla creazione di un trust a suo nome per preservarne la memoria. Se dovessimo superare l’obiettivo, i fondi in eccesso saranno impiegati per una campagna nazionale contro il bullismo, per azioni legali contro le istituzioni che lo hanno abbandonato e per sostenere altre famiglie colpite da negligenze sistemiche.”
McCann ha dichiarato alla testata australiana News.com.au di voler realizzare il progetto di criogenizzazione perché era ciò che suo figlio desiderava.
“Circa sei o sette anni fa abbiamo iniziato a parlare della vita dopo la morte e del paradiso, e gli ho accennato un po’ alla criogenica, e lui mi ha detto che gli sarebbe piaciuto farlo. Negli anni abbiamo continuato a dirci che era quello che avremmo voluto fare insieme, mai separati. Merita una seconda possibilità di vivere la vita che desiderava. Parlavamo del fatto che forse un giorno saremmo stati riportati in vita in un futuro così lontano in cui gli esseri umani sarebbero stati capaci di nuotare sott’acqua a lungo, insieme ai delfini e alle balene, o volare, o vivere su un altro pianeta… ne parlavamo e sognavamo così tanto.”
Come riporta l’Encyclopedia Britannica, la crioconservazione è una procedura molto costosa che consiste nel conservare un corpo umano a temperature estremamente basse, solitamente intorno ai -196°C mediante l’uso di azoto liquido, con l’obiettivo di preservarlo fino a quando la scienza futura potrebbe renderne possibile la rianimazione. L’idea alla base è che, in futuro, i progressi in ambito scientifico possano permettere la cura delle condizioni che hanno causato la morte e la rianimazione del corpo. Tuttavia, attualmente non esistono prove scientifiche che dimostrino la possibilità di riportare in vita un corpo crioconservato.
Inoltre, pur essendo una procedura legale in Australia (ma non in Itali) il suo utilizzo non è ancora completamente regolamentato. Ammesso che i progressi medici futuri consentano di poter riportare in vita una persona criogenizzata, non vi sono certezze riguardo ai suoi diritti – ad esempio, non si sa se avrebbe diritto a reclamare proprietà o beni che possedeva in vita.

La vicenda di McCann ricorda, per alcuni aspetti, la storia di Andrea Spezzacatena, anche lui morto suicida a causa del bullismo, nel 2012. Sua madre Teresa Manes ha deciso di trasformare il dolore per la perdita del figlio in attivismo, girando le scuole e incontrando i ragazzi per parlare con loro di bullismo. La loro storia è diventata un film di grande successo, Il ragazzo dai pantaloni rosa, attualmente in streaming.
