Mentre Luigi Mangione è in attesa del processo per l’omicidio di Brian Thompson, amministratore delegato di UnitedHealthcare, avvenuto a New York il 4 dicembre 2024, un fenomeno culturale inaspettato ha trasformato l’accusato in un’icona digitale. Al Sundance Film Festival 2026 è stato presentato Luigi, un cortometraggio documentario di otto minuti diretto da Liza Mandelup che esplora l’ossessione collettiva nata attorno a questa figura controversa.
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Il film non indaga sulla colpevolezza o innocenza di Mangione, ma sulla reazione virale che ha seguito il suo arresto. In pochi giorni, la sua immagine è stata trasformata in merchandising, condivisa milioni di volte sui social media e celebrata come simbolo di ribellione contro un sistema sanitario considerato ingiusto da una parte dell’opinione pubblica americana.
La regista Liza Mandelup, già nota per aver esplorato le comunità online nel documentario Jawline, ha spiegato a The Hollywood Reporter la sua motivazione:
“Mi sono sempre interessata alle comunità online e al fenomeno del fandom. Dopo il suo arresto, Luigi è diventato una star, con la sua immagine trasformata in magliette e dipinta sui muri di tutto il mondo. Ho sentito un’energia intorno alle persone che lo supportavano e volevo ascoltare cosa avessero da dire”.
Il cortometraggio si apre con Boo Paterson, artista e direttrice creativa, mentre lavora a un dipinto a olio intitolato “Il marito del popolo”. Inizialmente pensato per un’asta benefica destinata a coprire spese sanitarie di persone in difficoltà, il ritratto ha generato una tale richiesta da spingere l’artista a creare una linea di merchandising. Costumi da bagno con il volto di Mangione hanno registrato 189 ordini in cinque minuti.
Tra i sostenitori intervistati, un giovane uomo dichiara apertamente la sua attrazione:
“Ha un bel viso e mi piacciono gli italiani. Quindi sì, potrei essermi innamorato di Luigi. Come si può non innamorarsi di qualcuno che vuole essere una voce per le persone, specialmente per gli svantaggiati?”.
Il momento più sorprendente del documentario arriva quando una donna di 57 anni legge ad alta voce una lettera d’amore scritta a Mangione, che ha 30 anni meno di lei. “Caro Luigi, spero che tu stia reggendo bene a Brooklyn”, inizia, riferendosi al Metropolitan Detention Center dove è detenuto. Nella lettera la donna spiega che prova un’attrazione sessuale per Mangione, ma al tempo stesso ha istinti materni nei suoi confronti.
“Seriamente, non passa un’ora nella mia vita monotona senza che setacci il web cercando notizie su di te. Sogno ad occhi aperti di te, pensando a come possiamo sistemare questo mondo in cui viviamo”.
La donna descrive poi una fantasia audace in cui gli porta un bicchiere d’acqua, perde l’equilibrio e finisce con le mani sui suoi addominali scolpiti. Conclude offrendo la sua casa come possibile rifugio qualora Mangione venisse rilasciato: “Se fosse liberato, cosa succederebbe? Vorrei preparargli una stanza nel mio seminterrato o qualcosa del genere, e lui potrebbe vivere lì. Ma poi? Cosa farà? Non può restare lì, sarebbe come un’altra prigione”.
Il cortometraggio include anche l’artista Princess Nostalgia, che esegue versi da una canzone ispirata a Mangione intitolata “Baby I’ll Be Your Mario” e legge una lettera che riflette sul significato del suo gesto:
“Caro Luigi, hai buttato via la tua vita o ne hai esponenzialmente aumentato il valore? Come si misura il valore di una vita? Non ho risposte a queste domande, ma certamente mi hai fatto riflettere. Le persone si sentono così impotenti. E una cosa che mio padre dice sempre è che sono le persone a decidere chi sono gli eroi”
Il film tocca anche alcune teorie del complotto che circolano online, come l’ipotesi che Mangione abbia assunto qualcuno per compiere l’omicidio o dubbi sulla veridicità dei filmati di sicurezza della scena del crimine. Ma è ancora Princess Nostalgia a chiudere il cortometraggio con una riflessione finale: “Che l’abbia fatto o no, le azioni di Luigi sono sembrate una catarsi collettiva di una rabbia repressa e di un’impotenza a cui il 99 per cento degli americani può relazionarsi. E adesso Luigi appartiene al popolo”.
Prodotto da Public Feelings di Mandelup, con Lauren Cioffi come produttrice e Ryan Mazie per Floofy Doggy e Alexandra Dale per Rolling Stone Films come produttori esecutivi, Luigi ha debuttato al The Library di Park City come parte della selezione documentaristica di Sundance 2026. Il cortometraggio si inserisce in un programma che include altri 53 corti selezionati per l’ultima edizione del festival nello Utah.
Sapete che la scorsa estate, su Shein, sono apparse foto di Luigi Mangione utilizzato come un modello, grazie all’AI? E a proposito di documentari e true crime, sapete che negli USA sta per uscire un documentario su Amanda Knox in Italia, faccia a faccia col suo accusatore?
