La nuova serie Monster – La storia di Ed Gein, che racconta la vicenda del serial killer di Plainfield e dell’impatto che ebbe sul cinema, è molto romanzata, ma contiene incredibili aneddoti realmente accaduti anche se modificati per esigenze narrative. Uno dei più sconcertanti è che Gein fu davvero il babysitter dei figli di una coppia di vicini di casa, Don e Georgia Foster. I fatti però andarono diversamente da come viene raccontato in Monster. Innanzitutto i bambini si trovavano bene con Gein e lui li intratteneva con trucchi di magia e letture da brivido. Nell’articolo che segue vi spiegheremo anche se Gein fu coinvolto nella sparizione e nell’omicidio di una giovane babysitter, Evelyn.

Come spiega DMT citando la biografia Deviant di Harold Schechter, la famiglia Gein non era in condizioni finanziarie stabili già prima della morte del padre e da quando si erano trasferiti a Plainsfield non avevano mai sistemato la loro casa e il terreno con lavori che potessero permettergli di vivere più agevolmente. Dopo la morte del padre, nel 1940, i fratelli Henry e Ed Gein iniziarono a fare lavori in giro per il paese. Ed, in particolare, si arrangiava come pittore, operaio per piccoli lavori, riparava tetti e occasionalmente badava anche ai bambini dei Foster. Al contrario di come racconta la serie, i piccoli erano contenti di passare il tempo con Ed. Con i bambini maschi giocava a fare la lotta, mentre le bambine venivano intrattenute con trucchi di magia. Gein non mostrò ai bambini le maschere di pelle umana che confezionò laboriosamente, come si vede in Monster, ma li intratteneva leggendo loro le stesse storie esotiche che piacevano a lui, su cacciatori di teste e cannibali. E i bambini, apparentemente, non ne erano turbati.

Un’ulteriore conferma del fatto che Gein si occupò dei figli dei vicini arriva da Medium, che riporta una loro intervista alla Georgia Foster e a sua figlia Linda, nel 2012. Nella stessa occasione, la donna, all’epoca 85enne, raccontò che nel 1957 Ed Gein e suo marito pensarono di “scambiarsi” le case, perché Ed viveva da solo e ai Foster serviva più spazio. Ebbero modo di entrare in casa di Ed e non videro nulla che potesse far pensare agli omicidi di cui l’uomo sarà accusato in seguito, ma Georgia ricorda molto bene che la casa di Gein era estremamente sporca e maleodorante, con lattine di zuppa aperte sparse ovunque, padelle incrostate sul fornello. Durante la breve visita di mezz’ora, Gein tenne alcune stanze chiuse, ma Georgia ebbe modo di dare uno sguardo anche alla stanza di sua madre, che le sembrò l’unica tenuta in ordine. A lei però non interessava, quello che interessava davvero alla coppia è accertarsi delle condizioni strutturali della casa. Quando le fu chiesto se si era sentita a disagio, nel corso di quella breve visita, la signora spiegò:
“No, non tanto. Tutti in paese sapevano che Eddie era un po’ diverso e lo avevamo accettato. Era inoffensivo. All’epoca non pensai a questa cosa, ma credo che nessuno fosse mai andato a vedere casa sua, certamente non dopo la morte di sua madre e suo fratello”
Georgia chiese a Ed dove tenesse le sue teste rimpicciolite – una voce che girava in paese da molto tempo, diffusa da un adolescente che le aveva viste, e alla quale nessuno aveva dato credito. Ed ebbe una reazione inaspettata, lui che difficilmente guardava negli occhi il prossimo, la guardò. Per la signora fu l’unica volta che Ed le diede una brutta sensazione. Lui però ebbe la prontezza di rispondere che le teste erano “nella dispensa”, come a voler scherzare su un pettegolezzo per ridimensionarlo.

Nella serie Monster – la storia di Ed Gein, l’uomo viene assunto come babysitter da una famiglia benestante su iniziativa della sua fidanzata ma finisce per traumatizzare i due bambini portandoli a casa sua, al freddo e al buio e mostrando loro un agghiacciante gioco di magia. Questo non è mai accaduto nella realtà. Così come non ci sono prove che Gein abbia ucciso una giovane babysitter, Evelyn Hartley, la cui sparizione resta un caso tuttora irrisolto. People ricorda che il 24 ottobre 1953 Evelyn era stata incaricata di badare alla piccola Janice, la figlia dei Rasmusen, che aveva poco più di un anno e mezzo. Quando i Rasmusen tornarono a casa, trovarono la polizia e il padre di Evelyn, che si era preoccupato perché la ragazza non aveva fatto ritorno a casa. La bambina era nel suo lettino, illesa, ma di Evelyn erano rimasti solo gli occhiali e una scarpa. Alcune tracce di sangue all’interno e all’esterno dell’abitazione dimostrarono che c’era stata una colluttazione, ma nonostante le indagini successive non si arrivò mai ad una soluzione del caso e Gein smentì di essere stato lui ad ucciderla.
Per approfondire la storia di Gein, qui potete leggere chi era davvero la sua fidanzata, Adeline Watkins e il retroscena sui figli della criminale nazista Ilse Koch, dalla quale il serial killer era affascinato. A questo link invece vi spieghiamo cosa c’è di vero nel rapporto tra Gein e un altro serial killer, Ted Bundy.
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