Una corsa in Uber terminata con un arresto e una causa milionaria. Kiefer Sutherland, la star della serie televisiva “24”, è al centro di una controversia legale che ha preso una piega molto complessa a sei mesi dall’incidente iniziale. L’autista Rafael Manvelyan ha depositato una denuncia civile contro l’attore 59enne, accusandolo di aggressione, percosse, inflizione intenzionale di stress emotivo e negligenza.
TMZ spiega che i fatti risalgono al 12 gennaio 2026, quando gli agenti del dipartimento di polizia di Los Angeles sono intervenuti intorno alle 00:15 nei pressi di Sunset Boulevard e Fairfax Avenue, in risposta a una chiamata riguardante un’aggressione ai danni di un autista di ride-sharing. Secondo la ricostruzione delle autorità, Sutherland è salito sul veicolo e avrebbe fisicamente aggredito il conducente, formulando anche gravi minacce nei suoi confronti.
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Secondo i documenti depositati in tribunale e ottenuti dalla stampa americana, Manvelyan sostiene che l’attore fosse visibilmente alterato e che la situazione si sarebbe complicata a causa delle barriere linguistiche: l’autista, che parla principalmente russo e armeno, ha dichiarato, infatti, di avere una conoscenza limitata dell’inglese, rendendo difficile la comunicazione con il passeggero.
Manvelyan afferma che Sutherland sarebbe diventato sempre più ostile, aggressivo e conflittuale durante il tragitto, urlando e insultandolo, arrivando addirittura a minacciarlo di morte prima di passare alla violenza fisica mentre era ancora alla guida.

Le accuse specifiche includono ripetuti colpi sferrati con pugni chiusi alla testa, al viso, al collo e alla parte superiore del corpo. Manvelyan afferma inoltre che Sutherland lo avrebbe immobilizzato con una presa al collo, continuando a minacciarlo di ucciderlo.
TMZ riporta che tutto sarebbe stato documentato dalla dashcam presente sul veicolo e, secondo l’avvocato dell’autista, il filmato non sarà diffuso pubblicamente per rispetto della privacy del cliente, ma solo in sede dibattimentale. Gli agenti giunti sul posto hanno documentato la presenza di lividi e gonfiore sulla fronte di Manvelyan; l’uomo avrebbe riportato lesioni di vario tipo e gravità su tutto il corpo, dichiarando di continuare a soffrire di ansia, paura e incubi.
La risposta di Sutherland è stata immediata e decisa. Attraverso il suo portavoce e l’avvocato Andrew Brettler, l’attore ha presentato una versione radicalmente diversa degli eventi. Secondo la difesa, sei mesi fa Sutherland sarebbe stato coinvolto in un incidente spaventoso come passeggero di un’auto Uber, quando il conducente si sarebbe rifiutato di fermare il veicolo nonostante le ripetute richieste in tal senso.
La dichiarazione prosegue sostenendo che, sebbene l’autista avesse rifiutato assistenza medica sulla scena, nei mesi successivi Sutherland sarebbe diventato vittima dei suoi continui tentativi di esagerare e amplificare le sue rivendicazioni di stress e lesioni, richiedendo milioni di dollari di risarcimento dopo che lui e il suo avvocato hanno scoperto la celebrità del passeggero. L’attore ha dichiarato di avere l’intenzione di contestare fermamente la causa, non avendo alcun interesse a ricompensare qualcuno che avrebbe costruito un resoconto distorto alla ricerca di un guadagno sostanzioso.
Sutherland è stato arrestato con l’accusa di minacce, poi successivamente è stato rilasciato dopo aver pagato una cauzione di 50.000 dollari.
