Dopo trent’anni di silenzio, Allegra Gucci ha deciso di raccontare la sua storia. La figlia di Maurizio Gucci, assassinato nel 1995, e di Patrizia Reggiani, condannata come mandante dell’omicidio, ha pubblicato il libro Fine dei Giochi per l’editore Piemme, che a breve diventerà una serie diretta da Gabriele Muccino. Un’opera che nasce dall’esigenza di restituire dignità ai suoi genitori, protagonisti di una vicenda familiare che ha segnato la cronaca italiana. E sottolinea che è “tutto vero” e può dimostrarlo punto per punto.

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La decisione di scrivere, spiega Allegra a Repubblica, è maturata anche in reazione al film House of Gucci di Ridley Scott con Lady Gaga. Allegra non usa mezzi termini: “Quell’orrido film pieno di stupidaggini e stereotipi offensivi”. Per questo motivo, dal suo libro Gabriele Muccino sta realizzando una serie tv per Lucky Red e Sky. Gucci pensa spesso all’attrice che potrebbe interpretare sua madre, ma non le viene in mente nessuno e affida la decisione a Muccino, nel quale ripone “totale fiducia, perché conosco la sua sensibilità”
Il ritratto che Allegra traccia dei suoi genitori è complesso e lontano dalle semplificazioni mediatiche. Del padre Maurizio dice: “Non era un uomo perfetto né un padre perfetto. Ma chi lo è? Lo hanno sempre descritto malissimo, e lui non si è potuto difendere. Dovevo rendergli giustizia”.
E su Maurizio Gucci e su quello che è successo dopo il suo omicidio, Allegra aggiunge:
“Tutti lo hanno dimenticato. E quasi tutti si sono dati alla macchia, cominciando il giorno del funerale. Alla fine siamo rimaste io, mia sorella e mia madre, più mia nonna Silvana che non era proprio la nonna delle favole. Per fortuna ho trovato Enrico, il mio amore, il padre dei miei figli nonché la dimostrazione che una luce esiste per tutti”

Su Patrizia Reggiani, il discorso si fa ancora più articolato. Allegra la descrive come una donna fragile, segnata da vecchi problemi di salute e dalla vita. Una donna che prima era molto diversa da come la raccontano le cronache.
“Una donna di 77 anni, segnata dalla vita e dall’operazione al cervello, quel tumore grosso come un mandarino che le tolsero molti anni fa. Un male che influì eccome sui suoi comportamenti. Oggi mi prendo cura di lei insieme a mia sorella Alessandra: per tutti eravamo solo le due eredi, invece eravamo due ragazzine nella tempesta, due orfane. Questa cosa ancora mi sconvolge. Mamma è una donna che non sta bene, dalla personalità narcisista, egoista e borderline, ma prima è stata anche una donna orgogliosa e generosissima. Sono certa che con papà si siano amati moltissimo, anche se poi furono capaci di ferirsi in modo altrettanto potente. Può succedere, quando l’amore finisce”
La moglie di Maurizio Gucci viene descritta anche come “fragilissima, e per questo vittima di miserabili manipolatori, poi condannati per circonvenzione d’incapace”
“Per decenni sono rimasta convinta della sua innocenza. Poi, l’intervista con quell’ammissione di non essere colpevole ma neppure innocente mi fece precipitare nel buio più profondo. Ho raccolto i pezzi, mi sono ripetuta: “Non può averlo detto, non è lei”. Patrizia Reggiani non realizza quello che è accaduto, non c’è, non ricorda neppure tutto. Però le va dato atto di avere resistito alla prigione con una forza incredibile”
Scrivere il libro non è stato un atto di vendetta o rabbia. “Scrivere per odio, rabbia o vendetta sarebbe stato facile ma inutile. Quei sentimenti non mi appartengono più e mi avrebbero tenuta prigioniera del mio inferno”, chiarisce Allegra. L’obiettivo dichiarato è consegnare ai propri figli la verità dei fatti, una narrazione lontana dalle distorsioni mediatiche.
