Selvaggia Lucarelli ha criticato duramente Emanuela Fanelli per le motivazioni con cui ha spiegato di non voler parlare apertamente di Gaza durante la cerimonia di apertura di Venezia 2025, da lei condotta, pur scegliendo di partecipare alla manifestazione pro Palestina del 30 agosto.
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Lucarelli ha condiviso il video in cui Fanelli risponde alle domande di Sky TG24 e ha definito l’attrice “pavida” sottolineandone ipocrisia e opportunismo. Fanelli le ha replicato direttamente nei commenti, citando – a suo dire – una frase attribuita a Massimo Troisi: “Da pavida, prendo in prestito le parole del grande Troisi: “Io sono responsabile di quello che dico, non di quello che capisci tu””

Nella caption che accompagna il post, Selvaggia ha detto:
“Pensavo fosse uno dei suoi personaggi di Una pezza di Lundini, invece era proprio lei, Emanuela Fanelli. Non so se mi imbarazza di più quel toccarsi i capelli e il dito compulsivamente alla parola “Palestina” a mo’ di riflesso pavloviano, o se quella parte in cui dice che non parlerà di Gaza davanti a tutto il mondo, ma andrà alla manifestazione da privata cittadina. Perché è così imbarazzante parlare di queste cose ben vestita e ingioiellata a Venezia. Bene. In effetti di sue precedenti prese di posizione su Gaza, con semplice bigiotteria e una canotta Oviesse, è pieno così. Bastava dire “Non parlerò di Gaza per evitare casi diplomatici e perché voglio continuare a fare l’attrice senza perdere opportunità” (che poi è quello che hanno fatto tutti i suoi colleghi, con rare eccezioni, e che dopo 60 000 morti firmano letterine sdegnate ma in gruppo eh, così li si nota di meno). Che pavidità. E che delusione”
Lucarelli si riferisce all’appello di Venice 4 Palestine lanciato prima del debutto di questa edizione della Mostra, che è stato firmato da numerose personalità del mondo del cinema e dello spettacolo.
Nelle sue dichiarazioni a SkyTg24 Fanelli è apparsa molto tesa e ha provato a spiegare le sue ragioni. A chi le aveva chiesto il focus del discorso di apertura della 82esima Mostra di Venezia, l’attrice ha risposto:
“Ho cercato, mi sono sforzata di restare abbastanza fedele a me stessa, ai miei toni, al mio modo di guardare, in generale, però restando rispettosa del cerimoniale d’apertura della Mostra del Cinema di Venezia. Ho cercato di trovare un punto di incontro tra i due. Un po’ scherzerò e poi diciamo che parlerò del cinema – ovviamente siamo alla Mostra del Cinema – e soprattutto di quanto il cinema possa smuovere una parte veramente bella, umana di tutti noi”
Quando le è stato chiesto perché non parlerà della Palestina ma sarà presente alla manifestazione del 30 agosto prevista al Lido, l’attrice ha argomentato:
“Beh, non ne parlerò e parlerò dell’umanità e di quello che di bello può smuovere il cinema. Siccome in questo momento di bello c’è veramente poco e stare qua è un cortocircuito, io lo avverto questo cortocircuito, perché siamo e saremo da dmomani sera in mezzo a bellezza, ad arte, ma anche alla leggerezza, al glamour, con le pagelle dei vestiti, ed è un cortocircuito in questo momento che mi imbarazza anche molto. È un po’ imbarazzante stare qui, quindi io parlerò a modo mio di questo momento e di come il cinema può migliorare le persone. Non dico una frase, ma solo perché a me imbarazzerebbe in quel momento trovarmi lì, con questo vestito molto costoso, dei gioielli costosissimi e dire questa frase mi sembrerebbe che possa servire più a me, che alla causa in sé. E poi, sinceramente, quando mi metterei a letto, nella mia suite all’Excelsior, non è che mi sentirei una grande rivoluzionaria. Quindi alla manifestazione, certo ci vado, ci vado eccome, da privata cittadina che partecipa e che sposa pienamente la causa e il dolore per questo orrore a cui stiamo assistendo. Però ecco, ne parlerò a modo mio”
