A pochi giorni dalla sua scomparsa, avvenuta l’11 febbraio a soli 48 anni, emerge un dettaglio che rende ancora più intensa la storia degli ultimi giorni di James Van Der Beek. L’attore, che nel novembre 2024 aveva reso pubblica la diagnosi di tumore al colon-retto al terzo stadio, ha scelto di rinnovare le promesse di matrimonio con la moglie Kimberly in una cerimonia intima, organizzata appena due giorni prima della sua morte. Un gesto semplice, privato, ma carico di significato.
Non c’è stato alcun grande evento, nessuna scenografia studiata. Al contrario, tutto è nato in modo spontaneo. “Abbiamo deciso due giorni prima”, ha raccontato Kimberly in un intervista speciale a People, spiegando che gli amici si sono mobilitati immediatamente: nuove fedi, la camera da letto riempita di fiori e candele, un’atmosfera raccolta. Le promesse sono state scambiate dal letto, circondati dai figli e da pochi amici presenti di persona, mentre altri hanno seguito il momento in collegamento video. Il musicista brasiliano Poranguí ha accompagnato la cerimonia con musica dal vivo, concludendo con “Somewhere Over the Rainbow”. Kimberly ha definito quel momento “semplice, bellissimo e commovente”.

La loro storia era iniziata nel 2009, durante un viaggio in Israele, e si era trasformata in matrimonio l’anno successivo a Tel Aviv, in una celebrazione altrettanto fuori dagli schemi. In quindici anni insieme hanno costruito una famiglia numerosa – e hanno avuto sei figli – e attraversato cambiamenti importanti, dal trasferimento in Texas alla scelta di una vita più riservata, lontano da Hollywood.
Negli ultimi mesi, Van Der Beek aveva parlato della malattia e delle difficoltà affrontate. La moglie, annunciandone la morte, ha scritto che ha affrontato i suoi ultimi giorni “con coraggio, fede e grazia”. Il rinnovo delle promesse appare oggi come l’ultimo capitolo coerente di quella visione: un modo per riaffermare il legame costruito in quindici anni, davanti ai figli e alle persone più care, trasformando l’addio in un momento di presenza e consapevolezza. Non un gesto teatrale, ma una scelta profondamente personale.
